in due parole, tanto per non farla lunga.

La mia foto
Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.
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martedì 26 marzo 2013

Liebster Award. Stremante.

















Arrivato oggi un nuovo premio.
I premi non si rifiutano, si ringrazia e se si è pazienti e diligenti come me si risponde a tutte le domandine ben bene.

HAAAAAAAARGGGGGHHHHHHHHHHHHHHH!

Ecco i sei passi da seguire per chi è investito da questo premio, l'altisonante Liebster Award:

1) ringraziare chi ha assegnato il premio citandolo nel post.

Grazie Luke. Sei dolcissimo.
Poi la prossima volta se non sai che premio darmi mi servirebbero: un nuovo Iphone, un Kobo, una Leica, delle cuffie nuove. 


2) rispondere alle undici domande poste dal blog che ti ha premiato.

1) Come ti piacerebbe lasciare questa valle di lacrime?
Sarò banale, ma il più tardi possibile e senza accorgermi. Sì, lo so, è banale. E ora cambiamo argomento.

2) Vorresti rinascere uomo/donna?
Direi uomo, amo i cambiamenti! Ma salterei l'adolescenza.

3) Se ottenessi dei superpoteri, li useresti per fare del bene o per farti gli affaracci tuoi?
Per fare del bene e anche per farmi gli affaracci miei. Li userei a profusione, senza badarci troppo, divertendomi un mucchio.

4) Se potessi ottenere il controllo totale sulle tue emozioni, useresti questo controllo?
No. Sarebbe terrificante.

5) Come dev'essere la tua doccia perfetta? Dev'esserci musica, silenzio, candele, quanto deve durare?
Lunghissima. In silenzio. Con un grosso sapone di Aleppo. Caldissima. E dentro io da sola, perchè fare le cose in doccia non è che mi sia mai tanto piaciuto.

6) Dall'inizio dell'anno, hai pianto almeno una volta?
Sì. Che domanda è!

7) Se arrivasse satana in una nuvola di zolfo puzzolente e ti proponesse il solito Patto (magari non in cambio dell'anima, perché non si sa mai), cosa chiederesti?
Avrei un sacco paura di fare un patto! Non vorrei parlargli.

8) In quale serial tv vorresti vivere? E perché?
Vedo pochi telefilm. Non vorrei vivere in nessuno dei pochi che vedo. A questo punto, a costo di ripetermi, vorrei capitare a Twin Peaks per conoscere tutti quei personaggi stralunati e bere il famoso caffè nero con Dale Cooper. Perchè? Perchè amo tutto ciò che viene partorito dalla testa di Lynch e mi ci sentirei per assurdo un pò a casa.

9) La cosa più idiota che hai fatto per amore?
Aspettare ore e ore. Aspettare all'angolo di una strada, aspettare una telefonata, aspettare in un locale; ero una professionista dell'attesa. Poi mi sono stufata - parecchio poi - e ho capito che potevo essere molto più felice di così; questo avveniva tanto tempo fa per fortuna.
 
10) Mai fatto uno strip-tease per qualcuno?
Sì, tante volte ma sempre così per ridere, mai una volta in modo serio, non è qualcosa da fare seriamente, perchè alla fine si risulta tutti un pò patetici, dai.

11) Cosa pensi che ti salverà? (interpretazione libera)
La bellezza. Ossia la poesia. Mi salverà saper trovare ogni giorno un pò di poesia nella mia vita.
 

3) scrivere undici cose su di te.

In vacanza mi piace andare in albergo: non in appartamento e non in tenda, tantomeno in camper. E sempre meglio tre giorni a Parigi che un mese a Rimini.

Non mi piacciono le persone che si prendono troppo sul serio.

Mangio cipolle, aglio, peperoni, broccoli, barbabietole, rapanelli, cime di rapa, e molto altro con gusto. Odio gli ananas e le torte con la panna.

Il cinema è la mia personale psicoterapia. Adoro vedere film e non mi stanco mai. Adoro anche i libri sul cinema e parlare con gli amici per ore di film visti, fare classifiche di attori, di registi e altre cose così.

Con la letteratura forse ho un rapporto più riservato. Ma non meno intenso.

Odio gli sport ma fisicamente non sono affatto pigra: non sto mai davvero ferma, nemmeno quando dormo, mai.

Alcune fra le prime parole che ho detto da piccola sono state "ESSE-TI-O-PI!" leggendo le lettere per strada, sull'asfalto, e "Telefunken!", fissando la tv di casa.

Sempre da piccola ero un portento nel disegno e nei temi. La maestra appendeva i miei disegni alle pareti e mi mandava nelle altre classi a leggere i temi. Tutto davvero molto traumatizzante, non so come ne sono uscita, forse non ne sono affatto uscita.

Lo smalto colorato mi piace molto sui piedi ma non sulle mani.

Non mi piace esprimere in modo sdolcinato le mie emozioni e il mio affetto.
Mi imbarazza chi lo fa con facilità anche con gli estranei. 

Non riesco a vedere i fantasmi ma so benissimo che ce n'è uno qui da noi in casa, da anni.


 4) premiare undici blog che hanno meno di 200 followers. 

Ecco qua:

marta
V
kovalski
marta coi fiori
ale 
la Tribbiani
anna
il marconi
garba
vero
l'ale


5) formulare altre undici domande a cui dovranno rispondere gli altri blogger. 

1. Non ti fa incazzare tornare di nuovo a votare? voterai?

2. Quando è stata l'ultima volta che hai comprato un cd di musica?

3. In che film ti piacerebbe abitare?

4. Negli anni prima di avere un blog, scrivevi un diario?

5. Le milanesi se la tirano? E quelle dell'hinterland con il naso grosso che non vestono mai di nero? Vale? Se la tirano lo stesso perchè comunque abitano in provincia di Milano?

6. Leggi ancora su carta o hai smesso del tutto?

7. Non pensi come me che alle 22,40 di un giorno lavorativo sarebbe meglio essere su una veranda, con una birra in mano e tanto glicine tutto attorno?

8. Ti sei mai innamorato/a di qualcuno dopo soli 5 minuti? è durata?

9. Sai già dove sarai in agosto? E a pasqua? Sai già che farai domani sera?

10. Trovi poi così importante e realistico essere sempre felice, o c'è qualcosa di più, di oltre?

11. Questo nuovo papa non ti lascia, e che cavolo, semplicemente indifferente?


6) informare i blog del premio.

Ora vengo ad avvisarvi. 
Sarò il vostro incubo peggiore.

venerdì 21 dicembre 2012

[Meme] Goodbye cruel world.


Mi si è rovesciato addosso questo meme (grazie Cyberluke, sempre premuroso!) al quale avrei dovuto rispondere ieri sera. Spero di essere ancora in tempo!!!
In realtà questa cosa della fine del mondo mi diverte un sacco perchè sono una grande appassionata del filone apocalittico; devo dire però che rispondere a queste domande non è stato nemmeno poi così facile. Ad ogni modo, la patata bollente, come da tradizione, passa ad altri cinque amici, e le fortunate sono: Marta, Adriana, Margherita, Anna, Veronica.

Eccovi le mie riposte.

Con chi trascorrereste il “lieto evento”?
 A che ora dovrebbe avvenire? ancora non l'ho ben capito. Sarò probabilmente con Nick, troveremo dei modi interessanti di intrattenerci.

Dove lo trascorrereste?
Sarà bellissimo starsene in casa, connessi con il mondo e al tempo stesso soli. Mi sentirò a mio agio con me stessa, che non sono a mio agio mai tutte le volte che si festeggia qualcosa nei locali e tutte le volte che si brinda con estranei. Stavolta niente finzioni.

C’è qualcuno di cui vi vorreste vendicare per qualche torto subito?
No, per carità, e poi avrò di meglio da fare e da pensare.

C’è una persona che vorreste rivedere prima dei titoli di coda?
Alcuni cari amici. Ma come, in poche ore? 
Meglio così, forse: non rovinare i bei ricordi, non intaccarli.

Avendo per assurdo la possibilità di scegliere, vi piacerebbe sopravvivere in un mondo post-apocalittico? 
Si!!!!! ho visto un sacco di film in tema (è il mio filone preferito in assoluto) e sono preparatissima. Mi spiace solo di non aver mai fatto arti marziali o roba simile e di essere una scamorzina, ma sarà comunque tutto molto eccitante: fuggire, accendere fuochi per scaldarsi, fare razzia nei supermercati!

Una soddisfazione, l’ultima, da togliervi in queste ore.
Che so, un ristorante d'elite, un abito da sera in via della Spiga, un cappuccino a Venezia e poi prendere l'aereo per andare a farsi una pinta a Londra.. Forse mi piacerebbe fare un bagno in qualche spiaggia caldissima all'altro capo del mondo, ora come ora, che sono qui avvolta in un maglione più grosso di me.

In previsione di un ipotetico aldilà, vi aspetta il calduccio dell’inferno o la quiete del paradiso?
Dopo la morte non c'è nulla, c'è solo il ricordo che lasciamo in chi resta, ma dal momento che non resterà nessuno, al limite cercherò un pò di calduccio e di quiete nelle ultime ore della mia vita.

Un oggetto, uno soltanto da mettere in una capsula del tempo, e che verrà ritrovato da coloro che un giorno, ma migliaia di anni, ricostruiranno la civiltà.
La prima cosa a cui ho pensato è al mac di un grande scrittore/giornalista, ma se poi non si riesce a farlo ripartire? Poi a un libro di Foster Wallace. Ecco, forse Infinite Jest di Foster Wallace salvato su un paio di supporti diversi per sicurezza.

Un’ultima dichiarazione prima di salutarci.
Giuro che la prossima volta leggo meno libri e mi rifaccio il naso come Tamara Drewe. Voi fate come volete.

lunedì 5 novembre 2012

Intervista a Margherita.

Nel giugno 2011 ho avuto la fortunata idea di stendere questa intervista per i miei amici blogger. Da quel momento, ogni volta che qualcuno di voi risponde a questo post regalandomi un pezzettino di sè, per me diventa una bellissima giornata. Quindi, se siete capitati qui per caso o ci venite abitualmente, se vi va, se la cosa vi piace, vi invito a raccontare i fatti vostri attraverso le mie domande.

Oggi mi va di presentarvi Margherita.




nome
Margherita
nome del suo blog
di cosa parla
di cinema, di libri
come l'ho conosciuta
a zonzo nella rete


intervista


  Hai un soprannome? E se sì, ci racconti come è nato?
Non ho un soprannome specifico ma nessuno mi chiama mai Margherita per intero; posso essere Marghe, Marghi, Gheri, Margot, Maggie, Marghez, Marghe'50 ma mai Margherita!

Come è iniziato il tuo blog?

Ho iniziato a dicembre 2010, qualche mese dopo la laurea magistrale, un po' per passare il tempo in una fase di horror vacui da post laurea, un po' perché avevo voglia di uno spazio tutto mio in cui riversare le mie passioni e condividerle in rete.

Da piccolo cosa volevi diventare?
Un'insegnante. Passavo ore a giocare alla maestra rivolgendomi ad un pubblico di alunni immaginario. Non lo sono diventata ma ancora oggi mi piace correggere, bacchettare, criticare, dare voti mentali, fare recensioni di ogni forma di vita, assegnare pagelle a cose che amo o odio!

Se potessi essere il protagonista di un film, chi saresti?
Mmm, difficile dirlo e scegliere un solo film. Così di getto mi viene da dire Annie Hall di “Io e Annie” per poter stare con il mio amato Woody Allen e farmi dirigere da lui. Adoro follemente quel genietto occhialuto e misantropo!

Cosa fa di un giorno come tutti gli altri un giorno di vacanza?
Cose semplicissime, un tipo di evasione molto basic ma fondamentale per me: fare shopping e incetta di anelli, bracciali e collane low cost, preferibilmente da H&M, con una cara amica, cenare in una trattoria tipica siciliana con pochi amici ma buoni, andare al cinema con il mio ragazzo a vedere un film speciale.

La mansione che ti piace di più svolgere al lavoro.
Al momento sono alla ricerca di lavoro ma quando lavoravo nella redazione di una rivista mensile adoravo fare l'editing dei testi e la correzione di bozze. Amando molto scrivere mi piace molto anche lavorare sulla scrittura e tentare di perfezionarla.

Qual è la musica che ti fa ballare?
Odio ballare, sono disarmonica e goffa! Però adoro i R.E.M. e spesso improvviso balletti domestici sui loro pezzi (quando ascolto What's the Frequency, Kenneth? per esempio, tento scandalosamente di imitare le movenze di Michael Stipe!)

Una cosa che da piccolo ti faceva tantissima paura.
Una cosa assurda e insolita, vista al tg e in un film televisivo nei primi anni '90, ricordo che rimasi sconvolta e impaurita (più che con il pagliaccio di IT): il polmone d'acciaio, una sorta di enorme tubo terapeutico da cui fuoriusciva solo la testa del paziente. Sono stata sempre paranoica e ipocondriaca e le mie paure si sono quasi sempre incanalate in ambiti sanitari e medico-scientifici!

Quello che più ti terrorizza ora che sei grande.
Vedi ultima riga sopra!.

Il libro che regaleresti al tuo migliore amico.
Penso uno di Roth come “Ho sposato un comunista” o “Sostiene Pereira” di Tabucchi o “Libertà” di Franzen. Nel dubbio prenderei un classico di Dickens!

Sei un nerd?
Tendenzialmente sì. Sono imbranata, con poco senso pratico, non so guidare bene, non ho senso dell'orientamento, non faccio sport, sono poco socievole, vedo più film che gente, leggo molti libri chiusa in camera, uso collant colorati e accessori molto poco sexy...Ma non sono brava con la matematica e le tecnologie, sono più una nerd umanista!

Qual è lo sport che ti sei rassegnato a fare per far finta di non essere un nerd?
Come già detto, non pratico nessuno sport. Odio gli sport, odio faticare e sudare, odio le palestre e i palestrati, odio chi va a correre, odio l'abbigliamento sportivo. Sono per i divani, le coperte, le tisane calde e per il bradipismo!

Se tu fossi un pittore, che cosa raffigurerebbero le tue tele?
Donne di fine ottocento con abiti pomposi, ombrellini, velette e libri sotto braccio, qualcosa alla Renoir.

Twin Peaks: quale era il tuo personaggio preferito 
(non per forza quello in cui identificarsi)?
Sono un'amante delle serie tv ma non ho mai visto Twin Peaks e il motivo è perché non amo Lynch, mi disturba e mi stranisce come pochi. Mulholland Drive mi ha fatto venire un senso di inquietudine davvero troppo fastidioso.

Come sei vestito in questo momento? E, se potessi scegliere, cosa indosseresti per tutta la vita?

Adesso indosso una camicetta bianca a pois neri con sopra una giacchina nera di cotone, jeans skinny e pantofole perché sono in casa, ma prima avevo delle ballerine nere!
Se potessi scegliere indosserei sempre abitini dal gusto bon ton e retrò, con colletti alla Peter Pan, meglio se con fantasie a pois o a fiocchi.

Il cibo di cui non riesci a fare proprio a meno.
Le verdure. Toglietemi tutto ma non il mio minestrone con il riso!

Il difetto che più ti fa impazzire nella persona amata.

Il fatto che lui è iperattivo, dinamico, amante delle escursioni, del trekking e di ogni forma di attività motoria e io una pantofolaia incallita che lui vorrebbe tentare di spronare.

Descrivi cos'è, per te, un momento di felicità perfetta.

Un momento in cui percepisco come un senso di bellezza, che sia vedendo un film, leggendo un libro, facendomi una risata, mangiando qualcosa, cogliendo uno sguardo, ascoltando una frase. Ho provato un momento di felicità perfetta anche quando sono entrata per la prima volta da Primark a Londra.

Stai detestandomi per questa rottura di palle dell'intervista? Ti starò ancora simpatica o hai capito solo adesso quanto posso essere rompicoglioni?
Non è che tu sia rompicoglioni, è che stai facendo domande troppo difficili ahahah! Ad ogni modo ti ringrazio per avermi coinvolta e mi stai simpatica già solo per questo!

I bambini, sono di sinistra?
Non lo so. So solo che quelli a cui facevo ripetizioni non sapevano distinguere la destra dalla sinistra.


Ci accomuna il grande amore per Woody Allen del quale ci troviamo spesso a commentare le eroiche gesta. Ma in genere trovo che siamo spesso in sintonia, con un nostro modo pigro e nerd di vedere la vita. Non so davvero come faccia a reggere i ritmi frenetici di un fidanzato sportivone, ma l'importante è che lui trovi sempre il tempo per portare questa intelligente, goffa, adorabile ragazza al cinema, per regalarci regolarmente tante nuove perle di post.

Vi auguro un tranquillo, dolce lunedì sera, o magari emozionante e indimenticabile, perchè anche i lunedì possono esserlo, no? Mica è vietato!
 

venerdì 14 settembre 2012

Malefico meme!


 Hell’s Eleven:
così si chiama il meme che sta imperversando in rete, e al cospetto del quale Cyberluke mi ha chiamata a rapporto. In pratica si tratta di elencare 11 cose su di sé, e poi rispondere ad altrettante 11 domande formulate dal blogger che ti ha scritto, e alle 11 domande formulate dai blogger che lo hanno preceduto nella malefica catena. Ma dal momento che questi interrogativi sono irresistibili, e le risposte assolutamente esilaranti nella maggior parte dei casi, partecipo con grande gusto anch'io. (E quando mai mi tiro indietro!)


I miei 5 successori saranno:



11 COSE SU DI ME

1) vorrei non essere una nerd ma mi sa che lo sono, e allo stesso tempo temo di non essere abbastanza intelligente per esserlo. questo dilemma mi logora.

2) devo leggere molto e vedere molti film per riuscire ad uscire spesso da me stessa e tenere a freno ansie e malumori. Preferisco questi metodi (ed alcuni altri vietati ai minori) che ammorbare con lunghe telefonate le amiche, ma non è detto che non stia bagliando tutto.
3) Vorrei abitare in una grande città affacciata sul mare. Questo mi calmerebbe forse un pò.

4) odio le feste comandate, le cerimonie, i riti: mi rattristano.
5) sono una persona appassionata e attaccata alla vita.
6) tuttavia, vorrei vivere ogni momento con molta più leggerezza.
7) questo elenco di cose è complicatissimo da compilare, e questo dimostra come io non sappia prendere le cose con leggerezza.
8) vorrei essere molto alta, con tette piccolissime e un nasino francese.
9) capisco e apprezzo l'arte concettuale, ma preferisco l'espressionismo.
10) non sono sportiva, soprattutto perchè per ora ho ancora un buon metabolismo. è che lo sport mi annoia, sia farlo che vederlo.
11) mi diverte tantissimo la vita con mio marito, che è anche il mio migliore amico e mi ha fatto capire l'importanza del punto 6 dell'elenco.



DOMANDE DI LADY SIMMONS

1. Moto o Auto?

Piedi.

2. Un sogno che mai realizzerai
?
Baciare Jude Law. Forse.

3. Una rockstar che ti piacerebbe impersonare per un giorno
?
Courtney Love, ma negli anni novanta.

4. Una canzone che ti fa schifo?
una che detesto proprio è Arisa
5. La tua citazione preferita
?
"Io sono un clown, e faccio collezione di attimi"

6. La tua reazione più assurda
?
Davvero questa domanda non è chiara.
A volte rido quando dovrei piangere, o viceversa.

7. Come uccideresti uno zombie? sparando da lontano o colpo in testa col piede di porco?

Colpo in testa con un attrezzo contundente, e sono espertissima perchè gli zombie sono la mia passione. In teoria. In pratica urlerei terrorizzata e mi paralizzerei, come le tipe sciroccate dei film.

8. Viaggiando nel tempo, dove passeresti una settimana?

Nel futuro, perchè sono curiosissima. Ma mi piacerebbe da morire anche volare nella Parigi dei primi del novecento.
9. Potendo avere un drago, come lo chiameresti?

Se dovessi cercare di far stare un drago nel mio appartamento, l'ultimo dei miei problemi sarebbe che nome dargli.

10. Star Trek o Star Wars o entrambi?

Star Wars, ma solo le puntate degli anni settanta.

11. La colonna sonora dei tuoi 16 anni in tre brani.

I don't wanna grow up di Tom Waits.
Shine on you crazy diamond, Pink Floyd. 
E una qualsiasi di Luca Carboni, suvvia.




DOMANDE DI ARIANO

1. Ti è mai venuta voglia di mandare a quel paese tutto e tutti e di trasferirti in un luogo dove non ti conosce nessuno?

Sì, dovrebbe essere un luogo di mare, con tante belle onde burrascose, un pub, luce vivida e pochi abitanti.

2. Cosa si intende per 'normalità'?

Banalità. E, se c'è una cosa che è immorale, è la banalità.

3. Freud aveva ragione riguardo l’onnipresenza dei desideri erotici sublimati nella mente (inconscio, vabbé) dell’essere umano?

Sì, aveva ragione.

4. C’è qualcuno al quale vuoi più bene di quanto ne vuoi a te stesso?
Sì.

5. Una lista di cinque canzoni che riascolteresti anche duemila volte senza stancarti?

Non ce la posso fare.
Born Slippy, Underword.
Una qualsiasi delle vecchie canzoni degli Afterhours.
The Blowers Daughter, Damien Rice.
212, Azealia Banks.
Sir Psycho Sexy, Red Hot Chili Peppers.
Ce l'ho fatta.

6. Qual è la città più vivibile tra quelle che conosci?

Bologna, Amsterdam, Berlino.
7. Secondo te esiste qualcosa dopo la morte?

No.

8. Cosa cambieresti dell’Italia attuale?

Gli italiani.

9. E nel mondo in generale?

L'avidità.

10. Programmi il futuro o vivi alla giornata?

Faccio programmi a breve termine di continuo. Quelli a medio termine me li tengo dentro e non li dico ad alta voce per paura che svaniscano. Quelli a lungo termine mi ansiotizzano.

11. Mi dici una cosa banale che ti rende sereno?

Avere sul lato destro del letto il comodino pieno di libri da iniziare, e sul lato sinistro un tipo strano che mi sorride, e che mi trova simpatica.




DOMANDE DI CYBERLUKE

1. Sei Dio per un giorno. Meno di Jim Carey che ha avuto una settimana. Qual è la prima cosa che fai?

Una rivoluzione grossa: nella testa della gente.

2. Per una settimana, sei un uomo (se sei una donna) o sei una donna (se sei un uomo). Che cosa fai?

Faccio sesso con un mio amico gay molto carino.

3. Una cosa che hai fatto e che non rifaresti mai più.

Essere troppo coscienziosa da ragazzina.

4. La verità è la cosa più importante che esista?

Non ne sono più così sicura. A volte si mente per amore. E quindi è l'amore la cosa più importante.

5. Che cosa hai rubato? E, sì, certo che hai rubato qualcosa.

Libri.

6. Da adolescente, in camera avevi un poster di?

Indy Jones.

7. Non è stato bello, giusto o persino illegale… ma è stato divertente. Cosa?
I miei pensieri sono spesso illegali.

8. Quanto tempo puoi restare da sola?

Sono molto solitaria. Credo che per diversi giorni ci potrei stare, sola soletta. Ma a patto di poter sentire per telefono ogni tanto Nick e la mia mamma.

9. In quale serial TV vorresti vivere?
tutto sommato, mi piacerebbe fare una capatina a Twin Peaks per una tazza di caffè nero in mezzo ai boschi.

10. L'ultima cosa che hai imparato.

A portarmi sempre il cellulare quando salgo in ascensore.

11. L'ultimo acquisto compulsivo.

Abitini estivi a pochi euro durante i saldi.

domande per i nominati:

1) compili liste di cose da fare al mattino, piuttosto che al lunedi? se sì, ti è davvero utile? se non lo fai, mi dai qualche dritta per smettere?
2) ti basta un solo lavoro per vivere? e riesci a vivere del tuo lavoro?
3) l'ultima volta che ti sei davvero annoiato/a
4) hai finalmente fatto amicizia con te stesso/a?
5) di che abitudine potresti fare benissimo a meno?
6) da piccolo/a avevi un amico immaginario? e poi come mai è sparito?
7) mac o pc? o stilografica?
8) pizza+cinema, ristorantino chic, plaid e divano o locale affollato?
9) un posto dove non vorresti mai abitare
10) che animale ti piacerebbe essere?
11) da grande cosa vuoi essere?


Lo so, tutto questo post è follia.
Tenetemi così come sono, tanto se non vi vado bene 
potete cambiare canale in qualsiasi momento, no?

martedì 11 settembre 2012

Una volta tanto vengo intervistata anche io!


 
Puntuale come un orologio, ieri il blog
Fashion is my road 
ha pubblicato la mia intervista.
la potete leggere qui.
Mi sono divertita molto!
La cosa più gustosa sono i commenti al post,
ma vi lascio gustare la sorpresa...
So che voi amici blogger noncuranti di tutto ciò che è fashion 
(tipacci loschi come MrFord, Cyberluke & soci) 
vi rotolerete dalla risate, sono pronta a essere presa in giro ben bene.
Ma volete mettere con la soddisfazione di essere definita 
un modello di eleganza e raffinatezza?
Tutto il merito comunque va alle autrici di FIMR.

La foto è stata scattata al porto di Cassis, tre settimane fa, da Nick.

sabato 8 settembre 2012

Gigioneggiare.


Pare che lunedì, da queste parti,
verrà pubblicata un'intervista alla sottoscritta
nella quale non si parlerà di film o letture,
ma, tenetevi forte, di moda!
(che gusto c'è ad avere un blog, 
se pur piccino come il mio,
senza gigioneggiare nemmeno un pò?
siamo tutti megalomani sotto sotto, che io sappia, 
io e la mia cricca di amici blogger...
perciò, oltre che farmi intervistare, 
vi avviso pure in anticipo: dicono usi così)

Nella foto, 
lo stile grunge contemporaneo, 
il mio preferito, 
tratto dal mio post preferito di Fashion is my road
(sembra un giro di parole).
È quello che Nick definisce abbigliamento da 
"Christiane f. - noi i ragazzi dello zoo di berlino",
terrorizzato tutte le volte che da H&M vado in camerino a provarmi 
jeans skinny color grigio eroinomane.

icone di stile assolute

sabato 9 giugno 2012

intervista a cyberluke.

Molto che non posto interviste, 
e sono anche emozionata quando mi capita.
Ringrazio tutti quelli che hanno avuto la voglia di partecipare, 
è sempre un momento di puro delirio e meraviglia 
l'istante in cui apro l'allegato e scopro i vostri sogni, 
le vostre piccole manie, le paranoie, le particolarità del carattere.
A volte mi meraviglio delle coincidenze, 
e della delicatezza di questo modo di relazionarci, 
così rispettoso e intimo, anche se non ci conosciamo.
Perchè nella vita reale siamo tutti schiacciati 
da responsabilità e sorrisetti di facciata, 
e a parte i pochi fidati amici in carne ed ossa 
non c'è modo, nel quotidiano, andare così a fondo 
nel raccontare se stessi.
 


 
nome
Cyberluke
nome del suo blog
di cosa parla
di grafica, cinema, tecnologia,
e di lui, Cyberluke
come l'ho conosciuto
in rete, nei miei giretti
sconclusionati, 
ma che in realtà hanno sempre 
un filo logico di tutto rispetto
 
intervista
 
 
 
 Hai un soprannome? E se sì, ci racconti come è nato?
Niente soprannomi. Cyberluke, il nickname, invece, nacque per caso nel, tipo, 1999, creato da una mia collega colpita dalla mia passione per la robotica e la cibernetica. Ho pensato spesso se mi sarebbe piaciuto davvero avere parti cibernetiche implementate nel mio corpo, e credo che un qualche tipo di occhio bionico con zoom e raggi x non mi dispiacerebbe. ;)

Come è iniziato il tuo blog?

Il blog è iniziato in una sera di fine estate del 2008. Come tanti, mi ritrovavo con una serie di cose inutili da raccontare e una serie di robe mie in Photoshop da mostrare, e il forum che frequentavo da un po' iniziava ad andarmi stretto. Non mi sarebbe dispiaciuto avere una vetrina tutta mia, e gestire con più facilità feedback e suggerimenti. Poi, da allora, ho aperto anche un account Facebook, un account Flickr e un Tumblr, ma il blog resta tuttora lo strumento che aggiorno più spesso.

Da piccolo cosa volevi diventare?
Mi piacevano, come a tutti i bambini, i dinosauri. Purtroppo i dinosauri erano estinti già da un pezzo, così al massimo avrei potuto andare a caccia di scheletri e di resti fossili. Mi immaginavo, in completino cachi e berretto da esploratore, inginocchiato in qualche buca piena di polvere e di terra a scavare con un martelletto minuscolo, tutto intento a disseppellire un Cybersaurus Rex. Naturalmente, è accaduto tutt'altro.

Se potessi essere il protagonista di un film, chi saresti?
Questo è facile. James Bond, naturalmente: ma non Sean Connery (si pigliava troppo sul serio) e neanche Brosnan o Craig. No. Roger Moore. È l'unico, vero James Bond, ironico, cazzone e sempre con un gadget fichissimo che gli salva il culo al momento giusto. E poi, no, avete visto in che posti lo mandano e con che automobili? Non c'è storia.

Cosa fa di un giorno come tutti gli altri un giorno di vacanza?
Alzarsi quando ti svegli senza ausili artificiali. Fare colazione con tutta la calma del mondo al bar che ti piace. Seduto. Leggendo qualcosa. Non avere nessun programma. Non guardare praticamente mai l'orologio. Guardare il resto del mondo che si affanna con uno sguardo di compatimento. ;)

La mansione che ti piace di più svolgere al lavoro.
In teoria, mi pagano per creare qualcosa. E mi piacerebbe poterlo fare senza paletti, senza restrizioni idiote, senza dover sottoporre poi la mia roba a qualcuno che, della materia, non ne capisce un accidente ma la job tilt sul suo biglietto da visita dice di sì. Il guaio è che tutti i miei clienti sono talmente grossi che è impossibile progettare senza vincoli molto rigidi.

Qual è la musica che ti fa ballare?
In ordine sparso: i Prodigy, Skrillex, i Pet Shop Boys, i Depeche Mode. Ma preferisco ballare quando nei paraggi non c'è ombra di essere umano.

Una cosa che da piccolo ti faceva tantissima paura.
L'Agguantatore A Strisce Viola. Una terribile creatura immaginaria, presa a prestito da chissà quale libro, con testa di coccodrillo, corpo umano e una latta di cioccolato liquido in mano per divorarmi meglio una volta che mi avrebbe agguantato – per l'appunto – con una delle sue braccia rapidissime.
Un incubo.

Quello che più ti terrorizza ora che sei grande.
Non so nuotare, quindi l'acqua alta mi spaventa. Poi, un po', la burocrazia. Veramente spaventosa.

Il libro che regaleresti al tuo migliore amico.
Non so davvero: ho capito che i libri sono più personali delle cravatte. Ho consigliato e anche regalato dei libri, in passato, che per me erano imperdibili, e che non sono piaciuti. E lo stesso è accaduto a me, quando amici mi hanno regalato dei libri. Meglio regalare qualcos'altro, probabilmente.

Sei un nerd?
Per alcuni versi sì. La tecnologia mi piace, ma solo e se migliora la vita ed è semplice da utilizzare. Non sono il tipo che va in giro con le t-shirt di Star Wars, ma un paio di volte l'anno non si tira certo indietro e indossa elaboratissimi costumi durante le fiere cosplayer.

Qual è lo sport che ti sei rassegnato a fare per far finta di non essere un nerd?
Nessuno. Non faccio sport. Non ne ho mai fatto, e la gente, guardandomi, si chiede com'è possibile che non pesi cento chili e riesca ancora a farmi un inverno sullo scooter senza il parabrezza. Se proprio vi fossi costretto dal medico, magari comprerei una bicicletta.

Se tu fossi un pittore, che cosa raffigurerebbero le tue tele?
Nonostante la mia formazione artistica, non so dipingere, ma so disegnare. Disegno di tutto. Persone, architetture, creature di fantasia, schizzi delle cose che poi metto insieme con Photoshop. In realtà, i miei quadri sono le cose in Photoshop, o almeno sono la cosa che più gli si avvicina. Ad alcuni, piacciono.

Twin Peaks: quale era il tuo personaggio preferito 
(non per forza quello in cui identificarsi)?
Ne vidi giusto qualche puntata, e ricordo che andai persino al cinema a vedere Fuoco cammina con me. Me lo ricordo a malapena. Non era uno dei miei serial preferiti.

Come sei vestito in questo momento? E, se potessi scegliere, cosa indosseresti per tutta la vita?

Camicia bianca. Jeans 501. Sneaker di Prada nere, molto usate e molto comode. Una vecchia cinta di Versace nera. Vestirei sempre con dei completi. Sono uno dei pochi uomini al mondo a cui la cravatta non dà nessunissimo fastidio. La giacca è più comoda di una felpa. Poi, con un completo, non devi stare ad abbinare il sopra col sotto. È perfetto. Solo che nella mia agenzia, nessuno si veste così, e a ben vedere, nella nostra società solo i politici e i calciatori invitati ai talk show lo fanno ancora.

Il cibo di cui non riesci a fare proprio a meno.
I cornetti la mattina. Rigorosamente con la marmellata d'albicocche. Rarissimi da trovare dopo le dieci.

Il difetto che più ti fa impazzire nella persona amata.

C'è questa cosa assurda che più tratti male qualcuna più quella ti scodinzola intorno… e viceversa. Davvero, non ho mai capito perché le donne (o almeno, una gran parte) funzionino in questo modo aberrante.

Descrivi cos'è, per te, un momento di felicità perfetta.

L'ho provato in sogno, più volte, quando sognavo di volare.
Semplicemente indescrivibile.

Stai detestandomi per questa rottura di palle dell'intervista? Ti starò ancora simpatica o hai capito solo adesso quanto posso essere rompicoglioni?
Assolutamente no. Fare domande è un segno d'interesse, e l'interesse è sempre lusinghiero. Anzi, grazie delle domande.

I bambini, sono di sinistra?
Non ne ho idea. Non ho una grande esperienza in fatto di bambini, ma la tua domanda è meno insensata di quanto possa sembrare. Certi bambini sembrano avere abbracciato in pieno i principi del comunismo, ma altri sembrano dei fascisti in miniatura, con il loro atteggiamento dittatoriale nei confronti dei loro coetanei. E questa è senza dubbio la domanda più bizzarra della tua intervista. ;)
 
 
La domanda sui bambini è nata perchè in quel periodo mi ero rivista uno spettacolo teatrale di Bisio, del Bisio-ai-bei-tempi. Devo dire che vengono fuori delle risposte profondissime, scatena riflessioni mica male.
Anche con Cyberluke come con molti altri vengono fuori delle somiglianze.
Parlare di grafica è scontato e forse non del tutto esatto perchè apparteniamo comunque a mondi grafici talmente diversi, lo ammiro infinitamente perchè sa fare magie con il mouse nelle quali non mi sono mai neppure imbarcata;
nonostante tutto non è così scontato sottolineare che la nostra vita quotidiana è spaventosamente simile, con tutte quelle ore trascorse inglobati anima e corpo nel mac.
Il giorno di vacanza che lui descrive coincide con la mia idea di felicità, con la mia idea del sabato mattina, e vi assicuro che non è così per tutti. La maggioranza della gente anche in vacanza deve pianificarsi gli orari e gli appuntamenti per sentirsi figa.
Poi, anche io impagino con vincoli molto rigidi spesso per grossi nomi; anche io, probabilmente per scordare queste ingiustizie, la sera ballo spesso in soggiorno, e mi fa piacere che lo spettatore sia al massimo uno, o anche nessuno.
 
E sognare di volare è un trip fortissimo che mi auguro abbiate provato tutti almeno una volta.
 
Sì, il filo logico è di tutto rispetto anche stavolta!
Grazie Cyberluke, 
a presto.

venerdì 16 marzo 2012

intervista a Garba.

Credevate che fossi già nel mood weekend e mi fossi scordata di voi?
Sì, il mood è già quello, con tanto di tuta di felpina grigia (la mia coperta di Linus), ma ho ancora nel cassetto un'intervista alla quale tengo tantissimo, e quindi eccoci qua. Poi per il momento non ne ho più, quindi questo è anche un appello a tutti voi blogger che mi seguite, non importa se da tanto tempo o da pochi giorni. Scrivete! Scrivete! Scrivete!



nome
Garba
nome del suo blog
di cosa parla
di poesia. la poesia di garba! 
e di musica. e poi ancora di poesia.
come l'ho conosciuto
non me lo ricordo più! 
per farmi perdonare non posso che consigliarvi 
una visita alle sue parole, al suo mondo. 
è giovanissimo e scrive poesie così bene, 
che io credevo fosse più grande di me.


 
intervista
 

 Hai un soprannome? E se sì, ci racconti come è nato?
 Garba, un semplice abbreviativo di cognome. Nato alle elementari, credo per pura utilità pratica. Con gli anni ne sono derivati, dallo stesso, altri più o meno demenziali. GarbaTrash forse è l'unico con il suo ovvio perché, essendo io amante del e della trash.

 Come è iniziato il tuo blog?
 Nasce nel 2009 per voler diventare un blog di musica e filesharing, in inglese, perlopiù di gruppacci crust tutti scuri e con tanti teschi, fallendo miseramente dopo pochi post, per ovviamente mia mancanza di voglia (post in seguito eliminati). Risorge per qualche tempo con miei scatti e qualche micro racconto (inizialmente scritti per una sorta di micro-laboratorio libero di scrittura fatto con amici).
 Nel 2010 silenzio e melancolia.
 Nell'Aprile 2011 viene ritrovato tra vecchie password perdute e nasce una volta per tutte. Ad oggi resta punto dato all'immagazzinare i miei saltuari versi asintattici e pensieri più o meno definiti.

 Da piccolo cosa volevi diventare?
 Mio padre seguiva la Formula 1, io mi immaginavo in un abitacolo alla velocità di 300km/h tra il tavolo e la cucina, il Gran Premio in 2m quadrati. In verità non credo di aver mai voluto far nulla più di una qualsiasi altra cosa, non sono mai riuscito a pensare concretamente al mio futuro. I desideri e i sogni sono arrivati più tardi, anche perché non ho molti ricordi d'infanzia.

 Se potessi essere il protagonista di un film, chi saresti?

 Vorrei sempre essere troppe cose, come mi piacerebbe essere molti personaggi. Avrei la forza di Vanzetti (Volonté), la parola di Monnezza (Milian), il volopattino di Marty McFly (J Fox), la geniale demenzialità di Frank Drebin (Nielsen), l'astrazione di un qualsiasi Tarkovskij, l'intelligenza di Max (Sean Gullette), il fuoco (The Road), un sogno (Kurosawa).

 Cosa fa di un giorno come tutti gli altri un giorno di vacanza?
 La consapevolezza del poter perdere tempo.

 La mansione che ti piace di più svolgere al lavoro.
 Non ho lavoro attualmente e nella sola vera esperienza, in fabbrica, credo che la parte migliore fosse quando dalle scarpe antinfortunistiche tornassi alle mie piuttosto rotte Eliot Macbeth vegan.

 Qual è la musica che ti fa ballare?
 La trash, fino al mattino, mettendo tutti insieme i classici dagli anni '50 ai '90, ignoranti e non.

 Una cosa che da piccolo ti faceva tantissima paura.
 Quella che mi avrebbe afferrato da sotto il letto.

 Quello che più ti terrorizza ora che sei grande.
 Ho paura di entrare in mare, oltre che di commettere solo errori.

 Il libro che regaleresti al tuo migliore amico.
 Ecocidio, Rifkin.
 Di cosa parliamo quando parliamo d'amore, Carver.

 Sei un nerd?
 Più un computer-dipendente, per via di musica e the weird part of youtube, che un vero e proprio nerd.

 Qual è lo sport che ti sei rassegnato a fare per far finta di non essere un nerd?
 Ho appena ricominciato a correre e fare esercizio per conto mio, devo contrastare l'avanzata della mia pancia ormai fin troppo camionistica.

 Se tu fossi un pittore, che cosa raffigurerebbero le tue tele?
 Preferisco pensarla come fotografia. Cosa fotografare.
 Tutto. Tutto ha il suo lato di bellezza che vale la pena ricordare, quello da cui sentiamo arrivare un'emozione. Il volto, l'ombra, il muro, il deserto. Personalmente prediligo il bianco/nero, la desolazione e il dramma, seppur non raramente io abbia momenti di sole e pura luce.

 Twin Peaks: quale era il tuo personaggio preferito (non per forza quello in cui identificarsi)?
 Nato ad un anno dalla fine produzione della serie, fino ad oggi ancora non ho avuto la voglia di scaricare il tutto, nonostante il mio grande interesse per Lynch.

 Come sei vestito in questo momento? E, se potessi scegliere, cosa indosseresti per tutta la vita?

 In questo momento tuta decathlon di grossa taglia da hip hop casalingo. A vita metterei Vans Old School nere (modello vegan), pantaloni neri skinny come i tipici da donna, maglietta XL di qualche gruppo casuale + felpone + giacca invernale (tu sai ormai quanto io non sopporti il caldo) e l'immancabile cappello (trucker, quello old school con la retina dietro, per intenderci) con qualche toppa. Insomma il mio abbigliamento standard, tipo skater americano ignorante tra l'hardcore e l'hip hop, alla Tyler the Creator (nei pezzi non tamarri però).

 Il cibo di cui non riesci a fare proprio a meno.
 Pasta, definitivamente. Ho la fortuna/sfortuna di cavarmela bene in cucina, quindi sono specializzato nel fare sughi di ogni genere (purché senza carne). Forse il peperoncino, anche.

 Il difetto che più ti fa impazzire nella persona amata.
 Il chiudersi in sé, a volte, ma in fondo dovrei solo ringraziarla per tutta la sopportazione che ha lei di me.

 Descrivi cos'è, per te, un momento di felicità perfetta.
 Quando si inizia a sentire davvero la musica, una canzone, quando ne sentiamo la forza e la passione e la bellezza, che sia essa felice, malinconica o triste, elaborata o molto semplice. Mi viene da piangere con la genuinità di Paul Baribeau, o la miriade di sensazioni sentite coi Pianos Become the Teeth, o la poesia del nostro (a mio parere forse il massimo poeta di sempre) Fabrizio, o le atmosfere di Burial, o i beat di J Dee e Dj Gruff, o la rabbia dei Punch.

 Stai detestandomi per questa rottura di palle dell'intervista? Ti starò ancora simpatica o hai capito solo adesso quanto posso essere rompicoglioni?
 È stato un buon modo per passare il tempo, e domando scusa per la mole di tempo impiegata per finirla tutta, dopo sollecitamenti.

 I bambini, sono di sinistra?

 Non dovrebbero conoscere razze e colori e soldi, ma tutto dipende purtroppo dai genitori che, sin dai primi passi, li possono rendere potenziali persone stupide, al di fuori del destra o sinistra (seppur io ritenga la destra ben più ricolma di stupidità, mentre la sinistra, ormai inesistente, d'ipocrisia). Io, sinceramente e concordante con la mia indole libertaria, spero non siano né dell'una, né dell'altra parte, per quanto mi torni in mente Il Signore delle Mosche. Il problema sono le due fazioni, sono entrambe le parti, perché entrambe sono simbolo di potere, di Stato e dell'assenza di libertà, cancellando l'individuo.


Garba mi sta tanto simpatico. Ritrovo in lui tante cose di me, anche se con ogni probabilità conduciamo due vite molto diverse. Il bisogno di scrivere. Molta musica e molti film di cui ogni tanto ci scriviamo. L'amore per la fotografia e direi anche per la pasta (ora che sto facendo quel minimo di dieta, è l'unica cosa alla quale faccio davvero fatica a rinunciare). Anche la visione del mondo della politica è davvero molto simile; con la differenza che quando avevo la sua età credevo molto di più nella metà sinistra del mondo: ma, più si cresce, meno si hanno le idee chiare sulle questioni delicate della vita, no? E nel 2012 secondo me si cresce molto più in fretta che negli anni novanta.

Buona pasta col sugo a Garba e a tutti voi.
Vado a rovistare nel frigor.
 

venerdì 9 marzo 2012

intervista a MrFord.

 Come venerdì scorso prosegue la buona abitudine dell'intervista, 
per concludere in bellezza la settimana.
Stasera è il turno di MrFord, storico antagonista di un altro famoso blogger 
già caduto sotto alle mie grinfie, sir Cannibal Kid.
Questi due sono leggenda, per molti di noi.
Si può di volta in volta essere d'accordo con loro 
sui film che recensiscono, ma la grande passione con la quale portano
 avanti i due blog "avversari" me li rende irresistibili.

 
nome
MrFord
nome del suo blog
di cosa parla
di cinema (e non solo)
come l'ho conosciuto
sono approdata al blog di cannibal 
e due nanosecondi dopo al suo



intervista
Hai un soprannome? E se sì, ci racconti come è nato?
Beh, MrFord è nato ai tempi del boom di Lost, quando al lavoro cominciarono tutti a vederlo. Mentre io stabilivo che Sawyer era il mio personaggio preferito di sempre rispetto ad una serie tv, colleghi e colleghe cominciarono a chiamarmi così. Non l'ho più abbandonato.

Come è iniziato il tuo blog?
Per anni ho scritto recensioni quasi gratuitamente per alcune riviste online, così una sera in cui avevo esagerato con lo Jagermeister mi sono detto "Ma perchè cazzo devo continuare a parlare di film come vogliono altri, se posso farlo come voglio io!?".
Così è nato White Russian.

Da piccolo cosa volevi diventare?
Sicuramente il calciatore, l'astronauta, l'eroe di guerra che torna dalla sua bella con il tormento del dolore o il poeta maledetto.
Poi, con il tempo, ho pensato che non sarebbe stato male riuscire a pagarmi il mutuo con quello che scrivo.
E quello è un sogno sul quale ancora sto lavorando.

Se potessi essere il protagonista di un film, chi saresti?
Tre su tutti: il Drugo de Il grande Lebowski - ovviamente -, Barry Lyndon o William Munny de Gli spietati.
Ma ce ne sarebbero molti altri.

Cosa fa di un giorno come tutti gli altri un giorno di vacanza?
Alzarsi quando si vuole e fare quello che si vuole.

La mansione che ti piace di più svolgere al lavoro.
Dunque, sono tre: il viaggio d'andata - musica e lettura -, la pausa pranzo e il viaggio di ritorno - musica e lettura.

Qual è la musica che ti fa ballare?
Tendenzialmente non ballo, a meno che non sia ubriaco oltre misura. Anche perchè devo sembrare un orso con un palo in culo, quando provo a farlo.

Una cosa che da piccolo ti faceva tantissima paura.
Bob di Twin Peaks. Terrificante.

Quello che più ti terrorizza ora che sei grande.
L'altezza mi fa parecchio effetto. Ma cerco di fare il duro e affrontare la cosa. A Sidney, durante la scalata del ponte, ho avuto un paio di momenti in cui avrei volentieri colpito la guida per correre verso la fine del tracciato. Ma dato che ero il primo della fila, ho fatto finta di niente.

Il libro che regaleresti al tuo migliore amico.
Come una bestia feroce di Edward Bunker, o Una stagione selvaggia di Lansdale. Il primo mi definisce, il secondo è uno dei migliori "buddy-novels" che esistano.

Sei un nerd?
Sicuramente ho rischiato di esserlo, avendo frequentato tutta la vita ambienti ad alto rischio in questo senso: rockettari, giocatori di ruolo, fumettari, appassionati di Cinema e così via. Fortunatamente il fatto di avere una discreta passione per la vita vissuta mi ha salvato.

Qual è lo sport che ti sei rassegnato a fare per far finta di non essere un nerd?

Palestra. Ogni giorno mi alzo un'ora prima del dovuto e mi alleno come un piccolo Rocky in casa. Senza mangiare le uova crude, però. Altrimenti alla prima sollevata di pesi scatta la sboccatona senza il bisogno dell'hangover.

Se tu fossi un pittore, che cosa raffigurerebbero le tue tele?

Tendenzialmente a disegnare faccio cagare.
Dunque, un tempo avrei risposto qualcosa di ispirato neanche fossi il più tronfio degli impressionisti.
Ora direi che se fossi un pittore con il suo bell'abbaino e nessun legame con il mondo o sentimentale cercherei di usare i quadri come scusa per avere più incontri possibili con il gentil sesso.

Twin Peaks: quale era il tuo personaggio preferito 
(non per forza quello in cui identificarsi)?
In qualche modo il già citato Bob, che mi faceva cagare sotto.
Altrimenti Hawk. Sono sempre stato "indiano" nell'anima.

Come sei vestito in questo momento? E, se potessi scegliere, cosa indosseresti per tutta la vita?

In casa, tuta tutta la vita. Ma non Adidas modaiola come il mio antagonista Cannibale. Roba da combattimento.
Per il resto, direi che lo stile byker è quello che mi conquista di più.
Anfibi, jeans, canotta d'estate e camicia e giubbotto di pelle d'inverno. Intramontabile.

Il cibo di cui non riesci a fare proprio a meno.
Ad ogni pasto mangio due pomodori lisci, senza condimento, come fossero frutti. Non riesco a vivere senza.
E poi carne, sempre. Bianca, rossa o come volete.

Il difetto che più ti fa impazzire nella persona amata.
Impazzire in senso buono o no? Perchè in senso buono praticamente tutto diventa una specie di calamita, quando sai di amare una persona.
In senso negativo, direi che bastano, spesso, le differenze uomo/donna. Soprattutto quando lei cerca il corteggiamento o il contorno e tu - tutti noi uomini, chi lo nega mente spudoratamente - vogliamo solo scopare.

Descrivi cos è, per te, un momento di felicità perfetta.
Quando sono da qualche parte con Julez e dimentico la quotidianità che rompe i coglioni.

Stai detestandomi per questa rottura di palle dell'intervista?

Ti starò ancora simpatica o hai capito solo adesso quanto posso essere rompicoglioni?
Figurati!
Adoro le interviste, e adoro essere intervistato.
In realtà, l'ego massaggiato fa piacere a tutti.

I bambini, sono di sinistra?
Secondo me sono gli anarchici più anarchici del mondo. E fanno bene ad esserlo.

Grazie Ford.
Leggendo questa intervista salta fuori che praticamente in comune con MrFord non ho nulla, ed è di certo un bene per lui! Non posso nemmeno dire di condividere un'infanzia tormentata dall'incubo che BOB entrasse nella mia cameretta, perchè Twin Peaks come ormai sapete l'ho visto solo da grande!
Perciò... mi piace pensare che se avessi avuto un fratellone maggiore sarebbe stato bello avere un tipo come lui.


Che fate stasera?
Io spaghetti con il pesce e una maratona di film, sono prevedibile vero?

venerdì 2 marzo 2012

intervista a stargirl.

Arrivo un pò tardi con l'intervista della settimana: è già venerdì sera.
Ma la cosa importante è che ho questa ed almeno altre due interviste da offrirvi, tutte illustri personalità del mondo-blogger, e quanto mi fa felice questo! 
Come avete trascorso questa settimana? Lavorate sodo o la crisi morde alle caviglie? Che periodo strano. In tutti i sensi.
Non riesco più a guardare una trasmissione che sia una di approfondimento politico/di attualità. 
Ci sono comunque poche buone certezze a tirarmi su il morale: non so, i racconti di Hemingway, la pasta al burro, la faccia di Jude Law.
I baci.


nome
Stargirl
nome del suo blog
di cosa parla
dice l'autrice: "Serie tv, cinema, libri, di me, di altri"
come l'ho conosciuto
molto di recente, tramite il blog di cannibal kid!



intervista

Hai un soprannome? E se sì, ci racconti come è nato?

Si, Stargirl. Perché amo le stelle, mi piace guardarle, ammirarle in tutto il loro splendore, mi affascinano particolarmente. La prima volta che sono entrata in un planetario, mi sono commossa senza fronzoli, come una bambina. Ne ho due tatuate, una nera, una rosa (doppia). Perché prima di addormentarmi, anziché contare le pecorelle, preferisco contare le stelle. Perché il libro Stargirl di Jerry Spinelli, mi ha fatto conoscere un personaggio (Stargirl, appunto) meraviglioso: vulnerabile, delicata, fragile ma talmente speciale da riuscire a cambiare in meglio la vita delle persone che ama.

Come è iniziato il tuo blog?
All’inizio per dare voce ai miei sentimenti, alle miei passioni. Mi piace scrivere racconti, anche brevi, di personaggi più o meno di fantasia, e a volte mi piace infilarci qua e là piccoli e impercettibili spunti autobiografici. Piano piano, ho incrementato i post con alcuni miei articoli di cinema e tv pubblicati su carta stampata o su siti internet. Da lì, ho preso il via, concentrandomi sempre più su argomenti affini alle mie più grandi passioni, le serie tv americane e il cinema, alternandoli a post più “introspettivi” e personali.

Da piccolo cosa volevi diventare?
Una scrittrice (e il sogno persiste anche oggi). Ma come tutti i bambini, ho avuto il periodo “veterinario” e “sportivo” (nello specifico, una giocatrice di pallavolo). A conti fatti, forse avrei dovuto fare la psicologa, sono un’ottima ascoltatrice, e agli altri, so dare ottimi consigli.

Se potessi essere la protagonista di un film, chi saresti?
Posso sceglierne solo uno? Winona Ryder in Reality Bites. Anzi no, la Tautou ne Il Favoloso mondo di Amélie. No meglio la Hepburn in Colazione da Tiffany. No no, anzi, ci sono: Ingrid Bergman in Casablanca.

Cosa fa di un giorno come tutti gli altri un giorno di vacanza?
Crogiolarmi al sole, con un caldo venticello di primavera a scompigliarmi i capelli.

La mansione che ti piace di più svolgere al lavoro.
Scegliere l’obiettivo da perseguire e organizzare il necessario per andare dritta alla meta.

Qual è la musica che ti fa ballare?
Le hit delle regine del pop, da Gaga a Rihanna, da Britney alla Perry. La musicaccia, insomma.

Una cosa che da piccolo ti faceva tantissima paura.
I rumori improvvisi la notte.

Quello che più ti terrorizza ora che sei grande.
I ragni e gli scarafaggi.

Il libro che regaleresti al tuo migliore amico.
Due di Due, Andrea De Carlo.

Sei una nerd?
No, ma mi piacerebbe. La tendenza a esserlo, soprattutto se fossi un uomo, c’è tutta.

Qual è lo sport che ti sei rassegnata a fare per far finta di non essere una nerd?
Pur non essendo nerd, ho giocato per anni a pallavolo.

Se tu fossi un pittore, che cosa raffigurerebbero le tue tele?
Persone comuni incontrate qua e là.

Twin Peaks: quale era il tuo personaggio preferito 
(non per forza quello in cui identificarsi)?
Dale Cooper, talmente contorto da sembrare quasi reale.

Come sei vestita in questo momento? 
E, se potessi scegliere, cosa indosseresti per tutta la vita?
Jeans, t-shirt, maglioncino e converse, sui toni del grigio, con accessori rosa. Qualsiasi cosa mi faccia sentire elegante e a mio agio.

Il cibo di cui non riesci a fare proprio a meno.
La liquirizia.

Il difetto che più ti fa impazzire nella persona amata.

La spiccata introversione.

Descrivi cos è, per te, un momento di felicità perfetta.
Quando distrattamente mi fermo a riflettere e mi rendo conto di essere felice, proprio in quell’esatto momento, magari per delle piccole cose. E l’aver paura di dirlo ad alta voce, per il timore che quell’attimo “per sempre” non torni mai più.

Stai detestandomi per questa rottura di palle dell'intervista?
No, anzi, mi sto divertendo tanto. Anche se non lo dico o dimostro, nonostante la timidezza, mi piace raccontare qualcosina in più di me.

I bambini, sono di sinistra?
Non lo so, mi stanno antipatici i bambini, ci parlo poco. Preferisco non dare confidenza a quei piccoli demonietti.

 
Prima di tutto una cosa.
La risposta di felicità perfetta che hai dato, Stargirl, è sublime.
Non avrei saputo spiegarlo meglio.
Elencando le cose che abbiamo in comune, partirò come sempre dalla rassicurante preferenza per Dale Cooper (attendo con terrore la persona che mi dirà: B-O-B!).
Dale è come la coperta di Linus. Mi rasserena.
Da piccola anche io sono passata per la lunga fase "farò la scrittrice". Poi, mai dire mai.
Due di Due è un libro che in effetti io pure ho regalato, in passato.
Anche le mie tele raffigurerebbero prevalentemente persone.
E per finire, vesti come me, la maggior parte dei giorni.
PS. è una certezza matematica: se giocavi a pallavolo NON SEI NERD.
Puoi tirare un sospiro di sollievo, fidati.
 Buona serata fanciulla, lettori tutti. Pizza, cinema, tutti e due, divano...?

giovedì 23 febbraio 2012

intervista a cannibal kid.

Giornata neutra, senza scossoni,
ma adesso infilo rapidamente un'intervista,
un nuovo piatto da sperimentare in cucina,
e la full immersion finale per terminare 
Detta così la serata non dovrebbe poi venir fuori molto male.
L'intervista di oggi poi è roba che scotta.




nome
Cannibal Kid
nome del suo blog
di cosa parla
cinéma, quelle passion!
come l'ho conosciuto
tramite i soliti giri e rigiri fra blogger.
lo seguo solo da un paio di mesetti 
ma la sua presenza si fa sentire tutta.


intervista


Hai un soprannome? E se sì, ci racconti come è nato?
Il bel (?) nickname che mi sono scelto è Cannibal Kid. Innanzitutto perché suona terribilmente fico. No? Fa schifo? Vabbè, a me sembrava suonasse bene. Comunque ho cominciato a usarlo quando mi sono messo a fare musica elettronica (che potete sentire qui www.myspace.com/cannibalkidz) e l’ho tenuto pure in veste di blogger. È un nome che ho preso dal titolo della canzone “Cannibal Kids” dello sconosciuto e già scioltosi gruppo inglese Terris e poi mi piaceva il richiamo ai cosiddetti scrittori pulp “cannibali” degli anni ’90. Quindi è solo un nickname e quindi no: non mordo gli esseri umani.

Come è iniziato il tuo blog?
È iniziato come tutte le grandi storie che si rispettino, per via di una ragazza. Il blog era un tentativo (piuttosto fallimentare) per fare colpo su di lei, poi ha assunto una vita propria e si è incentrato sempre più sul cinema, sulla musica, sulle serie tv, fino a diventare la figata (più o meno) che è oggi.

Da piccolo cosa volevi diventare?
Non posso dire che volessi diventare un blogger, perché quand’ero piccolo i blog non esistevano e Internet lo usavano solo i militari americani… Però abbandonata la fase del “voglio fare il calciatore e farmi le veline” per via di ovvie incapacità con i piedi, il mio sogno era quello di fare il giornalista ed è poi il lavoro che sto facendo ora nel bene o, soprattutto, nel male…

Se potessi essere il protagonista di un film, chi saresti?

Vorrei essere Natalie Portman ne Il cigno nero perché ho sempre sognato di essere bravo a ballare e invece niente e, soprattutto, perché si fa Mila Kunis. In alternativa comunque mi andrebbe bene anche la parte di Mila Kunis sempre nella suddetta pellicola.

Cosa fa di un giorno come tutti gli altri un giorno di vacanza?
Mangiare zucchero filato alle giostre.

La mansione che ti piace di più svolgere al lavoro.
Difficile, questa. Molto. Direi… la pausa pranzo.

Qual è la musica che ti fa ballare?
Elettronica e hip-hop, soprattutto, ma un po’ tutta la musica mi fa ballare (malissimo, vedi domanda sopra) a eccezione delle cazzatone latino-americane che sono proprio l’unico genere che odio con tutto me stesso.

Una cosa che da piccolo ti faceva tantissima paura.
I clown. Ma mi fanno ANCORA paura!

Quello che più ti terrorizza ora che sei grande.

A parte i clown, l’altezza. Soffro di vertigini peggio del protagonista di Vertigo di Hitchcock.

Il libro che regaleresti al tuo migliore amico.

Il giovane Holden. Scontato, ma almeno con un solo libro può risparmiarsi di leggere quasi tutto il resto venuto nei 60 anni successivi.

Sei un nerd?
Direi di sì. Ma più che un nerd, visto che di fantasy, tecnologia e Star Trek non me ne frega una cippa, mi definirei un geek malato di musica e cinema (e telefilm).

Qual è lo sport che ti sei rassegnato a fare per far finta di non essere un nerd?

Jogging. Mi piace correre con le cuffiette nelle orecchie, con cui almeno posso continuare ad ascoltare musica da nerd.

Se tu fossi un pittore, che cosa raffigurerebbero le tue tele?

Visto come disegno, se fossi un pittore sarebbe un male per l’arte. Comunque, la risposta è piuttosto ovvia: donnine nude!

Twin Peaks: quale era il tuo personaggio preferito (non per forza quello in cui identificarsi)?
Questa domanda è crudele, visto che sceglierne solo uno è praticamente impossibile, però ti dirò l’agente speciale Dale Cooper: le sue fissazioni per le torte e il caffè, i suoi sogni con i nani, il registrare messaggi alla misteriosa Diane… lo adoro!

Come sei vestito in questo momento? E, se potessi scegliere, cosa indosseresti per tutta la vita?

Adesso ho su una tuta Adidas. Comoda per stare in casa, però pur sempre con stile.
E per tutta la vita direi un completo elegante stile Don Draper di Mad Men. Scomodo, ma il massimo dello stile.

Il cibo di cui non riesci a fare proprio a meno.
McDonald’s. Una volta ogni tanto sento il bisogno fisico di un po’ di sano (?) cibo spazzatura!

Il difetto che più ti fa impazzire nella persona amata.
Le tette troppo piccol… Ah, intendevi a livello caratteriale? Allora direi l’egocentrismo.

Descrivi cos è, per te, un momento di felicità perfetta.
Quando guardo le stelle su in cielo e sento di avere un senso, di avere un posto in questo immenso universo.
Quando dico ‘ste cose, mi darei un pugno da solo!

Stai detestandomi per questa rottura di palle dell'intervista?
Ti starò ancora simpatica o hai capito solo adesso quanto posso essere rompicoglioni?
Quell’ancora implica che mi stessi simpatica prima. Cosa che non ho mai dichiarato.
Scherzo ahahaha

I bambini, sono di sinistra?
Nessuno in realtà è di sinistra. Siamo tutti bastardi di destra che fingono di essere di sinistra per sentirsi superiori ai bastardi di destra.


Queste risposte mi piacciono un casino.
Vero che non potete stare senza le mie interviste? Mi sa quindi che dovete affrettarvi a rispondere anche voi che non lo avete ancora fatto, se volete continuare a seguirmi in questo appuntamento imperdibile. Vorrete mica che mi metto a intervistare le mie zie o i miei 4 pelouche? (sì, non mi separo mai da loro, ma non sanno ancora parlare. per il momento. sì, ho 33 anni)
Ed eccoci al giochino del trova le somiglianze tra l'intervistato e l'intervistatrice.
L'amore per la musica elettronica e l'odio per quella latino-americana.
Quella specifica categoria di nerd.
Jogging: è una new entry nella mia vita, ma mi piace!
Dale Cooper. Tutta la vita!
Grazie di cuore piccolo Cannibal; 
e comunque Kaboom è un pacco.

lunedì 6 febbraio 2012

intervista a marta s.

Per risollevare le sorti di questo noioso gelido lunedi,
eccomi con una nuova intervista.
Mi fa felice che possiate fare la conoscenza con lei;
è speciale. Lo è davvero!






nome
marta s.
nome del suo blog
come l'ho conosciuta 
ci siamo conosciute quest'estate 
alla galleria Centofiorini 
di Civitanova Marche Alta,
un posto al quale siamo legate 
entrambe a doppio filo


intervista
Hai un soprannome? E se sì, ci racconti come è nato?
Non ne ho mai avuti. Non di quelli seri. Al liceo qualcuno mi chiamava 'silents', per via del mio cognome, ma i soprannomi veri sono altri, quelli che vengono dalle esperienze condivise, quelli che ti stanno addosso come certi tatuaggi. Ne' soprannomi ne' abbreviazioni, ho il nome corto e facile. E di sicuro niente vezzeggiativi.
Marta. Semplice. Io.
 
Come è iniziato il tuo blog? 
Aprile 2006. Un'amica si era buttata in quest'avventura mediatica, forse ancora un po' nuova allora. Io scrivo da sempre, in tutte le forme, così mi ha suggerito di creare questa dimensione diaristica on line. Piano piano più che un diario è diventato una bacheca, una di quelle in cui si attaccano immagini, cartoline, fogli di appunti, lettere, ricordi ecc. e si è strutturato come un viaggio, durante il quale ho l'occasione di esplorare i linguaggi, di vedermi dal di fuori, di osservare e sondare la mia crescita, la mia ricerca, le mie interrelazioni, le mie profondità.
Sono molto affezionata a questo mio ALTROVE.
Da piccola cosa volevi diventare? 
Un chimico. O forse un alchimista.
Se potessi essere la protagonista di un film, chi saresti? 
Difficile dirlo. Più che un'identificazione, immagino sarebbe un desiderio di assomigliare a... Mi viene in mente il professor Keating ne L'attimo Fuggente.
Cosa fa di un giorno come tutti gli altri un giorno di vacanza?
Il lasciare andare le mie regole mentali ed il mio ritmo autoimposto in favore di uno spontaneo accadimento.
(O anche la trasgressione di vedere un film di pomeriggio dimenticandomi di tutto quello che ho da fare.)
La mansione che ti piace di più svolgere al lavoro. 
Scrivere e fare ricerca.
Qual è la musica che ti fa ballare? 
Led Zeppelin, Clash, Footloose o.s.t., Depeche Mode, Pearl Jam,  P.J. Harvey, Kula Shaker, Massive Attack, Kasabian, Gomez, Arcade Fire, ultimamente Devendra Banhart... ma c'è da dire che non tutto ciò che ascolto mi fa necessariamente ballare, la lista sarebbe lunghissima.
Una cosa che da piccola ti faceva tantissima paura. 
I temporali e il suono del faro (che è molto vicino a casa mia, quindi molto forte). Due cose che crescendo sono diventate i miei più grandi amori. Ora mi fanno sentire benissimo entrambi, mi rimettono in pace. Chissà perché.
Quello che più ti terrorizza ora che sei grande. 
I terremoti.

Il libro che regaleresti al tuo migliore amico. 
Probabilmente URLO di Allen Ginsberg, anche solo per l'illuminazione dell'ultima frase.

Sei una nerd? 
No. Ma avrei tanto voluto. Quell'intelligenza lucidissima e velocissima che non si batte.

Qual è lo sport che ti sei rassegnata a fare per far finta di non essere una nerd? 
Non sono una nerd. Ma penso di potermi definire un'intellettuale e non ho mai fatto finta che mi piacesse lo sport. Ora faccio walking e nordic walking con un certo gusto però.

Se tu fossi un pittore, che cosa raffigurerebbero le tue tele? 
Sarebbero senza dubbio pitture anoggettuali, votate alla pura percezione della materia-colore ad una prima lettura, ma spiegate in seconda battuta da un profondo concettualismo che ne svela la ricerca.

Twin Peaks: quale era il tuo personaggio preferito (non per forza quello in cui identificarsi)? 
Credo si chiamasse Audrey Horne, era bellissima e provocatoria.

Come sei vestita in questo momento? E, se potessi scegliere, cosa indosseresti per tutta la vita?
Pantaloni comodi di lino a righine sabbia/bianche e t-shirt bianca.
Mi andrebbe bene indossare le stesse cose tutta la vita.

Il cibo di cui non riesci a fare proprio a meno.
Sono abbastanza legata alla mia colazione con yogurt, muesli e caffè americano.

Il difetto che più ti fa impazzire nella persona amata.
Il nervosismo.

Descrivi cos è, per te, un momento di felicità perfetta.
Quelle due ore di lettura senza pensieri e senza rumori che puoi concederti ogni tanto, se il libro ne vale la pena.

Stai detestandomi per questa rottura di palle dell'intervista? Ti starò ancora simpatica o hai capito solo adesso quanto posso essere rompicoglioni?
Mi sto divertendo e anche autocompiacendo, è la rete in cui cade chiunque ceda a darsi una lettura o una definizione.
Dunque mi stai ancora simpatica.
I bambini, sono di sinistra?
Parafrasando Battiato, i bambini non stanno ne' a destra ne' a sinistra, stanno in alto.


Elencare le cose che ho in comune con Marta potrebbe tenerci tutti quanti impegnati qua per ore; prendere solo alcuni spunti dall'intervista (certo, i Clash li adoro anche io, certo, Audrey Horne è la più simpatica e bella della serie lynciana) sarebbe riduttivo.
Ci lega la passione per l'arte e per la letteratura, ed un posto di mare che per me vuol dire casa, e affetti.
Spero con tutto il cuore che questa amicizia nata in una maniera così magica possa durare nel tempo: io cercherò di coltivarla come una pianta rara.
Trovo tanto di me in lei e viceversa. E allo stesso tempo lei è tante cose che io vorrei essere.
Chissà, magari abbiamo giocato in spiaggia da piccole, assieme.
Mi sembra di conoscerla da sempre!


bazzicano da queste parti:

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