in due parole, tanto per non farla lunga.

La mia foto
Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.
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sabato 25 gennaio 2014

ALMENO una di queste cose.


Lena Dunham ovvero:
se ti convinci di essere bella,
DIVENTI
B E L L A.

Voi pensate che la mamma dello scatenato Ettore di quasi 4 mesi sia sparita perchè sommersa da cacche e biberon? Ma và! A parte che di cacche non se ne vedono poi molte, ho già ricominciato a lavorare, udite udite - gradualmente si intende. E ho visto anche 

Still Life, 
Il capitale umano, 
Don Jon, 
Blue Jasmine 
e tra poche ore Leo di Caprio nudo e osannato da Bret Easton Ellis. 

Ho iniziato la biografia di Foster Wallace e mi sono schiarita i capelli; mi trovate anche su Instagram quando volete (nickname peverina).

Torno presto per parlarvi di ALMENO una di queste cose.

 

mercoledì 28 agosto 2013

incipit leggendari: la scopa del sistema

Molte ragazze davvero belle hanno dei piedi davvero brutti, e Mindy Metalman non fa eccezione, pensa Lenore, all'improvviso. Sono piatti e lunghi, con le dita strombate e i mignoli afflitti da bottoni di una callosità giallognola che riappare a mo' di battiscopa lungo i calcagni, e sul dosso dei piedi sbucano peluzzi neri arricciati, e lo smalto rosso è screpolato e si scrosta a boccoli per quant'è vecchio, mostrando qua e là striature bianchicce. Lenore se ne accorge solo perché Mindy si è chinata in avanti sulla sedia accanto al minifrigo per staccare dalle unghie dei piedi appunto un paio di fiocchi di smalto; i lembi dell'accappatoio si dischiudono su un generoso scorcio di scollatura, decisamente più sostanziosa di quella di Lenore, e lo spesso asciugamano bianco che cinge la chioma zuppa e shampizzata di Mindy si è allentato e una ciocca di capelli scuri è sgusciata tra le pieghe e scende leggiadra incorniciandole la guancia fin sul mento. Nella stanza c'è odore di shampoo Flex, ma anche di canne, poiché Clarice e Sue Shaw si stanno facendo uno spino bello grosso che Lenore ha ricevuto in dono da Ed Creaner alla Shaker School e ha portato qui al college insieme ad altra roba per Clarice.
(La scopa del sistema, David Foster Wallace, traduzione di Sergio Claudio Perroni)

mercoledì 4 aprile 2012

letture disordinate.


negli ultimi tempi il mio approccio alla lettura si è fatto tutt'altro che metodico: ricerca compulsiva di titoli, bisogno di prenotare in biblioteca o di comprare sulla scia di articoli letti, consigli ricevuti da amici e da altri blogger, ricordi lontani di romanzi mai letti che però ora diventano impellenti, e così via. mi ritrovo quindi sul comodino (e non si capisce nemmeno più di che legno sia fatto, perchè tutta la superficie è ricoperta e sovraccarica) i libri che vedete nella foto. un Fitzgerald lasciato a metà; Middlesex, sul quale mi sto concentrando ora; due Hemingway comprati, uno nuovo ed uno usato, da assaporare con calma, come tutti gli Hemingway; le sorelle Brönte in edizione supereconomica, ve ne avevo già parlato, ma ho letto solo le prime pagine nel frattempo. Infinite Jest, naturalmente. Una certezza. Lui c'è, sta lì, mi sento più serena a dormirci accanto, a Wallace. Nick da una parte, e il tomo Einaudi di mille pagine dall'altra. Poi c'è Targhetta, di ISBN, più o meno a metà, bravissimo, appena scoperto. E poi, appena arrivata ieri, l'opera completa della Plath, ohi ohi ohi. La sposa americana di Soldati. quello è mio quindi rimando sempre, tanto c'è tempo. E poi un libricino scovato per caso in biblioteca, L' attimo in cui siamo felici, di Valerio Millefoglie, del quale non so praticamente nulla. post disordinato che rispecchia questo scenario variopinto, dunque. ma a me piace così. mi fa stare bene. e poi in questi giorni piove. ce la farò a finirne almeno uno? forse non è così importante, finirli. a volte basta l'entusiasmo, la voglia di scoprire. forse è quello, il senso. voi cosa state leggendo? anzi: state cercando di capire che libro è meglio leggere per primo, tra quelli che avete accumulato?

lunedì 27 febbraio 2012

La trama del matrimonio, ovvero pensare di nuovo, intensamente, a foster wallace.


Ho terminato La trama del matrimonio.
E' un librone grosso ma ci ho messo 6 giorni, leggendo soltanto di notte, o a colazione. Si fa divorare, e non è complicato, anzi. L'ho trovato molto semplice, anche se tocca tematiche da maneggiare con cura.
Dalla prima volta che ho sentito nominare questo libro (credo fosse su GQ che rubo sempre a nick quando vado in bagno; o in qualche blog) ho avuto modo di leggere svariate recensioni, più o meno affidabili, considerato che una mia grave mancanza è quella di non aver mai affrontato Middlesex, dello stesso autore, e nessun altro libro suo; epperò il personaggio mi incuriosiva, e mi incuriosisce tuttora.
Non ero preparata invece alla massiccia dose di David Foster Wallace che stava per avvolgermi come un tornado, dal momento che il romanzo è la storia ottocentesca di un pezzo fondamentale della vita di due ragazzi ed una ragazza, ed uno dei tre è senza dubbio lui.
Il libro può piacere senza dubbio anche ai maschi, perchè parla solo in piccola parte del matrimonio in sè, e soprattutto perchè non è sdolcinato come l'orrenda e fuorviante copertina vuole farci credere (non che la copertina originale con le due fedi intrecciate sia meglio).
Vi avviso subito che i due uomini del libro ne escono molto meglio della donna, la quale li avrà senza dubbio ammaliati a vita, ma a me sembra una bambola di pezza in balia degli eventi. I due invece sono molto più sfaccettati, e interessanti.
Ma veniamo al motivo del mio sconforto.
Come potete leggere qui, Eugenides sembrerebbe negare di essersi fortemente ispirato a Wallace per la figura meravigliosamente, dolorosamente affrescata di Leonard. Il che mi spiazza. Perchè io Wallace lo vedo esattamente così. Folle, intelligentissimo, dolce e appassionato, disturbato e paranoico, depresso e allo stesso tempo vitale; un pò violento, un pò bambino.
Mi rincuora quello che leggo invece qui: più credibile.
La verità starà nel mezzo? Poco importa.
Ringrazio comunque questo autore che per me è una nuova scoperta, anche se arrivo in ritardo; amo da pazzi Wallace ed è stato commuovente leggere queste pagine, immergermi nelle pieghe della mente pregiatissima e lucente di Leonard, pur provando tanta umana simpatia per Mitchell, la sua antitesi. E un pò di sano fastidio per Madeleine, così come può irritare la ragazza più bella e sensibile del liceo, che sospira pensieri profondi e si sposa a 20 anni con il primo amore. Per poi accorgersi subito di aver sbagliato tutto.
Ve lo consiglio; mette addosso malinconia, languore, e ci regala un paio di spunti mica male per riflettere su cosette un pò pesanti, ma necessarie.

Nella foto di gruppo compaiono alcune delle più brillanti menti letterarie di questa generazione: tra gli altri, il dolce Wallace, Franzen, Miss Zadie dentibianchi, Eugenides.

lunedì 9 gennaio 2012

i libri più belli che ho letto nel 2011.

Nei blog è molto di moda, a gennaio, stilare una personale classifica di ciò che ci ha più emozionato, più interessato, dell'anno appena trascorso, in fatto di cinema, letteratura, musica.
Per me è troppo difficile stilare una lista di film (ne vedo tantissimi e ne perdo il conto), o di musica (sono troppo discontinua e distratta). Ma grazie ad Anobii, la mia situazione libri è sotto controllo.
Ecco quindi la mia top five. Compilarla è stato facilissimo.



quinto posto
Apocalisse Z + I giorni oscuri
Manuel Loureiro
che mi hanno tenuta incollata e vigile!


quarto posto
La vedova incinta
Martin Amis
mi ha permesso di scoprire Amis, ed era ora!



terzo posto
Come diventare se stessi
David Lipsky
perchè sono attratta da tutto ciò che riguarda Wallace, e Lipsky lo ritrae con delicatezza e intelligenza.



secondo posto
Questa città che sanguina
Alex Preston
fenomale, non mi stancherò di stressare tutti consigliando di leggerlo...



primo posto
Libertà
Jonathan Franzen
capolavoro assoluto


Buon lunedì.




martedì 20 settembre 2011

piccoli piaceri della vita.


Un giro rapido ma fruttuoso in biblioteca, quando non era previsto di trovare il tempo. Silenziosamente esultante, mi sono accaparrata, con sguardo vispo e deciso:

libri

Sándor Marai
Il gabbiano
(guardate l'eleganza assoluta delle edizioni Biblioteca Adelphi, ogni volta resto incantata)

Alain de Botton
Del buon uso dellla religione. Una guida per i non credenti

Davis Lipsky
Come diventare se stessi. David Foster Wallace si racconta
(imperdibile)

Nicolas Barreau
Gli ingredienti segreti dell'amore

film

Tamara Jenkins
La famiglia Savage

audiolibri

Cecità
José Saramago letto da Sergio Rubini


Buon pomeriggio!



domenica 12 settembre 2010

le trottoir.



"Sei tu che devi decidere cosa adorare"

(David Foster Wallace, 
frase riportata in Cambiare idea di Zadie Smith)

bazzicano da queste parti:

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