in due parole, tanto per non farla lunga.

La mia foto
Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.
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mercoledì 3 febbraio 2016

C'è sempre spazio nell'armadio per almeno un paio di mom jeans.







Ma naturalmente averne un paio solo sarebbe un gran peccato.

Se un paio solo dev'essere, che sia azzurrino cielo.

Ricordano la nostra adolescenza: giornate passate con un mom jeans (che non si chiamava certo così all'epoca), la maglietta di qualche squadra di baseball e un paio di Doc Martens. O Superga, se faceva troppo caldo. Io stavo con gli anfibi fino a maggio e con le superga anche in spiaggia. Non c'erano molte vie di mezzo nel nostro mondo o tutto bianco o tutto nero (ora per fortuna sono cresciuta).

Sono femminili per davvero, nel senso più sottile e irresistibile.

Vero, non stanno bene a tutte. Eh, è la vita!

Vanno portati per forza con i bordi arrotolati. Non siamo mica più sedute davanti a Beverly Hills 90210.


martedì 4 febbraio 2014

Di quando fa ancora freddo e si desidera il sole e si guardano i vestiti pastello nelle pagine dei nuovi arrivi.

Gap, maglia melange

Gap, scarpette rosa!

H&M, camicetta di satin

H&M, camicia bianca

H&M, pigiama

Zara, camicia svolazzante

Zara, pull come quelli che mettevo al liceo

Zara, cachemere sottile

Zara, intramontabile giubbotto sbiadito



Nel frattempo, 
mi riprovo per l'ennesima volta 
i jeans del 2012 
sperando che qualcosa stavolta mi entri.




giovedì 4 ottobre 2012

Cavi di fibra ottica, pelouche puzzolenti e lettere d'amore.



Sono stata dai miei a pranzo; ho scoperto che mia mamma ha bisogno di nuovo spazio nella mia ex cameretta.
Ma dal momento che deve risistemare scatole ikea piene zeppe di maglie e maglioni in gran parte miei, cose che non uso più ma che non concepisco di eliminare, non posso sporgere lamentele. Bisogna far spazio.
E dove attingere?
Agli scaffali più alti, dove ci sono quelli che io chiamo "i miei ricordi".
Come se i veri ricordi non fossero tutti nella mia testa.

(gli scaffali nella foto non sono i miei: non avrei mai abbinato l'azzurro al verde in quel modo barbaro)

Ho qualche problemino con il buttare via roba.
Ma a poco a poco ce la faccio.
Una volta l'anno vado a casa loro e butto
(perchè in casa mia per ora non c'è nulla da buttare, tranne qualche rivista e anche quelle devo prima sfogliarle per essere sicura che non contengano preziosissimi articoli non ancora letti o foto d'autore da strappare e conservare).
Uso questa regola: se non mi ricordo più chi mi aveva regalato la vezzosa collanina di cotone, la rosea boccetta di profumo o quel simpaticissimo pupazzetto peloso e puzzolente che occhieggia dallo scaffale, vuol dire che non erano doni importanti: buttare.
Il fatto è che la maggior parte dei reperti sono cartacei: cartoline, lettere, bigliettini strappati da quaderni: per quelli ci vuole una valanga di tempo, perchè naturalmente devo leggerli, prima di selezionarli. 
Sicuramente la metà della carta è il nulla siderale. 
Del tipo: avevo un tale culto una volta per un tale ragazzo da conservare persino gli scarabocchi che faceva sui giornali, ma di quelli che si fanno per vedere se funziona la penna, eh!
Ma ci vuol troppo tempo. E sono troppo pigra.
E poi ci sono tutte le agende, i diari segreti, le smemorande, i taccuini.
Quelli si tengono. Chiaro. I disegni che facevo. Insomma.
Sono stata grafomane dai 6 ai 26, anno più anno meno.

Oggi comunque due sacchetti hanno preso il volo.
E comunque ci siam sparate delle grasse risate, io e Mita,
 quando ho trovato un rotolo di cavi di fibra ottica, regalo romantico dei primi tempi con Nick. Lei non capiva. 
Anche io, a distanza di anni, connettevo pochino su questa cosa dei cavi.
Ma li ho tenuti.

sabato 12 maggio 2012

liste, liste, che passione.


Prendo la palla al balzo. Sono gorni che non posto nulla, che lavoro più del solito e sono concentrata in quello: un pò nel lavoro in sè, e un pò nel tentare di capire in che modo arrivare a fine mese ora che il gioco si fa duro: quando a 19 anni mi sono avventurata in questa professione non immaginavo scenari apocalittici di tale portata... Ma resterò sul vago e, anzi, cambierò volentieri discorso.
Prendo la palla al balzo dopo aver letto un travolgente post di Cyberluke sul fare liste e sul divertimento pazzo che se ne ricava: nel farle, e nel leggere quelle degli altri. I famosi meme. Non che sia io così cool da chiamarli meme. Del resto i biscotti per me son sempre biscuit e non ancora cookies, è la vita. (Mi sa che la mia cara Veronica aveva già scritto a tal proposito, non ricordo quando. Vero, non voglio copiarti il ragionamento ma filava che era una meraviglia e si adatta a me alla perfezione).

Dunque, se volete compilare allegramente liste anche voi, Cyberluke vi spiega dove scaricare l'elenco. Io non sarò così diligente da applicarmi su tutte in una sola volta, ma partirò da una o due. Altrimenti mi sale l'ansia. E poi devo andare in cucina tra poco, stasera hamburger alla maniera di Jamie Oliver. Stasera farò ben poco, mi limiterò al mio classico ruolo di piccolo aiutante di Babbo Natale. Pulire, asciugare, apparecchiare. Sbranare. Ma tant'è. E poi oggi ho lavorato. Io ho lavorato seduta al mac, lui ha pulito i cassoni. Figo, no?

Ah, già che ci siamo. Visto che stasera amo saltare di palo in frasca. Perdonatemi per la follia di questi ultimi giorni. Mi riferisco al cambiare continuamente layout al blog. Sono inquieta e mi sfogo (anche) così. Non trovo pace e poi, cavolo, sono una grafica, servono spiegazioni? Questo nuovo layout dinamico non mi permette di giocare minimamente con font e colori, ma gli accessi sono saliti alle stelle: credo sia divertente trovarsi di fronte a tutte queste caselline pinterestiane, e farsi ingolosire da richiami e foto schierate come soldatini. Molti di voi si sono diveriti a curiosare, a saltabeccare nel blog, almeno così dice il contatore. Non ci sono però stati nè nuovi iscritti, nè nuovi commenti, quindi devo ancora capire se il layout funziona o se vi crea intoppi, disagi rispetto a prima. Potete dirmelo soltanto voi. Mi fate sapere???? Che cari. Che pazienti.





Lista dei vestiti che indosso in questo momento.
 maglietta bianca a maniche corte, classica. non si legge più la marca. pantalone azzurro polvere mollo sul sedere, largo, vecchio. non si legge più la marca. e basta.

Lista dei nomi più bizzarri dei miei ex ragazzi (in ordine alfabetico).
i miei ragazzi hanno avuto tutti, dal primo all'ultimo, dei nomi banalissimi. tutti dei mezzi psicopatici, ma con nomi da ragazzo della porta accanto. L'unico strano è stato "Eliano". Comunque, per i più curiosi, era psicopatico lo stesso.

Lista dei fumetti che leggevo da bambina.
 
I Peanuts. 
 La Pimpa.
La Stefy.
Paperinik.
Questi sono stati i primissimi.
Poi negli anni se ne sono aggiunti una moltitudine. 

Buon sabato sera.

bazzicano da queste parti:

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