in due parole, tanto per non farla lunga.

La mia foto
Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.
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venerdì 9 novembre 2012

Padog.


Esco fuori da questa settimana
come un cucciolotto di cane,
di quelli malmenati e abbandonati in autostrada,
che però sanno comunque divertirsi ancora,
appassionarsi con un nulla,
donare il proprio cuore una volta ancora,
incondizionatamente.
Ho le orecchie un pò all'ingiù,
e il cuore ingigantito.
Sette giorni fa mi arrampicavo all'hangar Bicocca


da quel momento è stato tutto un precipitare.
Sono un pò rotta, ma forse ogni giorno più forte.
Stasera è il primo momento, dall'ultimo post,
che ho tempo di pensare un pò a me stessa. 
Scrivo di me, e non delle persone care 
che occupano tutti i miei pensieri,
perchè del resto il blog l'ho voluto io,
e loro magari non lo amano nemmeno molto.
Mio papà ad esempio lo riterrà di sicuro infantile.
Parlo solo di me per pudore dei sentimenti,
quella cosa in cui credo e che so che non va più di moda.
Ma io ce l'ho.
Ho il collo bloccato e i pensieri ammorbiditi 
dal venerdì notte che avanza;
buio, e lo vorrei freddissimo fuori 
per sentire caldo dentro.

giovedì 17 novembre 2011

Flappy.


Oggi ho trascorso una splendida giornata con Flappy.
Abbiamo lavorato assieme, come non capita spesso: mi sono ammazzata dalle risate durante la riunione, stesa dal suo humor inglese famoso in mezza milano, e che mi pare migliorare come il vino. Mi sono sollazzata nel vedere tutti quanti ansiosi e tesi e lui, in mezzo, pacifico, zen. Ho mangiato una piadina integrale strepitosa da Fnac con lui, lui però non integrale, sarebbe stato chiedere troppo, lui classica, sapendo benissimo che poi al bancone avrebbe chiesto il suo solito caffè alla cannella come le altre volte. Ho pregustato il momento in cui avremmo sbirciato tra le novità all'ultimo piano, in libreria, e commentato le copertine.
Mi sono divertita a gironzolare con lui in un nuovo negozietto di gadget, ma soprattutto è stato bello camminare nel freddo terso per le vie che lo hanno visto bambino, le stradine francesi nascoste tra via torino e corso magenta, io che continuavo a dire "tagliamo di qua" e lui che mi sfotteva: "ma quanto tagli, tu".
Mio papà non è un papà qualsiasi.
è magico.

(foto ©nick)

bazzicano da queste parti:

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