in due parole, tanto per non farla lunga.

La mia foto
Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.
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sabato 28 aprile 2012

in time.

 
In Time
Andrew Niccol
2011

Una bella botta di adrenalina per un film che credevo fosse una fregatura.
L'amore tra Justin Timberlake e Amanda Seyfried, immersi in un futuro così apocalittico e crudele da mettermi in uno stato di agitazione che è durato due ore, e scusate se è poco. Non è un capolavoro, ma risulta godibilissimo, e poi lo sapete che sono una fan del genere "il mondo così come lo conocevamo è finito e tutto va a scatafascio". Vivere come se rimanessero pochi minuti da conquistarsi e guadagnarsi è eccitantissimo. Bella l'idea della città divisa in "settori", la stessa idea che ho trovato in Codice 46. Nel ruolo del protagonista ci avrei visto Jude Law, però, lasciatemelo scrivere (sì lo so, monotonia portami via, ma io ho un CULTO per quel ragazzo e, come dicevo ieri sera a una mia amica, mentre dico che ho un CULTO per lui immaginatemi con la stessa intonazione di Mena Suvari in American Beauty. Justin comunque è simpatico, si fa voler bene).

bazzicano da queste parti:

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