in due parole, tanto per non farla lunga.
- pa
- Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.
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mercoledì 2 marzo 2016
sabato 6 ottobre 2012
La bellezza attraverso gli occhi di Saul Leiter.
Il mese scorso ho scoperto la fotografia di Saul Leiter.
Allo Spazio Forma di Milano, che è un posto molto semplice e molto bello dove riesco a concentrarmi più del solito.
A focalizzare i miei pensieri, e a recepire molto bene la bellezza insita in quegli oggetti inanimati che sono le stampe fotografiche d'autore, in realtà animatissime di vita.
A focalizzare i miei pensieri, e a recepire molto bene la bellezza insita in quegli oggetti inanimati che sono le stampe fotografiche d'autore, in realtà animatissime di vita.
"Americano di Pittsburgh, classe 1923", ebreo, vissuto a New York, pittore e fotografo, di moda ma non solo.
Un occhio raffinatissimo, mai scontato, allenato agli accostamenti cromatici, all'eleganza, ai giochi di chiaroscuri, nelle foto "di strada" secondo me dà il meglio. Sofisticato, senza lasciare freddi gli spettatori. Tenue, senza essere lezioso. Acuto. Appagante. L'osservazione delle sue opere mi ha regalato continue, impercettibili, strabilianti sorprese.
Queste sue parole mi hanno stesa:
Cerco di rispettare determinate nozioni di bellezza anche se per qualcuno si tratta di concetti vecchio stile.
Certi fotografi pensano che fotografando la miseria umana, puntano i riflettori su problemi seri. Io non penso che la miseria sia più profonda della felicità.
Sentite come è profonda la felicità che si prova osservando la nuca fragile e perfetta della bimba nella prima foto,
o i colori chiassosi ma squisitamente bilanciati della terza.
Aveva perfettamente ragione!!!
lunedì 23 luglio 2012
Sorrentino, la bellezza, Penn e Byrne.
This must be the place
di Paolo Sorrentino
2011
Entusiasmo, qua da me.
Un romanzo di formazione,
che narra le gesta di un adolescente di cinquant'anni.
Sono certa, e l'ho scritto già su questo blog,
che la bellezza ci salverà.
Se non la bellezza, cosa?
L'arte è salvifica.
Sorrentino ha questo dono, il dono della bellezza,
e non importa se i suoi personaggi sono spesso sgraziati, sgradevoli.
Alla fine lo splendore vince su tutto, quello splendore delle inquadrature, dei colori saturi, della colonna sonora che come la sceglie lui nessuno in Italia,
degli sguardi, dei silenzi anche.
Ne ho lette di critiche negative. Critiche che sembrano uscire dagli anni settanta.
Che questo sarebbe un cinema scollegato, fine a se stesso, futile, vuoto.
Io la penso esattamente all'opposto.
Non vedo il vuoto perchè mi pare che tutto sia talmente pieno.
Pieno di candore, di musica, di sole, di amore sconsiderato per il cinema e per la vita.
In questa pellicola ci sono molte cose che amo. La musica di David Byrne, Sean Penn (nonostante il ridicolo doppiaggio: vedetelo in lingua originale, poi ditemi), il tema del viaggio, del rapporto con i genitori, del crescere, diventare adulti senza perdere la purezza dentro di noi.
Mi sono commossa senza mezzi termini durante l'ultima inquadratura del film.
Ho atteso molto tempo prima di vederlo e avevo già letto tanto, in merito, ma non sapevo come finisse, e questo finale è assolutamente perfetto, anche se nell'ultima mezz'ora l'avevo previsto. Intendo dire il cambiamento che avviene nel protagonista, anche se non mi va di stare a spiegarvi troppo, non mi interessa.
Meraviglioso anche il personaggio della moglie (una superlativa Frances McDormand), fedele, innamorata da sempre, forte e paziente, ma ironica, piena di follia come una ragazzina, eppure coi piedi per terra.
Sublime Penn, malinconico, nobile poeta. In tutto il film parla poco, ma ci regala perle quando apre bocca. Sorride poco, ma il suo sorriso sghembo e triste ci entra nel cuore. Cammina tanto, e mentre cammina lento sembra di sentire i suoi pensieri che macinano, macinano rumorosi e rapidi.
Davvero, vedetelo tutti, gustatelo e ballate sulle note del video qui sopra.
Il dolore non è la destinazione finale.
Essere felici è bellissimo.
mercoledì 18 aprile 2012
come mi piacerebbe essere se potessi decidere io.
Non mi dispiacerebbe affatto essere come Julianne Moore,
per i colori, quel rosso e quel bianco latte e quel rosa e quei mattone.
Per la delicatezza, l'eleganza dei tratti, perchè non si ritocca, o almeno credo,
non so, non sono informata sui gossip. Se lo fa non si nota.
non so, non sono informata sui gossip. Se lo fa non si nota.
Per il naso dritto e le labbra sottili e poi, ho un culto per le lentiggini.
Charlotte Gainsbourg.
La trovo splendida.
Amo il suo profilo, come porta i capelli, la sua magrezza,
le espressioni, l'essere così francese... praticamente mi piace tutto di lei.
Mi ricorda la bellezza di Patti Smith, tra l'altro.
Natalie Portman in Hotel Chevalier.
Praticamente di un altro pianeta.
Impensabile per noi comuni mortali essere così perfette.
Una leggenda.
Monica Vitti.
Per come le sta l'abbronzatura.
Per come le stanno le lentiggini.
Per come le sta il trucco nero sugli occhi.
Per la bocca, naturalmente.
Per la pazzia esplosiva, incontenibile,
che trabocca da ogni movimento, da ogni sguardo.
Chloë Sevigny.
Per la faccia assurda, irregolare, strampalata che ha,
perchè non mi piacciono le donne perfette e non vorrei esserlo
(a parte la Portman).
perchè non mi piacciono le donne perfette e non vorrei esserlo
(a parte la Portman).
Per l'espressione da bambina teppista di otto anni
che l'ha combinata grossa.
che l'ha combinata grossa.
Stasera voglio ricevere tanti tanti pareri da voi,
sono curiosa di come la pensate su un argomento di così elevato spessore,
e sono curiosa tanto dei gusti degli uomini quanto di quelli delle donne.
sono curiosa di come la pensate su un argomento di così elevato spessore,
e sono curiosa tanto dei gusti degli uomini quanto di quelli delle donne.
Niente salone del mobile (ho in serbo un pò di foto da scaricare),
niente recensioni, niente di niente, solo frivolezze.
niente recensioni, niente di niente, solo frivolezze.
Se poteste decidere voi, come vorreste trasformarvi???
E come cambia, il senso estetico,
con il passare delle epoche e delle mode?
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