in due parole, tanto per non farla lunga.

La mia foto
Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.
Visualizzazione post con etichetta libri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta libri. Mostra tutti i post

domenica 11 ottobre 2015

Tutto il resto è un caos colorato e fluido.





Non vedo un film intero da mesi.
Non mi era mai capitato.
In compenso ho scoperto piacevolmente cosa vuol dire diventare dipendenti dalle serie tv.
Lo scorso anno abbiamo rivisto tutto "Sex and the city", qualcosa che una ragazza non può proprio tralasciare nel suo background, e mi sento di consigliarla anche a molti uomini (non a tutti).
Poi si è girato pagina.
Al principio fu "The Walking Dead", che rimane in assoluto in vetta alle classifiche. Dipendenza vera, attaccamento struggente a molti dei protagonisti, rilfessioni esistenziali a manetta.
Ora sono tutta proiettata su "Fear of the Walking Dead" e "The Strain".
Chi mi conosce sa che il filone apocalittico mi salva da delusioni quotidiane, ansie, stress.
Nulla come zombie, terre desolate, scenari da fine del mondo mi lava via di dosso la tensione di fine giornata, le arrabbiature, le paranoie.
Un'altra cosa davvero piacevolissima è che ho ripreso a leggere a pieno ritmo, divoro romanzi, li scelgo con un misto di esaltazione e euforia sugli scaffali. Leggo ancora la carta, ho bisogno della carta, più che mai. Roba di tante pagine, roba intensa, scrittori giovani e mostri sacri, tutto mischiato con furore. Come quando ero adolescente. Non si cambia mai nelle cose importanti.
Cinema per il momento non se ne parla, l'ultimo film visto sul grande schermo è "Youth" di Sorrentino. Che non mi ha deluso affatto, anzi, mi ha profondamente commosso.
Musica tanta, ma discontinua, smozziccata, stropicciata nelle pieghe delle ore che si srotolano disordinate. Non è escluso che non mi metta a seguire "X Factor" per la prima volta.

Tutto il resto è un caos colorato e fluido.

Lavoro molto.
Spazi per me stessa oltre a quelli sopra elencati quasi nulli, giusto qualche telefonata con la mia amica di sempre o qualche caffè e relativa lettura rapida di notizie. Non faccio sport, ma non sono mai stata così magra e muscolosa in tutta la mia vita. Non ho tempo di pettinarmi, ma non ho mai avuto capelli così lunghi e belli. L'amore ci fa sembrare giovani e luccinanti.

Il piccolo balordo che mi porto dietro rende tutto così eccitante. 
Ma questo è un altro post.
Il post di oggi era solo per dirvi qualcosina su di me, e farvi sapere che mi piacerebbe tanto ma tanto ritornare e che qualcuno, anche solo pochi di voi, abbia ancora la voglia di leggermi, perchè io sono solo migliorata, sotto quasi tutti i punti di vista!
 

venerdì 12 dicembre 2014

Cose viste, cose lette.


The Hunger Games / La ragazza di fuoco
film 2012 / 2013 di Gary Ross /Francis Lawrence

Fumettone ansiogeno. svago totale.
tutto sommato: promosso
presonaggio preferito: Haymitch Abernathy


 Italy in a day
documentario di Salvatores, 2014

Montaggio superbo. Ma. Irritante. Paraculo.


 

Marina bellezza
il secondo romanzo di Silvia Avallone, 2013 

Da me super sopravvalutato, 
col senno di poi francamente superficiale. Ma divorato, assaporato.

Non chiedermi come sei nata
romanzo d'esordio di Annarita Briganti, 2014

Divorato anche questo, per via dell'argomento.
Ma… Ma.


 rivisto dopo tanto tempo
Pretty woman
film USA, 1990, diretto da Garry Marshall

Mega datato. Lei era splendida da giovane. Lui era davvero pessimo.



Amiche mie
romanzo di Silvia Ballestra, 2014

Molto molto ben scritto, e scritto col cuore e si sente.
 
 

I vitelloni 
film Italia, 1953, diretto da Federico Fellini

Grande spaccato malinconico.




  M'ammazza
libro del 2011 di Camila Raznovich

Dimenticabilissimo.




Nymphomaniac 1
film 2013, Lars von Trier

Naturalmente mi è piaciuto.
Lui è il solito gran genio, pesantissimo e disturbato e disturbante, ma Genio.




 Le persone, soltanto le persone 
raccolta di racconti di Christian Raimo, 2014

Ho un pò di problemi con i libri di racconti, mi lasciano sempre inquieta.
Ma Raimo è intelligente e sensibile, pure troppo.

 

Le origini del male 
film Regno Unito, 2014, di John Pogue

Horror che parte da un ottimo, magnifico spunto ma finisce per deludere.

 

 
L'ultima ruota del carro
film Italia 2013, di Giovanni Veronesi

Deprimentissimo. Ma proprio alla massima potenza.
Visto per via di Elio Germano, ma l'unica cosa che si salva dell'intera pellicola è l'interpretazione dell'immenso Haber.




The canyons
film USA, 2013 scritto da Bret Easton Ellis e diretto da Paul Schrader
 
N-O-T-E-V-O-L-E
Meriterebbe davvero un post a parte.
 




Quando tutto era possibile
romanzo di Meg Wolitzer, 2014

Bello corposo e toccante e saziante!



rivisto per la 135° volta
Footloose
film USA, 1984 diretto da Herbert Ross

Caposaldo!
Anche questo si merita foto gigante, e non sapevo nemmeno quale scegliere! Ho un culto immotivato e senza limiti per questo film qua.




Sex tape
film USA, 2014, diretto da Jake Kasdan

Divertentissimo!
Abbiamo riso tanto!
Lei è la reginetta dei film di intrattenimento scemi!




 The to do list
film USA, 2013, scritto e diretto da Maggie Carey

A parte l'ambientazione anni novanta gustosa, una vera stronzata.















martedì 10 dicembre 2013

Incipit leggendari: La trama del matrimonio, che meraviglia!


«Guardiamo i libri, per cominciare. C'erano i romanzi di Edith Wharton, allineati sullo scaffale non in ordine alfabetico per titolo ma per anno di pubblicazione; c'era l'opera completa di Henry James della Modern Library, regalo del padre per il suo ventunesimo pompleanno; c'erano i testi con le orecchie alle pagine usati per gli esami, molto Dickens, un assaggio di Trollope, dosi generose di Jane Austen e George Eliot e delle formidabili Brontë. Un buon numero di tascabili New Directions con le copertine bianche e nere, soprattutto poetesse come H.D. o Denise Levertov. I romanzi di Colette letti di nascosto. La prima edizione di Coppie, appartenuta a sua madre, che Madeleine aveva sfogliato clandestinamente in prima media e ora aveva utilizzato come supporto testuale per la sua tesi di laurea sulla trama del matrimonio. C'era, insomma, questa biblioteca di medie dimensioni ma ancora trasportabile che riuniva quasi tutte le letture di quattro anni di college, una raccolta di volumi apparentemente casuale che a poco a poco trovava un senso, come uno di quei complicati test della personalità che non ti permettevano di barare prevedendo le implicazioni delle domande, e dove ti smarrivi al punto che l'unica soluzione era rispondere la verità. E poi aspettavi, sperando che il responso fosse "Artista" o "Passionale", pensando di poter sopportare "Sensibile" mentre in segreto temevi "Narcisista" e "Casalinga", per ottenere infine un risultato a doppio taglio che ti faceva sentire diversa a seconda del giorno, dell'ora o del ragazzo con cui stavi: "Inguaribile Romantica".»

(Eugenides, Jeffrey, La trama del matrimonio)

mercoledì 28 agosto 2013

incipit leggendari: la scopa del sistema

Molte ragazze davvero belle hanno dei piedi davvero brutti, e Mindy Metalman non fa eccezione, pensa Lenore, all'improvviso. Sono piatti e lunghi, con le dita strombate e i mignoli afflitti da bottoni di una callosità giallognola che riappare a mo' di battiscopa lungo i calcagni, e sul dosso dei piedi sbucano peluzzi neri arricciati, e lo smalto rosso è screpolato e si scrosta a boccoli per quant'è vecchio, mostrando qua e là striature bianchicce. Lenore se ne accorge solo perché Mindy si è chinata in avanti sulla sedia accanto al minifrigo per staccare dalle unghie dei piedi appunto un paio di fiocchi di smalto; i lembi dell'accappatoio si dischiudono su un generoso scorcio di scollatura, decisamente più sostanziosa di quella di Lenore, e lo spesso asciugamano bianco che cinge la chioma zuppa e shampizzata di Mindy si è allentato e una ciocca di capelli scuri è sgusciata tra le pieghe e scende leggiadra incorniciandole la guancia fin sul mento. Nella stanza c'è odore di shampoo Flex, ma anche di canne, poiché Clarice e Sue Shaw si stanno facendo uno spino bello grosso che Lenore ha ricevuto in dono da Ed Creaner alla Shaker School e ha portato qui al college insieme ad altra roba per Clarice.
(La scopa del sistema, David Foster Wallace, traduzione di Sergio Claudio Perroni)

giovedì 8 agosto 2013

oliviero toscani, moriremo eleganti.

Oliviero Toscani
Moriremo eleganti

Conversazione con Luca Sommi
Aliberti Editore



"Io credo che la ricerca del consenso sia la nostra rovina. Ma perchè? A cosa serve? Ma chi se ne frega di piacere al proprio vicino di casa! La ricerca ossessiva del consenso a tutti i costi porta diritto alla mediocrità."

"Mi guardavano con la loro aria di superiorità. E poi ho cominciato a dire: «Vi manca, purtroppo, un'educazione artistica, io penso che la Bocconi dovrebbe, in primis, insegnare Storia dell'arte». In Italia il vero capitale è l'arte, e se capisci l'arte forse il tuo approccio all'economia e alla finanza sarà diverso."

"La tecnologia deve essere solo uno strumento, non un nuovo credo. Se è un aiuto per fare cose che hai già in testa va bene. Ma se in testa non hai niente la tecnologia ti aiuta a fare qualcosa. E visto che ti aiuta già lei, perchè sforzarsi con le idee. Faccio una cazzatina e, grazie alle mie tecnologie, la rendita è alta. Non c'è niente da fare: è inutile che mi stupisci con effetti speciali. Perchè poi se sotto la patina tecnologica non c'è niente come la mettiamo?"

"Gli italiani sono prevalentemente dei vili, sono il ritratto che ne faceva Alberto Sordi. E rispetto al passato oggi siamo anche rincretiniti dalla televisione, come in nessun altro paese. Dopo tanti anni di berlusconismo siamo stati «teleidiotizzati»."

Sono di quelli che non pensano affatto che Toscani sia antipatico, nè supponente, nè pieno di sè, ma anche se lo fosse la cosa non sembra darmi nessun fastidio!
Piuttosto mi ritrovo moltissimo nel suo modo di osservare la società italiana, l'arte, la politica.. la vita. Questo piccolo grande libro-intervista, un pò scadente dal punto di vista editoriale (ho trovato dei fastidiosi refusi) è assolutamente da portare sotto al famigerato ombrellone. Io l'ho letto in piscina in un paio d'ore e mi è sembrato un modo rapido, intelligente e immediato di riflettere un pò sul paese dove viviamo e su quanta strada ancora dobbiamo percorrere prima di dirci almeno un pochino soddisfatti di noi stessi e di chi ci comanda.






martedì 19 febbraio 2013

Hem + Hadley.


Paula McLain 
Una moglie a Parigi 
Neri Pozza

Questo libro l’ho scovato in rete, cercando informazioni su Ernest Hemingway.
Ho scocciato tutti, impaziente, raccontando a destra e a manca la mia scoperta per alcuni giorni, dal momento in cui ho capito che raccontava l’immenso scrittore dal punto di vista della prima moglie Hadley Richardson fino all’attimo paradisiaco in cui la biblioteca mi ha avvisato dell’arrivo del prestito (adoro le mail che mi informano che il tale libro aspetta proprio me sul tale scaffale sotto alla tale lettera: rientrano a pieno titolo nella mia corrispondenza più romantica).

Per fortuna non sono stata delusa: McLain è seria e attenta, sensibile alle sfumature e vibrante nel tratteggiare i caratteri.

Si narra di un Hem ventenne, innamorato perso di questa 28enne calma e adorabile, più vecchia di lui ma così ingenua, così poco attrezzata per la vita, eppure avventurosa al momento opportuno - il momento in cui decide di abbandonare la sua vita americana così ordinata, linda, per Parigi e la famosa età del jazz. E la cosa clamorosa è che prima di loro l’età del jazz non esisteva affatto. Prima di Ernest, Gertrude, Scott, Ezra, Parigi era qualcosa di diverso. Si usciva dalla prima guerra mondiale e tutto era da ricostruire da zero, da sovvertire, da inventare. Anche se poi - a causa della guerra stessa - ci si scopriva già disillusi, cinici, disorientati e depressi. Si può essere depressi e traboccanti di vita? Sì. L’ho scoperto studiandomi negli anni il personaggio, Papa.


Questo libro mi fa turbinare in testa, da giorni, i seguenti interrogativi:

a) come ci si sente ad essere stata la prima moglie di un genio, acclamato già in vita?

Tutt’altro che facile, e tutt’altro che consolatorio, dico io.

b) come ci si sente ad essere cresciuta per interpretare il ruolo di moglie, nel sentirsi realizzate facendo semplicemente la moglie dell’artista, la mamma, la spalla su cui far sfogare le nevrosi dell’amato bene? e di colpo, dopo cinque anni, rendersi conto che siamo facilmente soppiantabili da una donna che sembra incarnare la rappresentazione di tutte le moderne maschiette? una tizia che porta i capelli cortissimi e collabora a Vogue? Una stronza patentata, rubamariti delle amiche, okkay, ma una che a sua volta scrive e vive nel mondo e si mette in gioco in prima persona?

Parecchio male, di certo.

c) la domanda b si può riassumere anche in: ma mentre Hem scriveva tutto il giorno, come faceva a non venirti voglia di scrivere a tua volta, scellerata? (anche perchè per il bimbo avevi la balia Maria Cocotte, che non solo ha cresciuto il povero Bumbi, ma faceva anche da mangiare tutte le volte che i coniugi non avevano troppa voglia di trascinarsi sulla rive gauche o in costa azzurra per aperitivi.)

Scommetto che se scrivevi potevi diventare qualcuno anche tu, invece che startene a criticare in silenzio Zelda.

d) Vale la pena, nella vita, essere stati così depressi da pensare al suicidio per la maggior parte degli anni, e alla fine approdarci, epperò essere considerati dei geni assoluti nei secoli dei secoli?

Forse sì.

e) Vale la pena dedicare i propri anni migliori ad un marito e solo a quello, scordandosi totalmente di se stesse (e intendo dire scordandosi di lavorare, di fare arte, persino di comprarsi ogni tanto un vestitino nuovo)?

MAI e poi MAI nella vita.

f) Imparerebbero qualcosa, le ragazzine di oggi, da un libro come questo?

Forse, se solo lo leggessero.
Se solo leggessero qualcosa di diverso dai vampiri.
Ma dico forse.
Nel senso che Hadley stessa leggeva parecchio da giovane e non le è bastato ad evitare parecchi errori evitabilissimi.


So che sono noiosa. Ma se qualcuno di voi  non sa che libro scegliere per i prossimi giorni, e non ha ancora preso in mano Hemingway, non perda tempo.
Trattasi di viaggio senza ritorno.

Paula McLain è invece per chi lo conosce già bene, ed è davvero bravissima nella ricostruzione di ciò che è stato.

venerdì 7 dicembre 2012

Ptit prosegue!

ptit 4, passando per Garibaldi

ptit 5, vetrine milanesi

ptit 6, nella cucina dei miei... gli oggetti che amo

ptit 7, sistemando le librerie, amando alla follia questi amici inanimati e polverosi

lunedì 5 novembre 2012

Intervista a Margherita.

Nel giugno 2011 ho avuto la fortunata idea di stendere questa intervista per i miei amici blogger. Da quel momento, ogni volta che qualcuno di voi risponde a questo post regalandomi un pezzettino di sè, per me diventa una bellissima giornata. Quindi, se siete capitati qui per caso o ci venite abitualmente, se vi va, se la cosa vi piace, vi invito a raccontare i fatti vostri attraverso le mie domande.

Oggi mi va di presentarvi Margherita.




nome
Margherita
nome del suo blog
di cosa parla
di cinema, di libri
come l'ho conosciuta
a zonzo nella rete


intervista


  Hai un soprannome? E se sì, ci racconti come è nato?
Non ho un soprannome specifico ma nessuno mi chiama mai Margherita per intero; posso essere Marghe, Marghi, Gheri, Margot, Maggie, Marghez, Marghe'50 ma mai Margherita!

Come è iniziato il tuo blog?

Ho iniziato a dicembre 2010, qualche mese dopo la laurea magistrale, un po' per passare il tempo in una fase di horror vacui da post laurea, un po' perché avevo voglia di uno spazio tutto mio in cui riversare le mie passioni e condividerle in rete.

Da piccolo cosa volevi diventare?
Un'insegnante. Passavo ore a giocare alla maestra rivolgendomi ad un pubblico di alunni immaginario. Non lo sono diventata ma ancora oggi mi piace correggere, bacchettare, criticare, dare voti mentali, fare recensioni di ogni forma di vita, assegnare pagelle a cose che amo o odio!

Se potessi essere il protagonista di un film, chi saresti?
Mmm, difficile dirlo e scegliere un solo film. Così di getto mi viene da dire Annie Hall di “Io e Annie” per poter stare con il mio amato Woody Allen e farmi dirigere da lui. Adoro follemente quel genietto occhialuto e misantropo!

Cosa fa di un giorno come tutti gli altri un giorno di vacanza?
Cose semplicissime, un tipo di evasione molto basic ma fondamentale per me: fare shopping e incetta di anelli, bracciali e collane low cost, preferibilmente da H&M, con una cara amica, cenare in una trattoria tipica siciliana con pochi amici ma buoni, andare al cinema con il mio ragazzo a vedere un film speciale.

La mansione che ti piace di più svolgere al lavoro.
Al momento sono alla ricerca di lavoro ma quando lavoravo nella redazione di una rivista mensile adoravo fare l'editing dei testi e la correzione di bozze. Amando molto scrivere mi piace molto anche lavorare sulla scrittura e tentare di perfezionarla.

Qual è la musica che ti fa ballare?
Odio ballare, sono disarmonica e goffa! Però adoro i R.E.M. e spesso improvviso balletti domestici sui loro pezzi (quando ascolto What's the Frequency, Kenneth? per esempio, tento scandalosamente di imitare le movenze di Michael Stipe!)

Una cosa che da piccolo ti faceva tantissima paura.
Una cosa assurda e insolita, vista al tg e in un film televisivo nei primi anni '90, ricordo che rimasi sconvolta e impaurita (più che con il pagliaccio di IT): il polmone d'acciaio, una sorta di enorme tubo terapeutico da cui fuoriusciva solo la testa del paziente. Sono stata sempre paranoica e ipocondriaca e le mie paure si sono quasi sempre incanalate in ambiti sanitari e medico-scientifici!

Quello che più ti terrorizza ora che sei grande.
Vedi ultima riga sopra!.

Il libro che regaleresti al tuo migliore amico.
Penso uno di Roth come “Ho sposato un comunista” o “Sostiene Pereira” di Tabucchi o “Libertà” di Franzen. Nel dubbio prenderei un classico di Dickens!

Sei un nerd?
Tendenzialmente sì. Sono imbranata, con poco senso pratico, non so guidare bene, non ho senso dell'orientamento, non faccio sport, sono poco socievole, vedo più film che gente, leggo molti libri chiusa in camera, uso collant colorati e accessori molto poco sexy...Ma non sono brava con la matematica e le tecnologie, sono più una nerd umanista!

Qual è lo sport che ti sei rassegnato a fare per far finta di non essere un nerd?
Come già detto, non pratico nessuno sport. Odio gli sport, odio faticare e sudare, odio le palestre e i palestrati, odio chi va a correre, odio l'abbigliamento sportivo. Sono per i divani, le coperte, le tisane calde e per il bradipismo!

Se tu fossi un pittore, che cosa raffigurerebbero le tue tele?
Donne di fine ottocento con abiti pomposi, ombrellini, velette e libri sotto braccio, qualcosa alla Renoir.

Twin Peaks: quale era il tuo personaggio preferito 
(non per forza quello in cui identificarsi)?
Sono un'amante delle serie tv ma non ho mai visto Twin Peaks e il motivo è perché non amo Lynch, mi disturba e mi stranisce come pochi. Mulholland Drive mi ha fatto venire un senso di inquietudine davvero troppo fastidioso.

Come sei vestito in questo momento? E, se potessi scegliere, cosa indosseresti per tutta la vita?

Adesso indosso una camicetta bianca a pois neri con sopra una giacchina nera di cotone, jeans skinny e pantofole perché sono in casa, ma prima avevo delle ballerine nere!
Se potessi scegliere indosserei sempre abitini dal gusto bon ton e retrò, con colletti alla Peter Pan, meglio se con fantasie a pois o a fiocchi.

Il cibo di cui non riesci a fare proprio a meno.
Le verdure. Toglietemi tutto ma non il mio minestrone con il riso!

Il difetto che più ti fa impazzire nella persona amata.

Il fatto che lui è iperattivo, dinamico, amante delle escursioni, del trekking e di ogni forma di attività motoria e io una pantofolaia incallita che lui vorrebbe tentare di spronare.

Descrivi cos'è, per te, un momento di felicità perfetta.

Un momento in cui percepisco come un senso di bellezza, che sia vedendo un film, leggendo un libro, facendomi una risata, mangiando qualcosa, cogliendo uno sguardo, ascoltando una frase. Ho provato un momento di felicità perfetta anche quando sono entrata per la prima volta da Primark a Londra.

Stai detestandomi per questa rottura di palle dell'intervista? Ti starò ancora simpatica o hai capito solo adesso quanto posso essere rompicoglioni?
Non è che tu sia rompicoglioni, è che stai facendo domande troppo difficili ahahah! Ad ogni modo ti ringrazio per avermi coinvolta e mi stai simpatica già solo per questo!

I bambini, sono di sinistra?
Non lo so. So solo che quelli a cui facevo ripetizioni non sapevano distinguere la destra dalla sinistra.


Ci accomuna il grande amore per Woody Allen del quale ci troviamo spesso a commentare le eroiche gesta. Ma in genere trovo che siamo spesso in sintonia, con un nostro modo pigro e nerd di vedere la vita. Non so davvero come faccia a reggere i ritmi frenetici di un fidanzato sportivone, ma l'importante è che lui trovi sempre il tempo per portare questa intelligente, goffa, adorabile ragazza al cinema, per regalarci regolarmente tante nuove perle di post.

Vi auguro un tranquillo, dolce lunedì sera, o magari emozionante e indimenticabile, perchè anche i lunedì possono esserlo, no? Mica è vietato!
 

domenica 29 luglio 2012

Tra la partenza del ciclo a 30 gradi e il momento dell'ammorbidente vi comunico in un post che leggo ancora veri libri di carta.


Con il caldo appiccicoso e la stanchezza di fine luglio il minimo che poteva capitarmi era il blocco del lettore. Troppi libri e nessuno stimolo nel leggerli. Ho letto alcuni fumetti, ma non conta. Ho iniziato un nuovo Hemingway e l'ho mollato, gravissimo segnale. Ho iniziato Cime tempestose e l'ho abbandonato alla premessa. Ho ripreso in mano Miller e persino lui mi annoiava. Sono partita con tutta la mia buona volontà con I canti del caos di Moresco, nulla da fare. Sto rileggendo La festa è finita della Ravera, ed è splendido, ma è pur sempre una rilettura, che mi risolverà il problema per un paio di notti insonni (e poi io non rileggo mai, è una mia filosofia di vita). Allora ieri sono andata in biblioteca e ho noleggiato sette, dico sette libri di scrittori mai letti, tutti scelti nel giro di 5 minuti netti, a muzzo, influenzata da fattori flebili e volubili come le foto di copertina o la musicalità dei titoli, e forse questo era ciò che ci voleva. E mi sento un pò meglio.

Sì, noleggio ancora i libri di vera carta in biblioteca.
E sì, ne sono fierissima.

foto © Nick, Crespi d'Adda, 2012.

mercoledì 11 luglio 2012

Franca Valeri: bugiarda no, reticente.


Bugiarda no, reticente
di Franca Valeri 
Einaudi, 2010
 "Mi ribello all'affermazione corrente che sia un dono di natura.  
La comicità è un lavoro di cervello"

Autobiografia imperdibile,
tenera, triste, ironica, surreale, acuta, 
anticonformista, lieve.
Come lei.
Franca. 
L'ho sempre adorata.

Qui sotto uno spezzone di Il segno di venere,
che rivedo spesso e volentieri.

domenica 8 luglio 2012

Cinquanta sfumature di noia.




L'ho letto.
Ci ho messo poche ore, ma diluite in 4/5 giorni perchè altamente urticante.
Ogni sera ci provavo a farlo fuori in fretta (vi assicuro che non richiede un grande impegno intellettuale) ma poi mi irritavo.
L'ho letto perchè non potevo farne a meno, ero curiosa, tutta la stampa e tutta la rete ne parla e vi assicuro che non mi aspettavo nulla di diverso da quello che ho letto, ma il lavoro sporco andava comunque fatto.

Punto primo.
Scritto malissimo.
Mi dicono che la versione originale è di qualità scadente; la traduzione è addirittura offensiva. Per prima cosa voglio segnalare un grosso errore di impostazione generale. I dialoghi sono virgolettati, come sempre, ma stavolta virgolettati sono anche i pensieri che scorrono nella mente della protagonista. Così devi fare lo "sforzo" per tutto il tempo di capire se quella frase viene detta a voce alta o solo pensata. Al di là del fatto che poi ci arrivi facilmente, a capirlo, si tratta di un vero e proprio errore, non so se voluto dall'autrice, o dalla casa editrice. Se è voluto, è una vera stronzata. Irritante. Del resto, l'orticaria non si ferma a questo, che è un dettaglio notato soprattutto da noi addetti ai lavori nel mondo dell'editoria. L'orticaria si diffonde tra tutti quei lettori di livello appena appena medio presi in giro da un uso degli aggettivi imbarazzante. Tante, troppe ripetizioni: perchè chi ha scritto non ha consultato più spesso un dizionario dei sinonimi? Ci annoiamo per pagine e pagine nel vedere descritto il protagonista sempre con gli stessi discutibili banali aggettivi, per poi renderci conto che i due personaggi restano di uno spessore di carta velina, sottili sottili, per nulla approfonditi. Non va oltre ai triti clichè da romanzetto Harmony di un aspetto fisico strepitoso per entrambi, e anche quando si passa al carattere dei due la cosa non prende certo una piega migliore. Noi lettori desideriamo una certa cura, una certa ricerca da parte dello scrittore, veniamo colpiti da un certo modo di esprimersi, da un'astmofera tutta unica che si viene a creare; io quando leggo sento profumi, odori, anche puzze, se necessario. Quando leggo un vero libro sento il vento che sbatte contro alle pagine, o l'afa di un pomeriggio di canicola.
Questa lettura è asettica, limitata, mediocre e furba come un pranzo in autogrill.
I libri che leggo di solito sono banchetti barocchi e saporiti preparati dai migliori cuochi francesi.

Ora devo uscire, ma tornerò con il punto due, e il punto tre, e forse il quattro.
Perchè la signora James mi ha fatto proprio incazzare!

"se c'è una cosa che è immorale è la banalità"
(Afterhours)


Due giorni dopo.

Punto secondo.
Non efficace nel suo intento.
(qual è l'intento lo potete capire da voi)
Ma stavolta devo parlare soltanto per me. Perchè in rete leggo che in Inghilterra, addirittura, ci sarà un boom di nascite dovute alla lettura di massa di questo bestseller (!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!).
Beh, su di me non funziona.
Non dopo aver letto tutto Henry Miller e tutto Bret Easton Ellis svariati anni fa.
Non ci posso fare nulla. Ho bisogno del tocco di classe, dello stile, altrimenti resto fredda come uno stoccafisso. Il che non vuol dire che si debba scrivere in maniera raffinata e tantomeno delicata di questi argomenti. Anzi. Più crudo è meglio è. Ma bisogna avere un minimo di cultura, di consapevolezza. Ci vuole dietro una trama che regga, uno studio approfondito della natura umana dei personaggi. Chiedo troppo?

Punto terzo.
L'antipatia pazzesca dei personaggi, che sono soltanto degli stereotipi ma degli stereotipi insopportabili.
Lei è ingenua, innocente, giudiziosa, virtuosa, bellissima, intelligente, indipendente, acqua e sapone manco a dirlo, coraggiosa, curiosa, carica di buon senso ma non senza un pizzico di ironia.
Lui è una specie di dio greco, in apparenza maledetto ma con un animo sensibile, ricchissimo, dirigente di una megamultisocietà a soli 27 anni (mi pare), dal passato tormentato, dalla personalità multiforme, pieno di interessi, passioni, musicista, avventuroso, sportivo.
No ma dico: un pizzico di fantasia? Di suspense? Dalle prime righe già si capisce tutto. Dite che invece di brividi ce ne sono tanti e che sono prevenuta? Leggete un tantino di vera letteratura invece che ammorbare tutti con l'unico libretto preso in mano nel 2012, fiere di voi per i passi da gigante compiuti, visto che quello del 2011 era la raccolta di ricette della Parodi.
Ve l'ho detto che mi sono incattivita. A più tardi con la conclusione.

Punto quarto.
Le donne reali non si innamorano di uno come Grey.
Però dovrei parlare anche qui solo per me stessa, perchè immagino che molte di voi non siano d'accordo: bello, ricco, insaziabile, intelligente, ci si mette la firma no? Adesso protesterete: Grey non ti convince per via degli inconfessabili vizi (che in realtà svela già nelle prime pagine del libro)?
Grey non mi piace per niente, anzi lo trovo patetico, perchè non è un uomo reale. Nasce dalla fantasia di una donna di mezza età dalla vita matrimoniale poco eccitante, e lì finisce. Non ha ironia. Non suscita tenerezza, requisito fondamentale per farci innamorare tutte da che mondo è mondo. La nostra eroina si impegna in battute sagaci via mail e il tizio se la prende pure, fa l'offeso. Si prende sul serio in una maniera deprimente. Se ne esce con una suonatina di pianoforte all'alba o un disco di musica classica nell'autoradio come fosse un dio in terra, come se noi poverette fossimo lì in attesa di farci spiegare da un uomo cos è l'arte, cos è la poesia. Non esce mai dal seminato, recita la sua parte in maniera impeccabile e non sbaglia mai in nulla: ma chi lo vuole uno così noioso?
Il giorno dopo aver terminato questa boiata, per depurarmi le sinapsi ho preso in mano Le streghe di Eastwick dell'immenso John Updike. Non so se lo avete mai letto - fatelo - o se comunque avete visto il film, delizioso, spassoso, interpretato dall'amato Jack Nicholson nel ruolo del luciferino Daryl Van Horne.


Scommetto tra l'altro che anche Daryl si applicava per ore in pratiche che non sarebbe elegante descrivere qui. Goffo, con qualche chilo di troppo, stempiato, eclettico, egoista, capriccioso. Eppure quante di noi se ne sono invaghite alla prima inquadratura? Cher, la Sarandon e Michelle Pfeiffer capitolano in fretta, e simultamente. Tre donne che - Anastacia dei miei stivali - levati.

Mr Grey, ma levati.

Ci mordiamo il labbro quanto cavolo ci pare.

giovedì 21 giugno 2012

A-MORSI: #bookeater


 A-MORSI
Tema del giorno: #bookeater
Io spesso mangio con un libro. 
Un esperto di masticazione direbbe che no, 
non è il caso, che questo non aiuta la digestione… 
Ma è ormai assodato che per i libri farei pazzie. 
Con che libro mangi/mangeresti oggi?


Ho assolto allo zeldiano tema del giorno con una rapidità impressionante,
anche oggi a colazione - infatti vi prometto che da domani la smetterò di ammorbarvi con la solita tovaglietta americana color degli hare krisna, che non se ne può più, so che volete vedere tutti delle vere tovaglie.
Ieri sera ho ritirato in biblioteca il saggio "La caffettiera del masochista", che pare interessantissimo, su quanto siano importanti i nessi tra psicologia e design. Me l'ha consigliato una collega della quale mi fido parecchio, e mi aspetto illuminazioni improvvise e lampi di genio tutt'attorno, durante la lettura.
(BZZ!BZZ!)
Ecco quindi che un titolo del genere si è sposato amabilmente con la vecchia e sempre lucida caffettiera della nonna Rica. Ed è subito scatto.

sabato 10 marzo 2012

30 giorni di libri.












Per noi cresciuti leggendo Alta fedeltà, le classifiche sembrano essere pane quotidiano, specie nel mondo dei blog... La trovo una cosa molto nerd, ma mi diverte leggere quelle degli altri, oh se mi diverte, quindi immagino sempre che possa svagare anche voi, almeno un pò, leggere le mie.

Partecipo quindi anche io a questa "30 giorni di libri", che non è stata proprio una passeggiata, da compilare, però diciamo molto più edificante di guardare Striscia la notizia o fare decoupage, 'to.

Giorno 1  Il tuo libro preferito: Opinioni di un clown di di Heinrich Böll (ne parlo anche qui). A dire la verità è troppo difficile questa prima domanda, ma di istinto, di pancia, rispondo così. E sono molti anni che rispondo così.

Giorno 2  La tua citazione preferita: una poesia, immagino. "Portami il girasole impazzito di luce" di Montale, oppure "Soldati" di Ungaretti, o molte frasi di Pavese.

Giorno 3  Il tuo personaggio preferito di un libro che hai letto: Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald (naturalmente Gatsby)

Giorno 4  Il libro più brutto che tu abbia mai letto: Fabio Volo, non ricordo i titoli

Giorno 5  Il libro più lungo che tu abbia mai letto: Dies Irae di Giuseppe Genna (capolavoro assoluto) o Inshallah di Oriana Fallaci


Giorno 6  Il libro più corto che tu abbia mai letto: escluse le raccolte di poesie, forse Tre cavalli di Erri De Luca.

Giorno 7  Il libro che ti descrive: difficile rispondere. Credo i libri di Foster Wallace, in particolar modo La scopa del sistema. E non so dire il perchè; un certo modo di vedere il mondo.

Giorno 8  Un libro che consiglieresti: Libertà di Franzen, e infatti faccio sempre una testa così a tutti...

Giorno 9  Un libro che ti ha fatto crescere: Sulla strada di Kerouac

Giorno 10  Un libro del tuo autore preferito: Lo straniero di Albert Camus, senza ombra di dubbio

Giorno 11  Un libro che prima amavi e che ora odi: Non ti muovere della Mazzantini, diventato stramegabestseller.

Giorno12  Un libro che non ti stancherai mai di rileggere: le poesie di Bukowski

Giorno 13  Il libro che in questo momento hai sulla scrivania: sulla scrivania dove lavoro ho solo il manuale di Indesign

Giorno 14  Il libro che stai leggendo in questo periodo: Festa mobile di Hemingway. Che libro!!!!!!!!!!!!!

Giorno 15 - Apri il primo libro che ti capita tra le mani ad una pagina a caso e inserisci la foto e la prima frase che ti salta agli occhi: Irving Stone, Il tormento e l'estasi, senza immagini, non so se lo leggerò tutto, l'ho appena iniziato ed è davvero enorme e non riesco a concentrarmi... "In casa Rucellai, Michelangelo ebbe modo di conoscere i membri delle più eminenti famiglie della Colonia: I Tornabuoni, gli Strozzi, i Pazzi, ..."

Giorno 16  La tua copertina preferita: di solito amo le copertine senza immagini. Mi viene in mente la mia vecchia edizione di Henry Miller e i fagociti bianchi.
Con immagini non so davvero scegliere. Ricordo con dolcezza Questa città che sanguina di Alex Preston (bellissimo), che associo sempre al film 500 giorni insieme, e chi l'ha visto sa perchè.

Giorno 17  Il personaggio con cui ti vorresti scambiare di posto per un giorno: Anais Nin, nel romanzo epistolare Storia di una passione, per poter amare ed essere amata da Henry Miller e vedere cosa si prova.

Giorno 18  Il primo libro che hai letto: non mi ricordo! Qualcosa come Principessa Laurentina, Pollyanna (che detestavo), Piccole donne, Marco Polo... Bhò!

Giorno 19  Un libro il cui film ti ha deluso: assolutamente Jack Frusciante è uscito dal gruppo, esordio del grande Enrico Brizzi. Il libro è splendido come tutti i libri di Brizzi. Il film è un megapacco commerciale e insulso. Bleargh.

Giorno 20  Un libro dove hai ritrovato un personaggio che ti rappresentasse: in un certo senso La vita agra di Bianciardi!

Giorno 21  Un libro che ti ha consigliato una persona importante per te: Furore di Steinbeck, un consiglio di mio padre, ma ancora non l'ho letto, se non la prima pagina perchè mi ha detto che è una delle pagine più belle mai scritte.

Giorno 22  Un libro che hai letto da piccolo: tutti quelli della Pitzorno, erano una droga per me!

Giorno 23  Un libro che credevi fosse come la gente ne parlava e invece sei rimasto o deluso o colpito: quando non lo conoscevo credevo che Bret Easton
Ellis fosse superficiale. Invece è profondissimo, è un vero genio. Uno qualsiasi: Meno di zero, Le regole dell'attrazione, American Psycho.

Giorno 24  Il libro che ti fa fuggire dal mondo: Artur Rimbaud, Illuminazioni

Giorno 25  Un libro che hai scoperto da poco: le opere maggiori delle sorelle Brönte. Mai lette, ma sono intenzionata.

Giorno 26  Un libro che conosci da sempre: Il deserto dei tartari di Buzzati. Era nella libreria dei miei, se ne parlava a scuola e con gli amici, e credo che mi accompagnerà ancora a lungo.

Giorno 27  Un libro che vorresti aver scritto: uno qualsiasi di Bret Easton Ellis,  o di Irvine Welsh. Tra i contemporanei, questi due scrivono in maniera fantastica e si sono anche parecchio divertiti nella vita, quindi non sono nerd, indi per cui, vorrei. Punto.

Giorno 28  Un libro che farai leggere ai tuoi figli: Tiziano Terzani, La fine è il mio inizio, serve spiegare perchè?

Giorno 29  Un libro che devi ancora leggere: Infinite Jest di Foster Wallace. Ma ci riuscirò.

Giorno 30  Un libro che ti ha commosso: Non vi lascerò orfani di Daria Bignardi. Serve spiegare perchè?


Buon sabato a tutti, miei cari.

sabato 7 gennaio 2012

Momenti di trascurabile felicità.



"Quando sfogli le riviste senza fermarti perchè non c'è nemmeno un articolo interessante, e poi le metti subito tra la carta da buttare"

"Quando mia moglie si mette una mia maglietta."

"Quando viene la febbre."

(Momenti di trascurabile felicità, Francesco Piccolo, Einaudi)

Questo libro è geniale, lo snobbavo perchè sono una snob che diffida sempre dei libri che hanno successo, ma è geniale e mi fa stare bene e mi fa amare il mondo e adoro quando i libri mi fanno sentire in questo modo.

Oggi è stata una giornata di quelle.
Una di quelle in cui sono felice, ma felice davvero, per delle cazzate, per delle piccole cose, camminare per il centro abbracciati, la sindrome premestruale che è passata, il caffè americano da Fnac che è buonissimo, rientrare distrutti a casa con il buio e sapere di avere davanti un lungo sabato sera di relax...

mercoledì 4 gennaio 2012

odio le liste dei buoni propositi fatte in gennaio!


Odio le liste dei buoni propositi fatte in gennaio! Perchè poi non si avverano e mettono malinconia. Perchè su di me sono un deterrente. Perchè mi incupiscono e mi ansiotizzano. Perchè sono politically correct, ed io non lo sono! L'anno scorso ho compilato una lista di propositi seri e non è servito a nulla: magari in parte ho anche realizzato i miei obiettivi, ma intendo dire che la lista non ha fatto di me una persona migliore o più impegnata.
E poi, compilo ogni giorno liste di mansioni da svolgere e di appuntamenti da ricordare, perchè sono distratta e non ho una grandiosa memoria. Mi bastano quindi quelle, che sono comunque una routine da psicopatica, e non mi fanno certo onore!

Comunque, siamo già nel 2012.
Il mio personale modo di iniziare l'anno è:
stare molto in casa,
bere molti the caldi,
riordinare le 5 enormi librerie di casa
(impresa colossale),
chiudermi un pò in me stessa,
che mi piace un casino da sempre,
vedere telefilm di zombie
e gare di cucina su RealTime,
leggere Virginia Woolf,
sbirciare sui vostri blog.
Ditemi di voi...



mercoledì 7 dicembre 2011

terrazza martini, milano, presentazione del volume Città e spettacolo.






Milano, città e spettacolo
a cura di Antonio Calbi
volume promosso da AIM
(Associazione Interessi Metropolitani)
Editore Sassi
€ 30,00

La presentazione di questo volume,
una delle mie fatiche autunnali,
si è tenuta alla Terrazza Martini,
luogo incantevole.
Ringrazio tutto lo staff per l'affetto e l'allegria.
Potete vedere alcuni di loro in queste foto.
Grazie a Antonio, geniale folletto metropolitano.
Un bacio a Luisa.
Complimenti a profusione per Lorenza.


bazzicano da queste parti:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...