in due parole, tanto per non farla lunga.

La mia foto
Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.
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sabato 12 maggio 2012

liste, liste, che passione.


Prendo la palla al balzo. Sono gorni che non posto nulla, che lavoro più del solito e sono concentrata in quello: un pò nel lavoro in sè, e un pò nel tentare di capire in che modo arrivare a fine mese ora che il gioco si fa duro: quando a 19 anni mi sono avventurata in questa professione non immaginavo scenari apocalittici di tale portata... Ma resterò sul vago e, anzi, cambierò volentieri discorso.
Prendo la palla al balzo dopo aver letto un travolgente post di Cyberluke sul fare liste e sul divertimento pazzo che se ne ricava: nel farle, e nel leggere quelle degli altri. I famosi meme. Non che sia io così cool da chiamarli meme. Del resto i biscotti per me son sempre biscuit e non ancora cookies, è la vita. (Mi sa che la mia cara Veronica aveva già scritto a tal proposito, non ricordo quando. Vero, non voglio copiarti il ragionamento ma filava che era una meraviglia e si adatta a me alla perfezione).

Dunque, se volete compilare allegramente liste anche voi, Cyberluke vi spiega dove scaricare l'elenco. Io non sarò così diligente da applicarmi su tutte in una sola volta, ma partirò da una o due. Altrimenti mi sale l'ansia. E poi devo andare in cucina tra poco, stasera hamburger alla maniera di Jamie Oliver. Stasera farò ben poco, mi limiterò al mio classico ruolo di piccolo aiutante di Babbo Natale. Pulire, asciugare, apparecchiare. Sbranare. Ma tant'è. E poi oggi ho lavorato. Io ho lavorato seduta al mac, lui ha pulito i cassoni. Figo, no?

Ah, già che ci siamo. Visto che stasera amo saltare di palo in frasca. Perdonatemi per la follia di questi ultimi giorni. Mi riferisco al cambiare continuamente layout al blog. Sono inquieta e mi sfogo (anche) così. Non trovo pace e poi, cavolo, sono una grafica, servono spiegazioni? Questo nuovo layout dinamico non mi permette di giocare minimamente con font e colori, ma gli accessi sono saliti alle stelle: credo sia divertente trovarsi di fronte a tutte queste caselline pinterestiane, e farsi ingolosire da richiami e foto schierate come soldatini. Molti di voi si sono diveriti a curiosare, a saltabeccare nel blog, almeno così dice il contatore. Non ci sono però stati nè nuovi iscritti, nè nuovi commenti, quindi devo ancora capire se il layout funziona o se vi crea intoppi, disagi rispetto a prima. Potete dirmelo soltanto voi. Mi fate sapere???? Che cari. Che pazienti.





Lista dei vestiti che indosso in questo momento.
 maglietta bianca a maniche corte, classica. non si legge più la marca. pantalone azzurro polvere mollo sul sedere, largo, vecchio. non si legge più la marca. e basta.

Lista dei nomi più bizzarri dei miei ex ragazzi (in ordine alfabetico).
i miei ragazzi hanno avuto tutti, dal primo all'ultimo, dei nomi banalissimi. tutti dei mezzi psicopatici, ma con nomi da ragazzo della porta accanto. L'unico strano è stato "Eliano". Comunque, per i più curiosi, era psicopatico lo stesso.

Lista dei fumetti che leggevo da bambina.
 
I Peanuts. 
 La Pimpa.
La Stefy.
Paperinik.
Questi sono stati i primissimi.
Poi negli anni se ne sono aggiunti una moltitudine. 

Buon sabato sera.

domenica 19 giugno 2011

intervista a veronica.

Questo virus è stato più lungo del previsto,
e una crudele tosse mi assedia anche adesso.
L'umore nero poi non aiuta.
Sono davvero definitivamente disillusa,
da tante, troppe cose,
e ormai invidio chi riesce a vedere il mondo
con sguardo limpido e sognante.
Allora oggi per estraniarmi da tutto questo
intervisto una blogger davvero speciale:
speciale per me ma credo anche per chi, fra voi,
ha già avuto l'immenso piacere di uno scambio
con lei,
la dolce,
lei,
l'ultrasensibile V.





nome
Veronica

nome del suo blog
La scia di Sofia
di cosa parla
Di Sofia, dell'essere mamma
e donna in questa Italia del 2011,
e del Riccio.
Ovvero di paure, ipocondrie, valori, uragani, desideri,
rabbia, filosofia, amore.
Un appunto: io di solito detesto i blog delle mamme.
Li trovo sempre un pò patetici,
a costo di sembrarvi cinica.
Sapete tutte quei minuziosi elenchi-sfogo di cacche, pappine e poppate?
Ma Vero è un altro mondo.
come l'ho conosciuta
Blog chiama blog...




intervista



Hai un soprannome? E se sì, ci racconti come è nato?
Non ho soprannomi.
Però c'è un fatto:
i miei familiari mi chiamano Veri,
gli amici invece Vero.
Credo abbia senso.

Come è iniziato il tuo blog?
Io ho scritto tanto nella mia vita.
Poi per molto tempo ho smesso.
E solo col blog ho capito perché:
la parola deve essere ascoltata per avere uno scopo,
che poi è quello della comunicazione.
Per essere ascoltata dunque.

Da piccola cosa volevi diventare?
Una giornalista/scrittrice/racconta storie.

Se potessi essere la protagonista di un film, chi saresti?
Italia (Penelope Cruz) di "Non ti muovere".
L'idea che ho di "Donna per eccellenza" è messa tutta lì.

Cosa fa di un giorno come tutti gli altri
un giorno di vacanza?

La leggerezza.
Quando questa testa resta in silenzio
e mi fa bere una birra in santa pace
con la mia migliore amica.

La mansione che ti piace di più svolgere al lavoro.
Ehmm...rendere splendenti gli acciai della cucina,
visto che non lavoro?

Qual è la musica che ti fa ballare?
Raggae e la pizzica.

Una cosa che da piccola ti faceva tantissima paura.
Di notte gli spiriti.

Quello che più ti terrorizza ora che sei grande.
La malattia.

Il libro che regaleresti al tuo migliore amico.
"Oceano mare" di Baricco.
E' un toccasana per l'animo acciaccato.

Sei una nerd?
Io non ho capito bene questa definizione.
Se stiamo parlando di un individuo
che ad una vita sociale preferisce attività intellettuali
da fare da solo, direi di sì ma con moderazione:
solo in alcuni periodi.
Poi soffoco e cambio.
Poi soffoco di nuovo e ricambio.

Qual è lo sport che ti sei rassegnata a fare
per far finta di non essere una nerd?
Il sesso vale?

Se tu fossi un pittore,
che cosa raffigurerebbero le tue tele?

Donne e fiumi di rosso.

Twin Peaks: quale era il tuo personaggio preferito
(non per forza quello in cui identificarsi)?
Io non ricordo affatto la serie.
Ricordo vagamente una musica bellissima
e il corpo grigio di una ragazza. Per cui se devo scegliere....

Come sei vestita in questo momento?
E, se potessi scegliere,
cosa indosseresti per tutta la vita?

Indosso e indosserò sempre maglietta nera e jeans,
tutto stretto, e un tacchetto gentile, basso.
Con contorno di matita nera sugli occhi e bon appetit.

Il cibo di cui non riesci a fare proprio a meno.
La pasta. Duecento grammi minimo per volta.

Il difetto che più ti fa impazzire nella persona amata.
Il suo perdersi a volte in un bicchier d'acqua.

Descrivi cos è, per te, un momento di felicità perfetta.
Tutte le volte vivere il contrasto tra gli spazi immensi,
come il mare, e Sofia piccolissima che li guarda sperduta.
E poi quando mi abbandono. Non importa la circostanza.

Stai detestandomi per questa rottura di palle dell'intervista?
Ti starò ancora simpatica o hai capito solo adesso
quanto posso essere rompicoglioni?
Se per rompicoglioni intendi una persona curiosa, intellettualmente vivace che scava sotto la crosta, allora sì!:
sei una perfetta rompicoglioni.

I bambini, sono di sinistra?
I bambini, grazie a Dio, appartengono al mondo di ciò che è Bene e di ciò che è Male, di ciò che è Sì e di ciò che è No, di quello che merita di essere vissuto e di quello che si deve ignorare: nessuna divagazione né a destra, né a sinistra. Vanno avanti e basta.



Vero scrive da dio.
Ho un pò di cose in comune con lei,
dalla pasta ai sogni letterari di quando eravamo piccole;
del resto in altre siamo diametralmente agli antipodi
(non saprei neppure da che parte iniziare con la pizzica,
e non vorrei mai e poi mai essere come la protagonista
del capolavoro mazzantiniano. Mai!).
Ma il pensiero che ha saputo esprimere così bene
e che condivido con tutta me stessa
sta alla base della risposta sul perchè ha sentito la necessità
di aprire un blog.
In quello siamo gemelline.

Eh, bhè...
Forse mi deciderò a togliere quella domanda su Twin Peaks...

Eh, sì:
il sesso vale eccome!!!




Vi abbraccio.







bazzicano da queste parti:

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