in due parole, tanto per non farla lunga.

La mia foto
Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.
Visualizzazione post con etichetta arte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta arte. Mostra tutti i post

giovedì 21 gennaio 2016

La frase del giorno.














“A thing that you see in my pictures 
is that I was not afraid to fall in love with these people.” 
Annie Leibovitz

mercoledì 20 gennaio 2016

Selezione innaturale.





Ogni volta che rivedo The Aviator poi voglio leggermi tutto quello che c'è in giro su Howard Hughes.
Naturalmente vorrei saperne anche il più possibile su Di Caprio. Quell'uomo è un affascinante mistero tanto quanto i personaggi che interpreta.
Ieri sera ho visto un documentario su Massimo Bottura e adesso devo documentarmi sulle teorie alla base del successo dei più grandi chef mondiali, sono molto interessata (in ritardo lo so) alla cucina intesa come forma d'arte concettuale, quella esplosa negli anni ottanta per intenderci.
Tornano di moda i mom jeans e via con la caccia ai post di varie nazionalità, voglio leggere come mai sono così attuali e capire sempre più cosa fa sembrare cool un certo genere di orlo o di abbottonatura, che soltanto tre anni fa era da sfigati, e capire il segreto di tutto questo, cosa c'è dietro alle mode che a rotazione si dipanano in modo solo apparentemente casuale.
Tre argomenti a caso pescati dal cappello.
E tutto intorno la vita intensa di sempre. Il lavoro, la famiglia.
E poi la grande letteratura da leggere... e questo bambino da decifrare e accompagnare lungo le avversità.
Affrontare tutto con una specie di furia curiosa e testarda.
Non ho mai imparato a incanalare le mie energie in maniera produttiva in termini di denaro, altrimenti a quest'ora sarei molto ricca.
Non capisco come possano esserci donne che addormentano il cervello passati i 25 anni.
Un conto se un cervello non l'hai mai avuto, ma se ce l'hai cosa ti spinge e decidere che non hai più tempo per fantasticare, imparare, cercare???
Ecco, vorrei sapere: come si fa a selezionare i pensieri, a scartare quello che non torna utile, a imporsi un sentiero? Chi me lo spiega?

venerdì 29 novembre 2013

Tre film ben selezionati.

Tre film ben selezionati, in queste giornate terse e freddissime nelle quali esco a piedi solo nelle ore più calde, con Ettore sommerso in fondo alle coperte. E poi di corsa a casa. Film assaporati con lui sulle ginocchia, addormentatissimo e sospirante.

Paradiso + Inferno (Candy) di Neil Armfield
Australia, 2006
con Heath Ledger e Abbie Cornish

Storia d'amore che segue il devastante andamento del percorso - senza possibilità di rewind - attraverso il mondo della droga. Nulla di nuovo (ricordate i ben più potenti Requiem for a dream o I ragazzi dello zoo di Berlino), eppure ipnotizzante, soprattutto grazie ai due meravigliosi interpreti. Non occorre spiegarvi quanto intenso, perfetto sia Ledger; ma mi preme sottolineare come siano azzeccati il volto e le nevrosi della Cornish.
Scenario doloroso. Tenero. E poi irritante. Terribile.
















The Experiment di Paul Scheuring
USA, 2010
remake del film The Experiment - Cercasi cavie umane 
ed è ispirato a fatti reali

Non è l'unico film di questo filone e anche la letteratura affronta spesso il tema (persone di provenienza varia ingaggiate per sostenere un esperimento scientifico che consiste nel riprodurre le dinamiche di un carcere con la promessa di una lauta paga. Situazione che immediatamente sfugge di mano a tutti, facendo venire a galla la vera natura di ciascuno).
Posso dirvi principalmente due cose.
La prima è che mi è venuto mal di stomaco: la vicenda rappresentata è terrificante. Tutti gli horror che macino non sono nulla in confronto a questo tipo di orrore.
La seconda è che Adrien Brody è STRATOSFERICO e non si riesce davvero a togliergli gli occhi di dosso.


Pollock 
diretto ed interpretato da Ed Harris
USA, 2000

Se c'è un genere che amo molto sono le biografie dei grandi artisti.
Questa mi mancava. Ed Harris è notevole, e la vita di Pollock può intrigare tutti voi, anche se non masticate la storia dell'arte contemporanea: non  importa. Capire un artista come questo può aiutare a comprendere meglio - parole sue - le tensioni che hanno scosso l'uomo del Novecento. Scoprire e tentare di comprendere un'arte così rivoluzionaria dovrebbe essere importante e utile per ciascuno di noi.
E vi prego, non dite la solita sciocca frase "Lo sapevo fare pure io!".

Che gioia riassaporare opere come questa.












Buona visione!

giovedì 8 agosto 2013

oliviero toscani, moriremo eleganti.

Oliviero Toscani
Moriremo eleganti

Conversazione con Luca Sommi
Aliberti Editore



"Io credo che la ricerca del consenso sia la nostra rovina. Ma perchè? A cosa serve? Ma chi se ne frega di piacere al proprio vicino di casa! La ricerca ossessiva del consenso a tutti i costi porta diritto alla mediocrità."

"Mi guardavano con la loro aria di superiorità. E poi ho cominciato a dire: «Vi manca, purtroppo, un'educazione artistica, io penso che la Bocconi dovrebbe, in primis, insegnare Storia dell'arte». In Italia il vero capitale è l'arte, e se capisci l'arte forse il tuo approccio all'economia e alla finanza sarà diverso."

"La tecnologia deve essere solo uno strumento, non un nuovo credo. Se è un aiuto per fare cose che hai già in testa va bene. Ma se in testa non hai niente la tecnologia ti aiuta a fare qualcosa. E visto che ti aiuta già lei, perchè sforzarsi con le idee. Faccio una cazzatina e, grazie alle mie tecnologie, la rendita è alta. Non c'è niente da fare: è inutile che mi stupisci con effetti speciali. Perchè poi se sotto la patina tecnologica non c'è niente come la mettiamo?"

"Gli italiani sono prevalentemente dei vili, sono il ritratto che ne faceva Alberto Sordi. E rispetto al passato oggi siamo anche rincretiniti dalla televisione, come in nessun altro paese. Dopo tanti anni di berlusconismo siamo stati «teleidiotizzati»."

Sono di quelli che non pensano affatto che Toscani sia antipatico, nè supponente, nè pieno di sè, ma anche se lo fosse la cosa non sembra darmi nessun fastidio!
Piuttosto mi ritrovo moltissimo nel suo modo di osservare la società italiana, l'arte, la politica.. la vita. Questo piccolo grande libro-intervista, un pò scadente dal punto di vista editoriale (ho trovato dei fastidiosi refusi) è assolutamente da portare sotto al famigerato ombrellone. Io l'ho letto in piscina in un paio d'ore e mi è sembrato un modo rapido, intelligente e immediato di riflettere un pò sul paese dove viviamo e su quanta strada ancora dobbiamo percorrere prima di dirci almeno un pochino soddisfatti di noi stessi e di chi ci comanda.






mercoledì 3 luglio 2013

Cosa ti combina una Barbie Malibu, a tradimento.


Ho un debole per il tipo di gay incarnato da Sebastiano Mauri.
(prima dichiarazione, frivola, della serata).
Ora comunque mi guarderò con calma e impegno i suoi cortometraggi e mi documenterò sulla sua carriera artistica.
(seconda affermazione per darmi un attimo di tono).
Il libro: leggetelo, è divertentissimo e maliconico e vivo, e senza pretenziosità, e dolce, e scorre via delicato e fluido.
Goditi il problema, o anche: di quella volta che ho pianto a dirotto per una Barbie Malibu.
(ho pianto davvero a sorpresa come non mi capitava da tempo con il finale di un libro... con i film è facile, non vale. Mauri ha sparato dritto al cuore senza badare a spese).

sabato 29 giugno 2013

GIANNI BERENGO GARDIN a Palazzo Reale+Crepax











Ultimamente, ogni mostra a Palazzo Reale è un'emozione fortissima.

GIANNI BERENGO GARDIN 
Storie di un fotografo 
Palazzo Reale Milano 
centottanta fotografie
fino al 8 settembre 2013

Quest'anno sto vedendo molte mostre in genere, e per chi abita a Milano confermo che anche quelle dello Spazio Forma sono quasi sempre imperdibili.
Gardin comunque è un classicone, se siete indecisi o pigri stavolta non avete alcuna scusa. Impeccabile, umano, con un occhio molto "grafico", attentissimo al sociale, con una delicatezza e un rispetto rari nei confronti di chi sta davanti all'obiettivo. Qua sopra soltanto alcuni degli scatti che mi hanno maggiormente colpita. Grande mostra. Accanto all'ingresso di Gardin, per tutti gli ingordi come me potete esplorare il magico, perverso mondo di Guido Crepax: due scenari diversi, fumetto e fotografia, per un unico fastoso tripudio del bianco e nero.


venerdì 8 febbraio 2013

strane storie di strane ragazze.

Milano, gennaio 2013, con Marta

il duomo si fonde con il concetto spaziale di Fontana
una ragazza tutta ombre e luci
in treno
farfalle al museo del novecento, foto @marta
henry miller
merenda in brera, foto @marta



Lugano/Cadro
verso il lago
attrice italiana in ristorante svizzero
l'inquietante artista ci conduce nel suo antro
strumenti di lavoro
strumenti di poesia
i libri servono sempre



Palazzo delle Stelline, di nuovo a Milano
palazzo delle stelline, bianchi e neri
palazzo delle stelline, classe terza H
zoom sulla studentessa
scaloni stellati
frutta molto più grande di me
giardino londinese, foto @marta


Stazione Centrale
Hem alla Feltrinelli

Marta, che potete leggere qui tutte le volte che vi va, 
mi ha raggiunto dalle Marche per trascorrere insieme tre giorni di lavoro, discorsi, risate, arte, poesia, luce, libri, treni, caffè, interviste, abbracci, sorrisi, sciarpe, camminate.
Da Milano ci siamo spostate a Lugano per incontrare il pittore col quale stiamo lavorando in questo periodo. Di ritorno a Milano abbiamo colmato ogni minuto utile di energia pura, cercando di non correre troppo e di goderci l'insolito cielo azzurro che non ci ha mai abbandonate se non per una rapida pioggia in Brera, che sembrava Parigi in quel momento randagio.

Tutto questo mi ha fatto tanto, tanto bene,
e devo davvero ringraziarla per esserci.

Strane storie.



bazzicano da queste parti:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...