in due parole, tanto per non farla lunga.

La mia foto
Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.
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giovedì 14 novembre 2013

Miscugli.

Voglio ricominciare a scrivere post, ma per me sarebbe molto più semplice tornare a confezionare post-lampo piuttosto che non scrivere mai...

Fare zapping in tv ha il suo fascino (ora ad esempio c'è Ginnaste su MTV, lo guarderò distrattamente mentre Ettore si ingozza di latte) ma ci piace anche l'idea di ritornare al cinema. L'Area Metropolis ci viene incontro con questa superfantastica iniziativa:


In pratica il film del sabato pomeriggio, una prima visione, ma con un occhio di riguardo alle famiglie con bimbi anche neonati: luci soffuse, fasciatoi, pianto libero. Idea vincente. Per maggiori info curiosate qua.



Due settimane fa siamo stati a vedere il gustoso Un castello in Italia. Andato tutto liscio, sia perchè ci è piaciuto sia perchè Ettore ha dormito sempre, sempre. Timi in primis, Garrel e Bruni Tedeschi meritano alla grande l'uscita in tre. Sono bravissimi!


Sabato ci proviamo di nuovo con Venere in pelliccia. Pare che Polanski, uno dei miei cinque registi favoriti, sia tornato alle atmosfere delle sue migliori pellicole.

Lasciarsi catturare da una piece erotica d'autore mentre si dondola l'Inglesina è proprio da noi... Gran miscuglio di emozioni, la vita, gran caos, Grande Bellezza.


martedì 28 febbraio 2012

il cinema italiano visto da milano.


Anche quest'anno abbiamo partecipato alla rassegna Il cinema italiano visto da Milano, in veste di giuria. Abbiamo assistito alle 5 proiezioni dalle poltrone del nostro affezionato cinema Metropolis, ma lo stesso programma si poteva gustare anche dallo Spazio Oberdan di Milano. Ed è stato davvero bello, è volato e avrei voluto che non finisse così in fretta. Una grande occasione di conoscere registi indipendenti che non hanno ancora avuto l'opportunità di vedere distribuiti i lavori film, ma che si allineano tutti su di un livello alto, spesso molto più alto dei prodottini italiani triti e ritriti e con i soliti nomi noti e rinoti.

Questi siamo noi:


La prima sera abbiamo visto
La strada verso casa
Samuele Rossi

Dalla pagina facebook:
"Esistono momenti in cui, d'improvviso, la vita si rompe e si blocca, come in un fermo immagine. LA STRADA VERSO CASA parla di questo, di tre fermi-immagine e del modo in cui tre dolori diversi e apparentemente slegati possano invece entrare in contatto e darsi a vicenda impercettibili spinte verso un nuovo, seppur sofferto, equilibrio."

Il film non mi ha pienamente convinta, mi è sembrato un pò lento e macchinoso, mi sono a tratti annoiata e infastidita da come sono stati tratteggiati alcuni personaggi. Ho apprezzato il basso budget e la scelta di utilizzare una troupe di under35, un buon lavoro svolto con serietà; non affine al mio modo di sentire, tutto qui.


La domenica pomeriggio è stata la volta di 
Appartamento ad Atene
Ruggero Dipaola

tratto dal romanzo
"APARTMENT IN ATHENS" di GLENWAY WESCOTT

da movieplayer:
 "Il film è ambientato nel 1942, nella Grecia occupata dai Nazisti. Ad Atene un appartamento viene requisito per ospitare un ufficiale tedesco. Nell'appartamento vivono gli Helianos, una coppia di mezza età un tempo agiata. Lui è un intellettuale spiritoso e paziente, proprietario di una piccola casa editrice, lei una donna di casa, ansiosa e malaticcia. I due hanno un figlio di dodici anni animato da melodrammatiche fantasie di vendetta, e una bambina di dieci che soffre di un forte ritardo mentale. Con l'arrivo del capitano Kalter tutto è cancellato. Metodico, ascetico, crudele, Kalter è un dio-soldato che impone il terrore. Gerasimos Skiadaressis interpreta il marito della Morante, mentre Richard Sammel veste i panni del feroce ufficiale nazista.
Il film ha ottenuto il riconoscimento di opera di interesse culturale e il relativo finanziamento.
"


Questa è la pellicola che a parer mio meritava di vincere.
Toccante ma non melenso; duro, diretto, ma delicato. La guerra osservata da un punto di vista molto particolare, decentrato, sottile. Poetico. Credo che abbia parecchie possibilità di emergere nelle sale italiane, anche grazie alla generosa interpretazione della Morante.
Il regista nella vita di tutti i giorni è un avvocato. Mi è piaciuto da morire che si fosse talmente lasciato rapire dal romanzo da avere il bisogno fisico di girare quest'opera. La sua è una grande passione, e si sente.




La terza sera ci siamo svagati e abbiamo riso davvero di cuore 
con una commedia adorabile.
Cara, ti amo
Gian Paolo Vallati

"La commedia Maschia che tutte le donne dovrebbero vedere"

da wikipedia:
"È la storia di quattro amici che, alla soglia dei quarant'anni, affrontano le loro vicissitudini quotidiane con l’altra metà del cielo e si confrontano per cercare di capire il mondo femminile. Tutti e quattro hanno alle spalle una relazione che ha lasciato strascichi, cicatrici o semplice allergia ai rapporti di coppia, così nel tempo la loro amicizia è diventata una valida alternativa alla protezione affettiva del rapporto di coppia. Rosario fa l'autore di programmi televisivi trash, ed è circondato da ragazze che vogliono circuirlo per avere un posto sotto i riflettori della tv. Stefano, architetto tormentato da ricche clienti della Roma-bene, è single e ha rinunciato al sesso da oltre un anno. Paolo fa il barman in un locale del centro città, sempre indeciso tra la futile piacevolezza del suo lavoro e la ricerca di un impiego serio. Raffaele è un maestro di tennis con un solo hobby: la conquista della femmina, chiunque essa sia. Attraverso le loro storie si svelano le inconfessabili nevrosi e follie della donna contemporanea. E l’impossibilità per gli uomini di comprenderne le ragioni. Eppure il loro destino, come quello di tutti gli uomini eterosessuali in età adulta, è di relazionarsi con l’universo femminile. Un’impresa impossibile, che porta i quatto amici a sperimentare, con possibili fdanzate, amiche o amanti di una notte, situazioni assurde, comiche o semplicemente surreali."


Il film prende le distanze dalla volgare commedia vanziniana, riuscendo allo stesso tempo ad evitare pose o snobismi. Ho trovato il regista una persona umile e fresca, come credo ce ne siano poche nell'ambiente. Gli uomini e le donne del film sono dipinti in maniera veritiera, e non vedo come ci si possa sentire offese o scioccate dalle situazioni rappresentate, eppure alcune donne si sono stizzite. Mah! Non è il film che ci cambia la vita ma ridere di noi stessi non può certo farci male. Anzi.
Il regista ha dichiarato che Cara, ti amo... è costato come 50 secondi di Manuale d'Amore 3.


La quarta sera ero davvero preoccupata e sono andata al cinema con molti pregiudizi.
Maternity Blues
Fabio Cattani

"Quattro madri assassine commuovono il Lido"
La Repubblica 

dal sito del film:
"Quattro donne diverse tra loro, ma legate da una colpa comune: l’infanticidio. All’interno di un ospedale psichiatrico giudiziario, trascorrono il loro tempo espiando una condanna che è soprattutto interiore: il senso di colpa per un gesto che ha vanificato le loro esistenze. Dalla convivenza forzata, che a sua volta genera la sofferenza di leggere la propria colpa in quella dell’altra, germogliano amicizie, spezzate confessioni, un conforto mai pienamente consolatorio ma che fa apparire queste donne come colpevoli innocenti.
Clara, combattuta nell’accettare il perdono del marito, che si è ricostruito una vita in Toscana, sconta gli effetti di un’esistenza basata su un’apparente normalità. Eloisa, passionale e diretta, persiste ogni volta nel polemizzare con le altre, un cinismo solo di facciata. Rina, ragazza-madre, ha affogato la figlia nella vasca da bagno in una sorta di eutanasia. Vincenza, nonostante la fede religiosa sarà l’unica a compiere un atto definitivo contro se stessa. Ha ancora due figli, fuori, e per loro riempie pagine di lettere che non spedirà mai."



L'argomento è davvero spesso. Di mia iniziativa non amo farmi del male scegliendo pellicole che trattano tempi del genere. Fa comunque riflettere, e poi amo talmente tanto il cinema come concetto, che mi sento arricchire da ogni esperienza visiva ed emotiva che provo in sala.
Non ci posso fare nulla: è il regista a non avermi convinto.
Il film è ben fatto, curatissimo nei dettagli e nei dialoghi.
Ma nel suo proclamare amore sconfinato per tutte le donne, esseri superiori ai suoi occhi, mi è sembrato che volesse cercare la strada facile della ruffianeria.
Sarò cinica io. Sarà che mi toccano dentro uomini molto diversi da questi. Sarà che posso comprendere e riflettere benissimo sul problema dell'infanticidio senza che si faccia una sviolinata a tutto il genere femminile per convincere. Lo so, sono troppo dura in questo caso, ma tant'è. La cosa bella della rassegna è poter conoscere da vicino i registi e sentirli raccontare, e questo a volte è controproducente per il regista stesso.
Il film ha vinto il concorso.
 

L'ultima sera, oltre alla malinconia perchè la rassegna stava finendo, sono partita molto prevenuta. Non mi ispirava proprio questo film.
Isole
Stefano Chiantini

da mymovies:
"Un muratore dell'est europeo in cerca di lavoro, arriva in Italia insieme al padre anziano, facendo il viaggio verso la costa adriatica vicino a Termoli e le Tremiti. Ivan è alla disperata ricerca di lavoro. Un giorno la sua ricerca lo porta su un'isola vicina, dove si ritrova bloccato, senza un soldo e incapace di fare ritorno a casa nello squallido appartamento che condivide con il padre malato. All'arrivo dei soccorsi, quasi magicamente, sotto forma di una giovane donna muta, appare Martina. La giovane si è ritirata nel silenzio, vive con un prete di mezza età che recentemente ha avuto un ictus. Don Enzo è orgoglioso e indipendente e crede che il suo custode abbia messo gli occhi su un pezzo di terreno utilizzato per la casa delle sue amate api. Nel frattempo, mentre Ivan passa sempre più tempo nella casa di Enzo, diventa molto curioso nei confronti di Martina donna misteriosa che cerca conforto con le api, ma si ostina a non parlare."




Una pellicola emozionante, un pò ostica, girata interamente alle Tremiti, in un'atmosfera ventosa, profumata, aspra.
La trama letta su carta mi pareva loffia, e Asia Argento non è propriamente la mia attrice favorita. Invece Chiantini è stata la sorpresa di questa rassegna. Mi è piaciuto tanto starlo ad ascoltare, dopo la visione del film; ha parlato di se stesso e dell'impulso che lo porta sempre a realizzare film che parlano della solitudine: è un pò il suo tema ossessivo, e non riesce a staccarsene. Infatti è uno di quei tipi malinconici che però fanno ridere, portano allegria, e che alla fine ti buttano lì quelle due/tre parole che sanno arrivare esattamente dove io stessa avevo bisogno che arrivassero. Nell'ultima mezz'ora dell'ultima sera, per quanto mi riguarda, è entrato il ballo il cuore, e mi sono commossa.

Questo film assomiglia ad una poesia di Ungaretti che ho sempre amato molto,
e che voglio ricopiarvi.

Quando
la notte è a svanire
poco prima di primavera
e di rado
qualcuno passa
Su Parigi s'addensa
un oscuro colore
di pianto
In un canto
di ponte
comtemplo
l'illimitato silenzio
di una ragazza
tenue
Le nostre
malattie
si fondono
E come portati via
si rimane

domenica 6 febbraio 2011

Et in Terra Pax.




Sono davvero felice di segnalarvi il film vincitore della rassegna Rivelazioni.
L'avevamo supposto, è stato davvero stupefacente.
Ora lo attendiamo nelle sale di tutto il mondo!

sabato 5 febbraio 2011

Rassegna Rivelazioni al Cinema Metropolis.

Non posto da una settimana, perchè il lavoro ha ripreso a ritmi serrati e poi perchè ho trascorso 5 sere su 7 al cinema, per la rassegna Rivelazioni, della quale vi avevo già parlato, in veste di giurato (!).
Non ho perso nemmeno uno dei cinque splendidi film selezionati, e davvero non mi aspettavo che la qualità fosse così alta; votare è stato difficilissimo.
L'aspetto più bello dell'evento è stato conoscere tutti i registi, parlare con loro durante il dibattito e poi di nuovo nel freddo della notte, all'uscita.
Avendo già pubblicato le trame la volta scorsa, lascio parlare alcune immagini, e lascio che alcuni aggettivi scaturiti liberamente dalle mie riflessioni vi incuriosiscano e vi facciano venire il desiderio di informarvi sul lavoro di questi artisti: sorprendenti davvero.
Aggiungo solo che non uno di loro si è scordato di raccontare con parole dure, di protesta sincera, quanto sia avvilente il panorama culturale del nostro paese, e quanto sia complicato ed umiliante cercare di produrre oggi pellicole LIBERE, INDIPENDENTI, e allo stesso tempo riuscire a viverci, con questo lavoro.




LA PICCOLA A
Salvatore D’Alia, Giuliano Ricci

Ironico
Delicato
Lieve
Triste
Femminile
Liberatorio





MALE DI MIELE
Marco Pozzi

Dolce
Vivido
Doloroso
Fragile
Spigoloso
Realistico
Agghiacciante




ET IN TERRA PAX
Matteo Botrugno, Daniele Coluccini

Potentissimo
Contrastato
Poetico
Rabbioso
Infuocato
Universale




QUESTO MONDO È PER TE
Francesco Falaschi

Variopinto
Pulito
Speranzoso
Luminoso
Armonico
Ventoso



LA DONNA E IL DRAGO
Rodolfo Bisatti

Disturbante
Stridente
Sperimentale
Ardito
Duro
Coraggioso



Ho elencato i film in ordine di proiezione.

Nel mio cuore se la giocano Marco Pozzi, esempio di coerenza da seguire,
con gli irresistibili Botrugno e Coluccini.
Non a caso sono i registi che mi hanno trasmesso di più, umanamente parlando.
Che alla fine è questa la cosa più importante.
Tecnicamente grandiosi entrambi i film; netti, puliti, essenziali.
In perfetto equilibrio sull'orlo delle loro controllatissime follie.
All'inseguimento dei loro sogni.
E si vede, e si sente, la differenza con chi i sogni
li ha chiusi nel cassetto da tempo.
Ma questa del coraggio è stata davvero una caratteristica comune
a tutti i registi che ho incontrato durante la settimana.


Bello.











giovedì 13 gennaio 2011

Cinema Metropolis.



Mi sono iscritta alla giuria di questo concorso di produzioni indipendenti,
nel cinema della mia città.

IL CINEMA ITALIANO VISTO DA MILANO - 9° EDIZIONE
Dal 28 gennaio al 6 febbraio 2011
Area Metropolis 2.0

Dal 28 gennaio al 6 febbraio 2011 Fondazione Cineteca Italiana proporrà la nona edizione del Festival Il cinema italiano visto da Milano, che porterà sul grande schermo di Spazio Oberdan e Area Metropolis 2.0 il meglio della cinematografia italiana della stagione appena conclusa, con numerosi ospiti ed eventi speciali.
 
Cuore pulsante dell’intero festival, sarà il CONCORSO “RIVELAZIONI”:

In concorso cinque film, tutti di produzione indipendente e non ancora distribuiti in sala. I film saranno sottoposti al giudizio di una giuria di spettatori iscritti a farne parte.

LA DONNA E IL DRAGO Italia, 2010, 100’ Regia: Rodolfo Bisatti.
una giovane madre condannata a scontare sei anni di prigione. La donna non sa cosa fare di sua figlia, una bambina di diciotto mesi, dove la lascerà?, a chi l'affiderà? La porterà con se in carcere? Il film è girato prima delle sbarre e si sofferma in “una sala d'attesa quotidiana” che è la linea insostenibile dell'abbandono. In questa bolla temporanea si celebra il dramma della separazione. Il contrappunto a questa vicenda è una ragazza costretta dalla famiglia a degli incontri di psicoterapia, perché troppo magra e stravagante.

ET IN TERRA PAX Italia, 2010, 89’ Regia: Matteo Botrugno, Daniele Coluccini.
Marco, ex detenuto, torna a spacciare cocaina per conto dei suoi vecchi compari Glauco e Mauro; Faustino, Massimo e Federico trascorrono le loro giornate fra droga e bravate; Sonia, si divide tra gli studi universitari e il lavoro nella bisca di Sergio. Un banale incidente porterà i protagonisti a lasciare dietro di sé una scia di fuoco, sangue e violenza.

MALE DI MIELE Italia, 2010, 97’. Regia: Marco Pozzi.
La storia di Sara, adolescente di quindici anni che si ammala di anoressia. Sara conduce una dopia vita: quella alla luce del sole, dove recita la parte della brava ragazza, diligente e senza problemi, e quella segreta fatta di costrizioni, di autodisciplina, di regole ferree per ottenere un irragiungibile peso ideale. Inizialmente nessuno sembra accorgersi di niente, né i suoi genitori, né Clara e Martina, le sue amiche del cuore. Tutto sembra procedere senza problemi. Mano a mano che dimagrisce sara si sempre più forte, potente, invincibile. Un giorno però, durante una festa scolastica, la ragazza sviene…

LA PICCOLA A Italia, 2010, 80’. Regia: Salvatore D’Alia, Giuliano Ricci.
Antonia, separata e vicina ai cinquant’anni, da sempre agisce per compiacere l’idea che gli altri hanno di lei. Ha una madre ingombrante che nonostante l’età trova un fidanzato più giovane di lei, intenzionato a sposarla; sopporta Massimo il suo ex marito che, dopo averla tradita, continua a fare conto su di lei; è perseguitata dalla sua “amica” Caterina, che frequenta uno dei suoi seminari per casalinghe depresse e le si è attaccata come una patella allo scoglio. I momenti di piacere e autostima li trova solo quando riesce a fare bene il suo lavoro di terapia attraverso il teatro con i pazienti di un Day Hospital psichiatrico.

QUESTO MONDO È PER TE Italia, 2010, 82’ Regia: Francesco Falaschi.
Il film racconta le scelte di Teo, un giovane appena diplomato, alle prese con un’improvvisa esigenza di autonomia economica che lo porterà nel mondo del lavoro per poter coronare il sogno di iscriversi ad una prestigiosa scuola per aspiranti scrittori. In questo suo percorso avrà modo di superare diverse “prove di maturità” nelle amicizie, in famiglia, nel lavoro e anche in amore. Un romanzo di formazione narrato in chiave di commedia e ambientato in una Toscana non oleografica ma in una bizzarra e particolarissima cittadina costiera.

Vi sembra interessante?
Ho semplicemente colto al volo questa opportunità...
I film da vedere non sono mai troppi, ed io ho sviluppato dipendenza da tempo!
Vi terrò aggiornati.

bazzicano da queste parti:

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