in due parole, tanto per non farla lunga.

La mia foto
Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.
Visualizzazione post con etichetta david nicholls. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta david nicholls. Mostra tutti i post

martedì 20 marzo 2012

One Day, chiusura del cerchio.


Solo per la cronaca, e per completare questo discorso qua.
Ho letto in pochi giorni il libro "Un giorno".
Dal punto di vista stilistico, speravo in qualcosa di più.
Nicholls è bravino ma insipido; 
è davvero esagerato paragonarlo a Nick Hornby o altri grandi nomi. 
La sua scrittura a mio avviso manca di carattere, 
è gradevole e aggraziata e fila via veloce, ma tutto qua.
Dal punto di vista del rapporto con il film, 
approfondisce tutto ma non dice di più.
Potrebbe quindi bastare o l'una o l'altra cosa, 
a seconda delle vostra predisposizione.
La storia, lo ripeto, mi ha toccata da vicino,
i due personaggi li ho sentiti davvero familiari.
Però non ho pianto per il film, nè per il libro.
Da una trama del genere ci si aspetta come minimo 
uno sconvolgimento emotivo di spessore.
Forse bastava farlo coincidere con la sindrome premestruale,
chi lo sa. Ad ogni modo è andata. 
Ho sognato e sospirato a dovere, e non mi è spiaciuto.
Posso tornare a Hemingway.

mercoledì 14 marzo 2012

One day.


Oggi è arrivato in biblioteca Un giorno,
libro che avevo prenotato due secondi dopo aver letto questo post qua, 
di Camilla, dispensatrice preziosa di titoli e dolcezze.

Non frattempo però non ho resistito
e ho visto il film.
Così adesso so già come va a finire.
Ma non importa,
perchè un libro è un libro e ogni riga, sono sicura,
sarà una scoperta.


Il film sicuramente mi ha travolto, e certamente mi ha rattristata,
ma ci sta, la tristezza ci sta tutta,
e la gioia di fondo per una storia d'amore così completa
è talmente forte da attutire ogni dolore.




Particolarmente curioso è invece sottolineare
come il film abbia procurato reazioni opposte in famiglia.
Nick si è infuriato e offeso.
Dapprima desideroso di lasciarmi da sola di fronte a questa pellicola
da femminucce (che nonostante io sia una tosta in fatto di cinema, a volte ci vuole), a 5 minuti appena dall'inizio decide di inglobarsi a me e al divano per assaporare ben bene lo zucchero, bevendoselo direttamente tutto dagli occhioni della Hathaway - che lo incanta sempre, e come dargli torto (non è la mia preferita, troppo Miss Perfettini, ma che cerbiatta!).
Ma poi gli capita di immedesimarsi un pò troppo,
che è pure un pò vero perchè la nostra storia ne ha avute di fasi simili e turbolente della serie saremo sempre buoni amici, non roviniamo tutto, noi siamo una cosa speciale, per questo non possiamo mica fidanzarci normalmente come tutti, eccetera eccetera.
E quando verso la fine, anzi subito dopo la metà,
inizia a capire che non può andare tutto liscio,
si tende come una corda di violino, e alla fine esplode.

Mi ha fatto tenerezza, tutto questo,
perchè è maledettamente nel suo stile:
lui sa che la vita è una cosa dura,
e dal cinema pretende sogni e meraviglie.
Io invece tollero bene anche i film tragedia
perchè mi aspetto sempre che la vita sia generosa.

Mi sa che ha ragione lui, su tutta la linea.

Però promuovo lo stesso questa pellicola,
e da stasera mi fiondo sul romanzo.

bazzicano da queste parti:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...