in due parole, tanto per non farla lunga.

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Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.

sabato 14 gennaio 2012

Jane Eyre 2011.


Ho visto Jane Eyre, la nuova versione del 2011.
Non mi è dispiaciuto.
La trama nota a tutti si srotola attraverso il tocco delicato del giovane regista di origini giapponesi; è un californiano del 1977, ma è molto classico, con piccoli tocchi da esteta sparsi ovunque - carnagioni pallide che si stagliano su verdissime brughiere, petali di fiori che volteggiano, tende che dondolano per via di brezze inquiete, a sottolineare i tumulti della nostra melodrammatica eroina... Drammone femminista, a suo modo apprezzabile. Drammone reso bene attraverso espressioni incupite e dialoghi strappacuore. Che pesantezza, la ragazzina. Lui, invece, molto più umano, molto più comprensibile, anche se noioso, tanto noioso. E il film ha confermato il mio sospetto: non mi piace Fassbender, lo so che gridate allo scandalo; è così duro, così poco dolce nei tratti. Non mi piacciono gli occhi, la bocca. Non diventerà il mio uomo dell'anno 2012 (nota per Cannibal Kid :))
Due ore gradevoli; un pò angosciante la prima parte, quella del collegio.
Molto meglio quindi la regia 2011 rispetto a Zeffirelli. Personalmente ho trovato però molto più adatta la Gainsbourg.
Per la cronaca, oggi pomeriggio mi sono comprata un librone della Economici Newton (brutti e poverissimi, ma amo tanto questi libri perchè mi ricordano gli anni di letture forsennate del liceo) contenente: Cime tempestose, Jane Eyre e Agnes Grey. Un euro e novantanove!
Non lo inizio subito, perchè sono impantanata con Woolf, Amis e il mio nuovo bottino in biblioteca: l'ultimo di Wallace (brodo di giuggiole). Ma vi saprò dire. Ho snobbato per 33 anni le sorelle Brönte. Negli anni in cui le giovani donne si invaghiscono di questi titoli ero troppo presa da Camus, dal vecchio Buk e da Kerouac, ma, come dico sempre: diffidate da chi non ha letto in gioventù On the road.


5 commenti:

Marco Goi (Cannibal Kid) ha detto...

fassbender invece si giocherà il titolo di mio man of the year 2012.
però nel mio caso la classifica non si baserà su canoni estetici... :)

il film a me è piaciuto persino più del previsto, considerando che non sono un gran patito del genere..

pa ha detto...

sì, mi rendo conto che leggendo il mio post sembra che io abbia preso in considerazione soprattutto l'estetica, ma ho parlato solo di quella perchè, fondamentalmente, come attore non mi ha trasmesso poi molto.
devo dire che ho due grosse carenze: a dangerous method e shame. cerco di riparare al più presto, poi vediamo se lo rivaluto.

Marta Silenzi ha detto...

Diffidate da chi non ha letto On the road in generale direi...o almeno da chi non vuole neanche prenderlo in considerazione.
Quanto ai classici e alle sorelle Bronte io li amo. Intervallarli ai moderni è interessante e rende dinamiche le mie letture, a vantaggio di entrambe le fasce temporali.
Nessun film compete con i libri delle Bronte. Specie per quanto riguarda Cime tempestose, ma sono anche restia a sostituire Gainsbourg/Hurt nel mio immaginario di Jane Eyre...dici che è il caso di vederla questa nuova versione?
Quanto ai libroni ad 1 euro la soddisfazione è garantita, soprattutto se si tratta di vecchie edizioni comprate ai mercatini, almeno per me.

pa ha detto...

insomma, questi libri delle bronte li devo affrontare. sono in coda ad altri più "urgenti", ma ormai il comodino non lo abbandoneranno.
sì, dico che è il caso di vederla la nuova versione.
il librone l'ho preso in realtà in mondadori, ma nel reparto in fondo in fondo, quello dei libri fuori catalogo, che riserva sempre grandi sorprese.

Marta Silenzi ha detto...

Dunque...mi è capitato solo ora di vedere la nuova versione di Jane Eyre e secondo me non regge il confronto con quello di Zeffirelli, per gli attori principalmente, per il loro peso, per la loro intensità. Non mi è dispiaciuto vedere un diverso andamento narrativo, ma trovo che l'altro sia più efficace, anche per la parte iniziale dell'infanzia, qui liquidata velocemente.

bazzicano da queste parti:

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