Esco fuori da questa settimana
come un cucciolotto di cane,
di quelli malmenati e abbandonati in autostrada,
che però sanno comunque divertirsi ancora,
appassionarsi con un nulla,
donare il proprio cuore una volta ancora,
incondizionatamente.
Ho le orecchie un pò all'ingiù,
e il cuore ingigantito.
Sette giorni fa mi arrampicavo all'hangar Bicocca
da quel momento è stato tutto un precipitare.
Sono un pò rotta, ma forse ogni giorno più forte.
Stasera è il primo momento, dall'ultimo post,
che ho tempo di pensare un pò a me stessa.
Scrivo di me, e non delle persone care
che occupano tutti i miei pensieri,
perchè del resto il blog l'ho voluto io,
e loro magari non lo amano nemmeno molto.
Mio papà ad esempio lo riterrà di sicuro infantile.
Parlo solo di me per pudore dei sentimenti,
quella cosa in cui credo e che so che non va più di moda.
Ma io ce l'ho.
Ho il collo bloccato e i pensieri ammorbiditi
dal venerdì notte che avanza;
buio, e lo vorrei freddissimo fuori
per sentire caldo dentro.