in due parole, tanto per non farla lunga.
- pa
- Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.
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venerdì 4 giugno 2010
la città dei gatti
Istanbul è senza dubbio una città di gatti.
Spettinati, cenciosetti, con gli occhi sigillati dal moccio, riflessivi più che mai e pigrissimi. Rotolanti, sdraianti, crogiolanti.
Poi un giorno, col sole allo zenit che pare di stare nel mezzo di un miraggio, spunta un gallo elegantissimo e pavoneggiante di fianco alla mia testa.
martedì 25 maggio 2010
Sono tornata.
Sono tornata.
Nel mio albergo di Istanbul avevo la connessione free, ma non mi è rimasta mai la forza sufficiente a scrivere un post.
Ero troppo impegnata a scordarmi di tutto.
A camminare, ad osservare la vita della gente e le loro abitudini, a perdermi, a mangiare cose buonissime, a levarmi scarpe puzzolenti prima di varcare la soglia delle mille moschee... a scattare fotografie, alcune delle quali pubblicherò in questo blog, sperando vi possano offrire un nuovo punto di vista su questa città che, a poco a poco, ora dopo ora, mi ha stregato.
Mi spiace solo che non potrò descrivervi a parole il the del mar nero, dal quale si diventa dipendenti in pochi giorni!
Ora sono un pò stanca.
Ma davvero felice.
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