in due parole, tanto per non farla lunga.

La mia foto
Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.
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lunedì 18 novembre 2013

Donne da amare: Emmanuelle Seigner.


Era da tempo 
che aspettavo un film 
con la Seigner 
come protagonista assoluta.

Morbida, 
sgraziata, 
ironica, 
intelligente, 
torbida, 
bellissima, 
innocente,

venerdì 1 febbraio 2013

Estetica francese.

Hebuterne, Jeanne, musa



Cassel, Vincent, mascalzone

Ardant, Fanny, spudorata

Marceau, Sophie, simbolo

Cotillard, Marion, meravigliosa

Montand, Yves, romantico

Tautou, Audrey, delicata

Auteuil, Daniel, semplicemente francese

Adjani, Isabelle, vampiresca

Aznavour, Charles, malinconico

Birkin-Gainsbourg, iconici

Camus, Albert, genio

De la Fressange, Ines, elegantissima

Chanel, Coco, rivoluzionaria

Doillon, Lou, sensuale

Dujardin, Jean, scintillante

Gainsbourg, Charlotte, emozionante

Depardieu, Gerard, possente

Garrel, Louis, neoclassico

Huppert, Isabelle, inquieta

Hardy, Françoise, sognante

Moreau, Jeanne, diva

Zazie, parigina nel sangue

Truffaut, François, inventore di sogni

Ormai se mi conoscete un pochino sapete che amo la Francia e i francesi.
Sto pensando di nuovo a Parigi, e che mi piacerebbe rivederla, in primavera.
Camminare sotto la pioggia, senza ombrello, rovistare nelle librerie, abbuffarmi di formaggio. E saziarmi di tutti i clichè più banali che vi possono venire in mente.

In un'altra vita ero una parigina.

Poi sono rinata, e sono parigina in tutto ugualmente, tranne che nel nasone.

mercoledì 16 gennaio 2013

Matrimoni e partite a carte.



Nelle ultime due sere ho visto due film da donne.
Quando dico film da donne intendo proprio quella roba lì, non le commedie brillanti che anche Nick ama (basta che siano a lieto fine altrimenti ci resta malissimo, pellicole tipo One Day o The city of angels non sono contemplate in casa nostra, pena serate di inferno, malumori e fughe da una stanza all'altra) ma quei film che vorrebbero essere cinema e cinema con la C maiuscola non sono, sono puro intrattenimento per donne con ormoni altalenanti, umore rasoterra e desiderio di totale evasione. Film che appena visti te li scordi, evaporano, sfumano nei sogni, e magari non sono sogni nemmeno belli perchè io pare che nell'evasione non ci possa non mettere un pizzico di angoscia esistenziale, vedi le foto qua sopra:

Due partite
2009 Italy
da Enzo Monteleone
Scritto da Cristina Comencini

 con una sfilza di bravissime quali:
Cortellesi
Buy
Massironi
Ferrari
Pandolfi
Melillo
Rohrwacher
Crescentini

The wedding party
2012 USA
di Leslye Headland
con:
Kirsten Dunst 
e altre tipe dimenticabilissime 
 Premesso che ora mi dedicherò all'horror/fantascienza per almeno un mese,
a caldo posso solo dire, con il cuore, che la pellicola italiana, nonostante sia assolutamente mediocre, batte su tutta la linea, su tutti i fronti quella americana.
Mi piace pensare che buona parte delle donne che mi circondano siano come quelle del film di Monteleone (ora voi non le vedete nella foto, ma la storia è divisa in due parti, una ambientata negli anni sessanta e poi, capirai l'originalità, si passa alle figlie, che sono le bambinette che vedete nella foto, ma cresciute e arrivate all'età delle loro madri), piuttosto che come le schegge di follia impazzite di Headland: follia triste, convenzionale, volgarissima.
Ed è tutto dire, che mi piace pensarlo: le donne del film italiano sono nevrotiche, inclini al pianto, piene di paranoie, ansiose, depresse. Ma siccome anche le tipe americane lo sono, ma in più sono cattive come il peccato, cerebrolese e senza aspirazioni, la scelta è facile. E poi, non si ride affatto. Non si ride in nessuno dei due film, ma quello d'oltreoceano aspirava a farci contorcere. Pensa tu.
Poi le 8 ragazze italiche recitano in maniera toccante.
Esaltare la Buy è cosa scontata: ma dire che la Pandolfi non sbaglia un'espressione, una fronte corrucciata, uno scatto d'ira, le piazza tutte giuste nei punti giusti, forse è meno scontato (a parte che a me la Pandolfi piace, dai tempi de Le amiche del cuore, che vedevo e rivedevo come un'ossessa da piccola, sarà perchè è tutto l'opposto di come sono fatta io, sarà perchè ha questa biografia da anarchica ninfomane, ma mi sta simpatica e la trovo splendida). La Massironi, la Cortellesi, applausi... persino la Crescentini si impegna. Momento di stato di grazia per tutte, casualità? Hanno qualcosa da invidiare a Kirsten Dunst? Giusto il red carpet. Che poi ho letto quanto è giovane la Dust e quanto spende per tenersi in piedi negli istituti di bellezza, e mi è svanito l'entusiasmo.

Detto questo, il cinema italiano non fa altro che deluderci, se paragonato ai fasti degli anni sessanta, quando tutto il mondo si inchinava di fronte a Federico, a Marcello, a Pier Paolo.
 Ma è uno specchio dei tempi.
 Ritorniamo sempre al mantra di noi cresciuti negli anni novanta:
come può il mio amore essere limpido, se è la mia nazione che
mi inquina?
Dove amore, in questo caso, sta per settima arte.

ps
poi qualche analista mi spiegherà perchè dedico post ai melodrammi e non mi soffermo a raccontare del colossale Paul Thomas Anderson visto al cinema o della rassegna Woody forever, che va in onda sul mio divano da mesi.

domenica 13 gennaio 2013

M.M.


 

 "lo all'amore ci credo, per me l'è na roba seria."
"Perché, io ti sembro allegro? Se-ris-si-mo sono!"

(Mariangela Melato, Giancarlo Giannini)

lunedì 5 novembre 2012

Intervista a Margherita.

Nel giugno 2011 ho avuto la fortunata idea di stendere questa intervista per i miei amici blogger. Da quel momento, ogni volta che qualcuno di voi risponde a questo post regalandomi un pezzettino di sè, per me diventa una bellissima giornata. Quindi, se siete capitati qui per caso o ci venite abitualmente, se vi va, se la cosa vi piace, vi invito a raccontare i fatti vostri attraverso le mie domande.

Oggi mi va di presentarvi Margherita.




nome
Margherita
nome del suo blog
di cosa parla
di cinema, di libri
come l'ho conosciuta
a zonzo nella rete


intervista


  Hai un soprannome? E se sì, ci racconti come è nato?
Non ho un soprannome specifico ma nessuno mi chiama mai Margherita per intero; posso essere Marghe, Marghi, Gheri, Margot, Maggie, Marghez, Marghe'50 ma mai Margherita!

Come è iniziato il tuo blog?

Ho iniziato a dicembre 2010, qualche mese dopo la laurea magistrale, un po' per passare il tempo in una fase di horror vacui da post laurea, un po' perché avevo voglia di uno spazio tutto mio in cui riversare le mie passioni e condividerle in rete.

Da piccolo cosa volevi diventare?
Un'insegnante. Passavo ore a giocare alla maestra rivolgendomi ad un pubblico di alunni immaginario. Non lo sono diventata ma ancora oggi mi piace correggere, bacchettare, criticare, dare voti mentali, fare recensioni di ogni forma di vita, assegnare pagelle a cose che amo o odio!

Se potessi essere il protagonista di un film, chi saresti?
Mmm, difficile dirlo e scegliere un solo film. Così di getto mi viene da dire Annie Hall di “Io e Annie” per poter stare con il mio amato Woody Allen e farmi dirigere da lui. Adoro follemente quel genietto occhialuto e misantropo!

Cosa fa di un giorno come tutti gli altri un giorno di vacanza?
Cose semplicissime, un tipo di evasione molto basic ma fondamentale per me: fare shopping e incetta di anelli, bracciali e collane low cost, preferibilmente da H&M, con una cara amica, cenare in una trattoria tipica siciliana con pochi amici ma buoni, andare al cinema con il mio ragazzo a vedere un film speciale.

La mansione che ti piace di più svolgere al lavoro.
Al momento sono alla ricerca di lavoro ma quando lavoravo nella redazione di una rivista mensile adoravo fare l'editing dei testi e la correzione di bozze. Amando molto scrivere mi piace molto anche lavorare sulla scrittura e tentare di perfezionarla.

Qual è la musica che ti fa ballare?
Odio ballare, sono disarmonica e goffa! Però adoro i R.E.M. e spesso improvviso balletti domestici sui loro pezzi (quando ascolto What's the Frequency, Kenneth? per esempio, tento scandalosamente di imitare le movenze di Michael Stipe!)

Una cosa che da piccolo ti faceva tantissima paura.
Una cosa assurda e insolita, vista al tg e in un film televisivo nei primi anni '90, ricordo che rimasi sconvolta e impaurita (più che con il pagliaccio di IT): il polmone d'acciaio, una sorta di enorme tubo terapeutico da cui fuoriusciva solo la testa del paziente. Sono stata sempre paranoica e ipocondriaca e le mie paure si sono quasi sempre incanalate in ambiti sanitari e medico-scientifici!

Quello che più ti terrorizza ora che sei grande.
Vedi ultima riga sopra!.

Il libro che regaleresti al tuo migliore amico.
Penso uno di Roth come “Ho sposato un comunista” o “Sostiene Pereira” di Tabucchi o “Libertà” di Franzen. Nel dubbio prenderei un classico di Dickens!

Sei un nerd?
Tendenzialmente sì. Sono imbranata, con poco senso pratico, non so guidare bene, non ho senso dell'orientamento, non faccio sport, sono poco socievole, vedo più film che gente, leggo molti libri chiusa in camera, uso collant colorati e accessori molto poco sexy...Ma non sono brava con la matematica e le tecnologie, sono più una nerd umanista!

Qual è lo sport che ti sei rassegnato a fare per far finta di non essere un nerd?
Come già detto, non pratico nessuno sport. Odio gli sport, odio faticare e sudare, odio le palestre e i palestrati, odio chi va a correre, odio l'abbigliamento sportivo. Sono per i divani, le coperte, le tisane calde e per il bradipismo!

Se tu fossi un pittore, che cosa raffigurerebbero le tue tele?
Donne di fine ottocento con abiti pomposi, ombrellini, velette e libri sotto braccio, qualcosa alla Renoir.

Twin Peaks: quale era il tuo personaggio preferito 
(non per forza quello in cui identificarsi)?
Sono un'amante delle serie tv ma non ho mai visto Twin Peaks e il motivo è perché non amo Lynch, mi disturba e mi stranisce come pochi. Mulholland Drive mi ha fatto venire un senso di inquietudine davvero troppo fastidioso.

Come sei vestito in questo momento? E, se potessi scegliere, cosa indosseresti per tutta la vita?

Adesso indosso una camicetta bianca a pois neri con sopra una giacchina nera di cotone, jeans skinny e pantofole perché sono in casa, ma prima avevo delle ballerine nere!
Se potessi scegliere indosserei sempre abitini dal gusto bon ton e retrò, con colletti alla Peter Pan, meglio se con fantasie a pois o a fiocchi.

Il cibo di cui non riesci a fare proprio a meno.
Le verdure. Toglietemi tutto ma non il mio minestrone con il riso!

Il difetto che più ti fa impazzire nella persona amata.

Il fatto che lui è iperattivo, dinamico, amante delle escursioni, del trekking e di ogni forma di attività motoria e io una pantofolaia incallita che lui vorrebbe tentare di spronare.

Descrivi cos'è, per te, un momento di felicità perfetta.

Un momento in cui percepisco come un senso di bellezza, che sia vedendo un film, leggendo un libro, facendomi una risata, mangiando qualcosa, cogliendo uno sguardo, ascoltando una frase. Ho provato un momento di felicità perfetta anche quando sono entrata per la prima volta da Primark a Londra.

Stai detestandomi per questa rottura di palle dell'intervista? Ti starò ancora simpatica o hai capito solo adesso quanto posso essere rompicoglioni?
Non è che tu sia rompicoglioni, è che stai facendo domande troppo difficili ahahah! Ad ogni modo ti ringrazio per avermi coinvolta e mi stai simpatica già solo per questo!

I bambini, sono di sinistra?
Non lo so. So solo che quelli a cui facevo ripetizioni non sapevano distinguere la destra dalla sinistra.


Ci accomuna il grande amore per Woody Allen del quale ci troviamo spesso a commentare le eroiche gesta. Ma in genere trovo che siamo spesso in sintonia, con un nostro modo pigro e nerd di vedere la vita. Non so davvero come faccia a reggere i ritmi frenetici di un fidanzato sportivone, ma l'importante è che lui trovi sempre il tempo per portare questa intelligente, goffa, adorabile ragazza al cinema, per regalarci regolarmente tante nuove perle di post.

Vi auguro un tranquillo, dolce lunedì sera, o magari emozionante e indimenticabile, perchè anche i lunedì possono esserlo, no? Mica è vietato!
 

giovedì 1 novembre 2012

Charlotte G.











Icona assoluta, per me.
Davvero molto molto vicina al mio ideale di femminilità.
Chic senza essere perfettina.
Anticonvenzionale.
Snob da far venire il nervoso a chi non riesce ad esserlo con così tanta classe.
Androgina.
Mai volgare.
Intelligente.
Ultrasensibile.
100% pudore dell'anima e 0% del corpo.
Nervosa.
Appassionata.
Un pò triste.
Spettinata.
Francese.
Sexy.
Confusa.
Donna da All Star.
Donna da jeans.
Donna da maglie larghe.
Pelle bianca, zero abbronzatura.
Timida ma risoluta.

Non so se lei nella realtà corriponde a tutto questo, 
ma di certo sono così le donne che mi piacciono.
In molte cose sono così anche io,
in altre vorrei esserlo.

bazzicano da queste parti:

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