in due parole, tanto per non farla lunga.

La mia foto
Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.
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lunedì 4 giugno 2012

film che sto aspettando.


 
THE GREAT GATSBY
adattamento di Fitzgerald in 3D
diretto da Baz Luhrmann
con Leonardo Di Caprio,
Carey Mulligan,
Tobey Maguire e Joel Edgerton
 


ON THE ROAD
diretto da Walter Salles
con Kristen Stewart,
Garrett Hedlund,
Kirsten Dunst, 
Tom Sturridge, 
Viggo Mortensen, 
Amy Adams e Sam Riley



Prometheus
di Ridley Scott
con Michael Fassbender, 
Charlize Theron, 
Noomi Rapace


Ma soprattutto i primi due.
Sono tratti da due dei romanzi che ho amato di più.
Ci si domandava stamattina se rileggere, 
prima di andare al cinema, i libri, o no... 
Voi cosa dite?

mercoledì 4 aprile 2012

letture disordinate.


negli ultimi tempi il mio approccio alla lettura si è fatto tutt'altro che metodico: ricerca compulsiva di titoli, bisogno di prenotare in biblioteca o di comprare sulla scia di articoli letti, consigli ricevuti da amici e da altri blogger, ricordi lontani di romanzi mai letti che però ora diventano impellenti, e così via. mi ritrovo quindi sul comodino (e non si capisce nemmeno più di che legno sia fatto, perchè tutta la superficie è ricoperta e sovraccarica) i libri che vedete nella foto. un Fitzgerald lasciato a metà; Middlesex, sul quale mi sto concentrando ora; due Hemingway comprati, uno nuovo ed uno usato, da assaporare con calma, come tutti gli Hemingway; le sorelle Brönte in edizione supereconomica, ve ne avevo già parlato, ma ho letto solo le prime pagine nel frattempo. Infinite Jest, naturalmente. Una certezza. Lui c'è, sta lì, mi sento più serena a dormirci accanto, a Wallace. Nick da una parte, e il tomo Einaudi di mille pagine dall'altra. Poi c'è Targhetta, di ISBN, più o meno a metà, bravissimo, appena scoperto. E poi, appena arrivata ieri, l'opera completa della Plath, ohi ohi ohi. La sposa americana di Soldati. quello è mio quindi rimando sempre, tanto c'è tempo. E poi un libricino scovato per caso in biblioteca, L' attimo in cui siamo felici, di Valerio Millefoglie, del quale non so praticamente nulla. post disordinato che rispecchia questo scenario variopinto, dunque. ma a me piace così. mi fa stare bene. e poi in questi giorni piove. ce la farò a finirne almeno uno? forse non è così importante, finirli. a volte basta l'entusiasmo, la voglia di scoprire. forse è quello, il senso. voi cosa state leggendo? anzi: state cercando di capire che libro è meglio leggere per primo, tra quelli che avete accumulato?

martedì 6 marzo 2012

caro scott, carissima zelda.


"Carissimo, Tesoro mio - 
vivere è una cosa fredda e tecnica senza di te, una maschera mortuaria della vita."
(Zelda Fitzgerald)


Chiedo scusa alla Coppia Perduta.
Non riesco a terminare questo libro.
Lo trovo troppo doloroso.

Caro Scott, carissima Zelda. 
Le lettere d'amore di F. Scott e Zelda Fitzgerald
Baldini Castoldi Dalai, 2003
 

lunedì 5 dicembre 2011

woody allen, che ci ricorda l'importanza della magia nella vita quotidiana.





In questi giorni di lavoro prenatalizio abbastanza disumano, disorganizzato e privo di ogni logica, questi giorni di mal di gola, occhi affaticati e cervicali chine sul mac, sogno di piombare come per magia in un film di Woody.
Perchè l'epoca preferita di Woody Allen, ho scoperto, coincide con la mia.
Perchè fin da piccola ho sempre sognato una Parigi elegantemente retrò. Sin dal liceo avrei dato tutti i vantaggi della vita moderna per una notte di follie in giro per la città con Hemingway.
E non sapete quanto bisogno ne avrei ora, di poesia, di profumi, di abitini svolazzanti e di carta stampata un pò chiazzata di vino rosso e tabacco. Cose così. Cose che le mille letture fatte negli anni ci hanno fatto mitizzare, ma io appartengo a quella razza lì, quella del sogno della baguette sotto al braccio e dei mercatini di libri usati. Quella che si porterebbe il protagonista del film a zonzo tutta la notte e scanserebbe annoiata, e pure con un pò di disprezzo, il viscido amico della fidanzata.
Mi spiace solo che Henry Miller sia stato solo nominato, nel film, perchè era un soggetto interessante da osservare, dal punto di vista di Woody, o forse perchè è il primo della lista, per me, da contattare nel caso di un eventuale viaggio nello spazio: Fitzgerald, Ernest, Picasso, Dalì, che colossi: ma Henry ce l'ho nel cuore.


Ancora una volta, sulle pagine di questo tecnologico blog (che però se vi concentrate bene, un pò profuma di beaujolais!)... Ancora una volta, Grazie Woody.

bazzicano da queste parti:

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