in due parole, tanto per non farla lunga.

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Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.
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mercoledì 3 luglio 2013

Cosa ti combina una Barbie Malibu, a tradimento.


Ho un debole per il tipo di gay incarnato da Sebastiano Mauri.
(prima dichiarazione, frivola, della serata).
Ora comunque mi guarderò con calma e impegno i suoi cortometraggi e mi documenterò sulla sua carriera artistica.
(seconda affermazione per darmi un attimo di tono).
Il libro: leggetelo, è divertentissimo e maliconico e vivo, e senza pretenziosità, e dolce, e scorre via delicato e fluido.
Goditi il problema, o anche: di quella volta che ho pianto a dirotto per una Barbie Malibu.
(ho pianto davvero a sorpresa come non mi capitava da tempo con il finale di un libro... con i film è facile, non vale. Mauri ha sparato dritto al cuore senza badare a spese).

bazzicano da queste parti:

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