in due parole, tanto per non farla lunga.

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Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.
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mercoledì 28 novembre 2012

Alle quattro di notte.


Alle quattro di notte,
nel momento più cupo e implacabile,
mi stringi, sei ancorato forte, sei saldo.
guardo verso lo spiraglio della tapparella 
e vedo solo grigio scuro.
sono gelida,
e tu invece hai una consistenza come di scoglio arroventato dal sole,
ma più morbido, un abbraccio che è come una crostata ben cotta.
alle quattro la mente è in loop,
ma io compongo una poesia nella mia testa,
qualcosa che parla di te,
di questo, di ora,
e poi me la dimentico.
conteneva tante cose,
questo gioco di contrasti forti e di conforto,
il rullio della pioggia e le paure da scavalcare,
i passi al piano di sopra 
e soprattutto il tuo cuore che rimbomba.
 

lunedì 10 maggio 2010

io la conoscevo bene

Stanotte fra le 4 e le 5 ho visto uno dei primissimi film della Sandrelli, Io la conoscevo bene, del '65, diretto da Antonio Pietrangeli in uno splendido bianco e nero (restaurato).
Non mi era mai capitato di vederlo prima. Complici la pioggia incessante, l'espressione tristissima di lei ed il nefasto finale, il film mi ha davvero depresso come pochi, lasciandomi addosso un senso di inquietudine che neanche tutti gli ultimi thriller messi assieme.
E poi però, folgorazione, ho ritrovato il collegamento con il personaggio dell'ultimo film di Virzì interpretato da Micaela Ramazzotti! Come fosse la conclusione di un racconto, di un discorso... Solo io ho avuto questa impressione? No, non credo, è davvero evidente...
Comunque, ragazze, da NON vedere da sole, in una notte di pioggia.

lunedì 12 aprile 2010

trentenni

Ora dalla notte al giorno.
Ora da un fianco all’altro.
Ora per i trentenni.
Ora rassettata per il canto dei galli.
Ora in cui la terra ci rinnega.
Ora in cui il vento soffia dalle stelle spente.
Ora del chissà-se-resterà-qualcosa-di-noi.
Ora vuota.
Sorda, vana.
Fondo di ogni altra cosa.
Nessuno sta bene alle quattro del mattino.
Se le formiche stanno bene alle quattro del mattino – le nostre congratulazioni. E che arrivino le cinque, se dobbiamo vivere ancora.»
(W. Szymborska, Le quattro del mattino. Nella foto, io, 2007, @NicK Guida)

bazzicano da queste parti:

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