in due parole, tanto per non farla lunga.

La mia foto
Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.
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venerdì 26 settembre 2014

Mica male, no?


Mamma (molto lavoratrice)


Coppia storica.


...


Riflettevo. Alla fine... Mica male, no?
Anche senza considerare quel deliquente bandito rubacuori di quasi 12 mesi che gira qua sotto ai tavoli. Che quello toglie ogni dubbio. Tipo asso piglia tutto.
Cioè.
Noi, dico. Io.


Mica male.



martedì 31 dicembre 2013

L'amore rende banali, e noiosissimi.

Sono arrivata così tanto in fondo a questo 2013, che se mi volto riesco a vederli tutti, i lunghi e innumerevoli giorni di lotte, attese, fatiche, immense soddisfazioni, respironi presi, rincorse, amore - tonnellate di amore, vittorie, paure, ansia-ansia, sorrisi commuoventi, pianti emozionati, anche rabbia, anche incredulità.

Un anno memorabile, per me, per noi.

La mia famiglia. Quella cosa che è nata e cresciuta dapprima dentro di me, e ora intorno a me.

Il mio desiderio per il 2013 era lui, e ora che sto trascorrendo questo splendido 31 dicembre, e mi fermo a riflettere un poco, tutti gli altri desideri che posso avere mi sembrano così secondari, così futili. Irrilevanti.


L'amore rende banali, e noiosissimi. E tutto voglio fuorchè annoiarvi.

Divertitevi tanto. Non tenete da parte le energie e le piccole gioie come la formica, ma non siate nemmeno così superficiali come il grillo. Assaporate ogni istante, anche quelli più scontati, anche quelli un pò così così. Ma soprattutto divertitevi in ogni cosa che fate. Non vivete in attesa del venerdì sera, ma fate della vostra settimana un eterno sabato coloratissimo, vivace di curiosità, di spunti, di impegno, un sabato sorridente.
Se non riuscite a sorridere ogni giorno, e come darvi torto, cercate almeno di essere consapevoli, e coerenti con voi stessi.

La consapevolezza, ho scoperto solo recentemente, è ancora più importante della felicità. Quest'ultima va e viene come le stagioni. La prima, una volta acquisita, non si perde facilmente.

venerdì 1 novembre 2013

Da quella notte adrenalinica nulla è più uguale a prima.




 

La sera del 7 ottobre è nato Ettore, dopo un travaglio iniziato la sera prima e un parto naturale.

Il post potrebbe concludersi anche qua, e sono certa che capireste, capireste perchè non mi dilungo e perchè durante tutto il mese non ho scritto nulla.
 

Le mie priorità sono cambiate in maniera totale, assoluta, e questo cambiamento mi regala felicità perchè è arrivato alla fine di un lungo percorso, in un'età perfetta della vita, nella quale non mi importa più se non esco la sera, perchè ho passato mille sere fuori fino a tardi in questi anni. Non mi importa se non ho tempo di leggere le novità arrivate in biblioteca, perchè sono vent'anni che divoro romanzi ogni giorno, ogni settimana, voracemente. Non mi dà fastidio vedere qualche frammento di film alle due di notte o alle cinque del mattino senza riuscire a concluderne per intero nemmeno uno: non ho fatto altro che macinare pellicole per anni e anni con impegno e dedizione, e questo discorso posso applicarlo ad ogni altro aspetto della mia vita: l'allegato del sabato che si impila in bagno, intonso, o le ultime mostre di fotografia arrivate in città...
 

Questo momento preciso e unico durerà mesi di sicuro, e sotto molti aspetti si protrarrà per interi anni.

A poco a poco riprenderò possesso del mio corpo, delle mie passioni, e tuttavia nulla sarà mai più come prima. Da quella notte adrenalinica nulla è più uguale. E la cosa fantastica è che lo sapevo, che ero preparata, sono cazzate quelle che si dicono, che non si è preparati a una cosa come questa: se hai 35 anni e desideri così tanto un bimbo e ti impegni per averlo, il minimo sindacale è sapere bene che ci sarà una rottura totale con la vita in due, senza orari, senza grosse responsabilità se non forse quella di pagare il mutuo, che di certo non è una passeggiata ma non è nulla in confronto al prendersi cura 24 ore su 24 di una persona minuscola e totalmente indifesa che fa affidamento su di te in ogni istante della sua giornata. Sto sempre con lui, e allo stesso tempo penso continuamente a lui. Come quando mi sono innamorata del suo papà, ma totalmente diverso, mille volte più forte. Anzi, mi rendo conto che il paragone con l'innamoramento non rende affatto l'idea, nonostante Nick sia il grande amore della mia vita, e non soltanto il padre di Ettore (nella vita di molte donne, infatti, le due cose non coincidono affatto).
 

Nei giorni dell'ospedale ero eccitatissima, su di giri, energica.

Al ritorno a casa sono stata scaraventata per un paio di settimane su una strana giostra di pianti frequentissimi alternati a giornaliere spedizioni in farmacia per alleviare i mille insopportabili disagi fisici che mi hanno messa ko e resa fragilissima.
 

Ora va molto meglio. Tra poco Ettore compie un mese. Sta bene, è vispissimo. Lo amo di un amore totalmente diverso dagli altri amori della mia vita.
 

Anche io sto piuttosto bene e posso già infilare alcuni dei jeans dello scorso inverno. Sono persino stata a tagliare i capelli. E anche scrivere questo post mi ha fatto stare molto bene. Quindi spero di tornare presto da voi, e che vi abbia fatto un pò piacere ritrovarmi. Vi abbraccio, ora devo dedicarmi al mio terzo pasto del giorno che coinciderà con il sesto pasto di Paterlino. E poi insieme visiteremo la notte, che dicono ha due anime e un letto e un tetto di capanna utile e dolce come ombrello teso tra la terra e il cielo.
 

E tanto, tanto altro ancora.




sabato 3 agosto 2013

La felicità si racconta male perché non ha parole.

"La vita era come una strana vacanza. Mai Jules e Jim avevano giocato una partita a domino così importante. Il tempo passava. La felicità si racconta male perché non ha parole, ma si consuma e nessuno se ne accorge."
 (Jules e Jim, 1962)

venerdì 7 giugno 2013

Pa amplificata.


Nulla da fare, se mi blocco nello scrivere per qualche giorno di troppo, poi vengo risucchiata nel gorgo delle mille giustificazioni, dei mille impegni lavorativi, del “e poi a chi vuoi che interessi l’ennesimo parere su Sorrentino?” e così via. tutte cose vere: il mondo non ha bisogno di un’altra inutile recensione scritta da una sconosciuta, e io sono sul serio sommersa di lavoro, però a questo punto perchè tenere un blog, un blog deve aiutarmi a sconfiggere la pigrizia, ad aprirmi al mondo un pò di più perchè spesso sono troppo riservata e questo stare per conto mio passa per freddezza, per disinteresse nei confronti degli altri, per snobismo. chi mi conosce bene sa che non sono così.

La causa profonda del mio scomparire in realtà la conosco fin troppo bene, e va affrontata, sviscerata, altrimenti non mi sento più me stessa, in questo spazio: voi ve ne accorgete, lo percepite. alcuni di voi, per lo meno.

Mi sta capitando una cosa. pensavo che questo fatto mi dovesse cambiare radicalmente e invece non è così, è molto più complesso e affascinante di così. è una cosa che amplifica alla massima potenza tutti gli aspetti della mia persona, e intendo anche i difetti, eh. ma le sfaccettature belle si fanno più belle. cioè, sono sempre io ma potenziata a mille. è come prendere una droga fortissima che però non fa male alla salute. vedo tutto più vivido, i suoni sono più intensi, i colori più lucidi, le emozioni più vibranti, la rabbia più motivata. le energie sono del tipo costruttivo, e riesco molto facilmente a capire cosa è fondamentale nelle mie giornate, e cosa è inutile e addirittura dannoso, per poi scartarlo.
non sapevo che fosse così, forse per molte non lo è, ma per ora mi piace un sacco.

Aspetto - aspettiamo - un bambino. già da 5 mesi, che sono volati. è questo il trucco!

Il mio blog, quindi, non deve cambiare: forse evolversi, ma non deve assomigliare ad un’altra persona, e vi tranquillizzo, non diventerà l’ennesimo noiosissimo polpettone pieno di consigli su torte bio o farcito di colorini pastello e di cuccioli con occhioni sognanti. però non devo neppure far finta che sia tutto uguale a se stesso: per ora, infatti, è tutto più bello. anche una serata al cinema è diventata un’esperienza potentissima.

Sia Sorrentino che Baz Luhrmann mi hanno stregata, per entrambi mi sono fiondata nelle sale nei primissimi giorni di uscita, ed è stata una giravolta, un turbinio; è stato fantastico. sarò l’ultima a scriverne, ma nei prossimi giorni vorrei farlo. aspettatemi. ho un ritmo tutto mio. un ritmo nuovo, incalzante ma alieno nella sua compostezza, al quale devo pur sempre abituarmi.

mercoledì 3 aprile 2013

Ieri sera ho ricevuto in dono un harlem shake.




Chi riceve un mazzo di rose.
Chi una confezione di paste.
Dopo una lunga giornata di lavoro, può arrivare un regalo romantico ogni tanto.
Ieri sera ho ricevuto un Harlem Shake.
Ve lo mostro fiera.
É stato realizzato in cinque minuti nella mia camera da letto, a mia insaputa.
Cose che capitano, a casa mia.



domenica 24 marzo 2013

Nei nervi della vita.



















"...sentendo che eravamo arrivati alla soglia e stavamo per oltrepassarla, e quell'indugiarci accanto, sopra, vicino, era un modo per prolungare, e ogni parola era una proposta, ogni proposta un viaggio. Io volevo viaggiare dentro la sua pelle, subito. Sono sempre stata impulsiva, ma Francis, senza dirlo mi frenava. Eppure eravamo nei nervi della vita, eppure eravamo dove si guarda così lontano che di più non si può. Potevo avere fretta - tutto poteva cambiare, diventare rapidissimo e fuggire - ma la fretta avrebbe inquinato ogni cosa (anche il suo sguardo, il suo odore)."
Diario di una blogger, Francesca Mazzuccato

lunedì 28 gennaio 2013

I nuovi Baustelle: brividi!



Nei tramonti dentro
gli occhi tuoi
e lungo i viali
di Parigi o di Los Angeles
ritrovo il mondo,
nei fiori di campo
e nei passeri se nevica,
li vedo campare
senza niente da mangiare
osservo Dio, lo lascio fare.
Certe notti da nevrastenia
da soffocare
apro la finestra
e volo via
si fa per dire
Come la ginestra
nata sulla pietra lavica
mi vedo lottare
come mosca nel bicchiere
eppure Dio, lo lascio fare
La morte non esiste più
non parla più
non vende più
mio folle amore.
La vita non uccide più
i nostri baci
i nostri sogni
e le parole.
Il tempo non le imbianca più
e non si seccano
a lasciarle stese al sole.
Stringimi le mani,
non è niente,
che la guerra passerà.
Certi inverni freddi
certi guai
mi fan paura,
prego nel restare
ancora qui
mi illudo ancora.
Poi improvvisamente
arrivi tu
sorridi e penso che
non ho più timore
lascio correre
il dolore
non c’è più
e niente muore
baby
La morte non esiste più
non parla più
non vende più
mio folle amore.
La vita non uccide più
i nostri baci
i nostri sogni
e le parole.
Il tempo non le imbianca più
e non si seccano a lasciarle stese al sole.
Credimi,
morire non è niente
se l’angoscia se ne va!
La morte non esiste più
non compra più
non vende più
mio folle amore.
La vita non uccide più
i nostri baci
i nostri sogni
e le parole.
Il tempo non le imbianca più
e non si seccano a lasciarle stese al sole.
Parlami d’amore,
nonostante la stagione che verrà.

(francesco bianconi, baustelle)

mercoledì 2 gennaio 2013

Giorni di festa puliti, illuminati bene.


Le mie vacanze di natale sono durate 11 giorni.
Ci sono tante cose che non ho fatto: non sono partita per nessun viaggio. Non sono mai stata in palestra (ma giustificata dalla chiusura, eh!). Non ho letto libri (!!!). Non ho lavorato. Non mi sono ammalata (a parte 24 ore di nausea da troppo cibo e ossa rotte tra il 30 e il 31, tipo - momento che per me, da decenni, è delicatissimo: somatizzo l'odio profondo per san silvestro tentando di sottrarmi a ogni forma di festa, divento una sociopatica molesta, poi all'ultimo momento utile mi passa e alla fine vengo comunque percepita da tutti come un'adorabile calma e dolce ragazza).

Ma ecco invece cosa ha colorato i miei giorni.
Ho letto fumetti. Ho visto qualcosa come una quindicina di film, temo siano stati di più. Una lunga serie di serate avvolta in 2/3 plaid, a macinare horror di serie b e commedie di Woody, selvaggiamente. Più del solito. Sullo schermo grande, ma anche su quello minuscolo del portatile (mai al cinema perchè la programmazione di queste feste era semplicemente offensiva).
Ho affrontato la nebbia lodigiana per recarmi in fattoria a comprare formaggi e cotechini freschi, per poi sorseggiare the marocchino dalla zia n. 1 e divorare polpette dalla zia n.2, ma attenzione: erano le polpette come le faceva mia nonna, o quasi - un'esperienza grossa capace di farmi ritornare all'età di 4 anni.
Ho mischiato allegramente birra e vino con gli amici, e poi ancora rosso e bianco, mai fino a starne male ma sempre fino a riderne molto.
Ho partecipato a un grandioso pizza party. Ho fatto visita alla vicina di casa più simpatica e ho ricevuto da lei olio, olive e torcetti siciliani. Ho invitato amici qui da me, per sbocconcellare cosette varie e guardare video a ripetizione su youtube.
Ho festeggiato il compleanno del mio grande amore passeggiando in centro e gustando lentissimamente una colazione alla Rinascente. Ho cucinato due cheesecake al cioccolato. Ho trascorso un lungo, caloroso e corroborante natale. Ho dipinto con il rosso, il verde e il blu un elefante di legno assieme a un bimbo di 5 anni. Ho fatto pulizie nei cassetti, sugli scaffali e nella dispensa della mia cucina. Ho passeggiato sotto a un sole primaverile al parco di Monza. Ho visto la mostra di Joachim Schmid al MU.FO.CO. di Cinisello, e mi sono persa nel nuovissimo centro culturale Pertini, lì a due passi: visitatelo, è un posto incredibile, vorrei viverci di fronte per poterci entrare compulsivamente!
Sono stata al ristorante cinese e, come ogni volta che ci vado, mi sono divertita a livelli adolescenziali. Il cinese mi fa sentire così, non si sa perchè. Ho trascorso una splendida mattina in Triennale, con la luce che ci avvolgeva in caffetteria, e le mostre come sempre intriganti, inaspettate. Ho mangiato focaccia calda in una delle più antiche panetterie milanesi. Ho visitato dopo anni la pinacoteca di Brera, e che meraviglia! qui, a portata di mano, e chissà in quanti non ci vanno mai! Ho visto Vallanzasca al lavoro in Santa Maria Segreta e sognato (per ora) di cenare da Cracco. Ho fatto la classica spesona del 30 dicembre. Sono sprofondata sotto al piumone alle quattro del pomeriggio. Ho impersonato un piccolo aiutante elfo nel cucinare pollo all'inglese + alchenchengi al cioccolato fuso + spaghettini ai ricci di mare, soia e sesamo + gallinelle di mare con patate, caviale, maionese e verde di stagione. Ho fatto una gran scena nel servire tutto questo. Mi sono truccata benissimo gli occhi la notte del 31. Ho postato scatti su instagram ma senza strafare, pochi al giorno. Nelle prime ore dell'anno ho stravinto in una lunga partita di Monopoli, con i miei amici ridotti sul lastrico e io ricoperta di banconote da 500, il tutto sorseggiando brut per circa 6 ore, ma sempre molto lentamente.

è stato bello. strano. normalissimo. vita sospesa. vita e basta.

ora ricomincia tutto più che mai, e ho l'impressione che in questo 2013 mi toccherà nel bene e nel male fare i conti con la me stessa adulta, responsabile e coraggiosa che qualcuno intravede, forse, ma della quale in molti nemmeno sospettano l'esistenza.

meglio così. li stupirò.

non è che non mi spaventi, tutto questo.

giovedì 7 luglio 2011

Senza titolo, ragionamenti misti su Mac, Milano, 2011





Sono incazzata, ma così incazzata.
Sono incazzata per tanti di quei motivi.
Se mi lamento di ciò che non va, sto piangendomi addosso, e nessuno vorrebbe mai essere una persona che si piange addosso, e neppure io.
Se sorrido a tutti mi sento falsa, e comunque faccio fatica, e che fatica; e la vita è già faticosa così; e poi odio essere falsa.
Se resto amorfa ed inespressiva... Bhè, tanto non ci riesco, e non mi piace esserlo; e comunque sto parlando troppo di me. E non mi piace neppure questo.
Se piango, sono irreparabilmente noiosa ed infantile.
Se mollo tutto fuggo via, sono un'irresponsabile.
Se subisco, non sarò fiera di me stessa.
Se accetto tutto e tutti incondizionatamente, mi prosciugo e poi mi ammalo, perchè reprimere la rabbia fa male.
Lo so che poi il fatto è che sono solo tanto stanca.
Lo so che ho bisogno di novità buone, di cambiamenti, di una ventata di gioia.
Lo so che tanti al mondo non hanno un amore, non hanno un lavoro, e quindi io non ho il diritto di, eccetera eccetera.
Lo so che sono brava nel mio lavoro e tanti si fidano di me e credono in me. Eccetera eccetera. Il che poi si traduce con: approfittiamone, rubiamo a piene mani del suo tempo e della sua passione, è tanto buona quanto...

Pensate che anche leggere Hemingway stasera mi ha fatto infuriare.
Gran genio.
Ma con tanto di viaggi di nozze di 24 mesi, bambinaie, amanti e massicce dosi di alcool.

Siamo noi trentenni italiani in questo 2011 che è peggio del 2010 che era peggio del 2009, ad essere i veri eroi.
Altro che i toreri di Pamplona, o gli americani ricchi degli anni venti, o le mogli abbronzate e psicotiche degli americani ricchi di un secolo fa.

Buona serata.

mercoledì 15 giugno 2011

intervista a nick.

Sono sparita per un pò
perchè mi sono ammalata.

E poi perchè il lavoro ha raggiunto
un tasso di stress molto elevato,
ma rimarrà tale per tutta l'estate,
mentre invece spero che la febbre passi in fretta...

Stasera pubblico l'intervista di Nick;
non fate quella faccetta, guardate che vale eh?
Possiede ben due blog
quindi rientra appieno nella categoria!
Ahahahhahaah!






nome
Nick

nome dei suoi blog
Non sono obiettivo
This is not a camera

di cosa parla
delle sue fotografie
come l'ho conosciuto
Ci siamo conosciuti una vita fa.
Mai più lasciati da mezza vita fa,
(che comunque sono già un pò di annetti se fate i conti...
)




intervista



Hai un soprannome?
E se sì, ci racconti come è nato?

Se non lo sai tu...
BANTU, in caso te lo fossi dimenticata...
Il fatto di come è nato mica me lo ricordo più,
ma lo sai che dopo il carro armato
la mia vita non è più stata la stessa.

Come è iniziato il tuo blog?
Quale? La risposta è semplice:
passione antica + poco tempo = blog inconcludenti.

Da piccolo cosa volevi diventare?
Grande, ero un bambino tranquillo
ma pensavo che adulto avrei avuto meno problemi.
Ah, ma tu dicevi che lavoro volevo fare grande?
Non avevo un’idea precisa,
a differenza di tutti i calciatori e cantanti wannabe
che sono finiti delusi e addolorati da una vita normale...
Mi sarebbe piaciuto fare l’archeologo,
amavo i dinosauri, ma ero veramente piccolo a quel tempo...
Poi, tipo l’altroieri, il fotografo.

Se potessi essere il protagonista di un film, chi saresti?
Sicuramente il protagonista senza nome di “fight club”.

Cosa fa di un giorno come tutti gli altri
un giorno di vacanza?

Nell’ordine:
svegliarmi accanto al mio amore sorridente,
o, se non sorride, quantomeno fa sorridere me parlando nel sonno
vedere che c’è il sole
una buona colazione col giornale
trovare posto in treno e poter leggere il mio libro in santa pace
un sorriso, uno qualunque, colto per strada
il cappuccino take away di via tortona
tutto questo prepara una grande giornata!

La mansione che ti piace di più svolgere al lavoro.
Leccare i francobolli.
mi da una soddisfazione!
scherzo.
coordinare al meglio il flusso di informazioni.

Qual è la musica che ti fa ballare?
Boh, un pò tutto.
non conta la musica, conta il mood!!

Una cosa che da piccolo ti faceva tantissima paura.
Il buio!!ero terrorizzato... poi un giorno mi son detto
che la fuori dal piumone non c’era nulla, e ho guardato.
e cazzo, il babau era li che mi alitava sulla faccia
il suo alito nero e fetido.

Quello che più ti terrorizza ora che sei grande.
Niente, ma non per scherzo, non c’è nulla che mi terrorizza,
nulla che non possa essere affrontato.

Il libro che regaleresti al tuo migliore amico.
Ma che domande....il libro più bello del mondo, no?
Moby Dick

e poi, nell’ordine:
viaggio al termine della notte
il pasto nudo
storie di ordinaria follia
fight club

il resto è fuffa.

Sei un nerd?
Col cazzo.

Qual è lo sport che ti sei rassegnato a fare
per far finta di non essere
un nerd?
Nessuno sport per ora, purtroppo.
Attendo ciò che sai, prima.

Se tu fossi un pittore,
che cosa raffigurerebbero le tue tele?

Semplice: concetti.
Come Fontana.

Twin Peaks: quale era il tuo personaggio preferito
(non per forza quello in
cui identificarsi)?
La signora col tronco, e non è nerd apprezzarla.

Come sei vestito in questo momento?
E, se potessi scegliere, cosa

indosseresti per tutta la vita?
Sono nudo davanti al pc, come la canzone dei Faith no More
dal disco “king for a day, fool for a lifetime”,
che per inciso, per me è uno dei più belli, anche se “angel dust”
(quello dove mike patton mangiava la merda)
si difende bene, e no, non sono nerd.

Il cibo di cui non riesci a fare proprio a meno.
Boh... Il creme caramel credo.
E pensa, avrei una citazione pure per il creme caramel:
era il cibo preferito del nemico di Alita,
dal fumetto omonimo, e no, non sono nerd.

Il difetto che più ti fa impazzire nella persona amata.
Impazzire di gioia o di rabbia?
Specifichiamo, cavolo, come diceva Moretti,
le parole hanno la loro importanza.
Comunque:
di gioia, che mi masaro di tenerezza, la miopia.
Di rabbia, la totale mancanza di logica nell’affrontare
problemi o situazioni tese.

Descrivi cos è, per te, un momento di felicità perfetta.
Quel momento che sei teso sei teso sei teso e poi ti rilassi e senti “PLONF”!
Guarda che alla fine la felicità si riduce tutta alle piccole cose, eh...

Stai detestandomi per questa rottura di palle dell'intervista?
No, devo?
Ti starò ancora simpatica o hai capito solo adesso quanto posso essere rompicoglioni?
Mah, sul quanto puoi essere rompicoglioni sono un esperto a livello interplanetario...

I bambini, sono di sinistra?
Sono dei porci fascisti.
Loro e il loro schifosissimo Nintendo DS,
che è il manganello mentale della loro generazione.




Ringrazio vivamente Nick, per il suo linguaggio sempre delicato e le sottili metafore.
Naturalmente lo ringrazio anche per mille altre cose,
e se non lo amassi già, dopo queste riposte
capitolerei in fretta!


Cosa abbiamo in comune???
Delle cose che elenca ben poco
(però è il primo che mi sa rispondere a tono su Twin Peaks, eh).
Nella vita reale, che non è internet, moltissimo.





Chi manca all'appello, con le sue risposte, si dia da fare!
Ricordate le foto!



domenica 22 maggio 2011

martedì 10 maggio 2011

Wearenottwoweareone.



Where are you going I don’t mind
I’ve killed my world and I’ve killed my time
So where do I go what do I see
I see many people coming after me
So where are you going to I don’t mind
If I live too long I’m afraid I’ll die
So I will follow you wherever you go
If your offered hand is still open to me
Strangers on this road we are on
We are not two we are one
So you’ve been where I’ve just come
From the land that brings losers on
So we will share this road we walk
And mind our mouths and beware our talk
’till peace we find tell you what I’ll do
All the things I own I will share with you
If I feel tomorrow like I feel today
We’ll take what we want and give the rest away
Strangers on this road we are on
We are not two we are one
Holy man and holy priest
This love of life makes me weak at my knees
And when we get there make your play
’cos soon I feel you’re gonna carry us away
In a promised lie you made us believe
For many men there is so much grief
And my mind is proud but it aches with rage
And if I live too long I’m afraid I’ll die
Strangers on this road we are on
We are not two we are one
Strangers on this road we are on
We are not two we are one

The Kinks - Strangers

domenica 27 marzo 2011

la vita quotidiana a paderno ai tempi del bel tenebroso - parafrasando.


e dopo essere sparita causa chiusure di libri e mostre, sono sparita nuovamente per prendermi cura di questo losco individuo; nei ritagli di tempo, poi, mi è necessario prendermi cura di me. sono tornata a fare un fantastico trattamento shatsu con andrea - grazie caro - e cerco di dormire tutte le volte che posso. la cura del tenebroso è più complicata, è fatta di termometri pasticche cremine sveglie puntate lavatrici pastine rassicurazioni. ho le pile scariche da troppi mesi, e non sono l'unica in famiglia. è stato un periodo davvero troppo strano caotico cupo.

15 minuti dopo. sono tornata a rileggermi il post perchè era davvero scritto da cani, prima mi ero appena alzata ed avevo un occhio aperto ed uno già cisposo in modalità notturna. fare errori d'ortografia sul blog è una cosa che davvero mi inviperisce! Ad ogni modo, recensioni di film non ne ho, ne inizio tanti ma non riesco a portarne a termine uno, anzi uno forse sì, ho visto finalmente molto in ritardo Il mare dentro di Alejandro Amenábar, una settimana fa, e mi ha commossa e riempita gli occhi delle meraviglie di certi posti, e di vita.
Libri invece: sto assaporandomi l'ultima fatica di Brizzi, La vita quotidiana in Italia ai tempi del Silvio.
Brizzi meriterebbe un post tutto suo da tanto è presente nella mia vita (ho letto tutti i suoi romanzi e saggi, lo seguo da quando conosco Nick, ed ha anche la sua stessa età). Da quando ha inziato poi a camminare come un pazzo per il mondo con i suoi soci e a percorrere gli antichi sentieri calpestati dai nostri avventurosi avi, mi sta nettamente più simpatico. (Per la cronaca, io sono il tipo di donna che preferisce Bastogne a Jack Frusciante)
Credo che dopo tutti questi anni la maggior parte di voi lo conosca, comunque ecco qua l'ennesima bella faccia da schiaffi che pubblico. Una in più una in meno! A me piacciono così!





giovedì 6 gennaio 2011

Questa città che sanguina. Questi dieci anni.


Oggi non sto davvero al top, proprio no, 
e mi pare crollarmi il mondo addosso, 
ma dal momento che si narra oggi siano dieci anni
che una certa persona non fa altro che
sopportarmi e supportarmi ed emozionarmi,
ecco alcune righe tratte dal romanzo che sto leggendo,
o almeno cercando di leggere:

"Ci sedemmo e parlammo e bevemmo 
e scoprimmo che vivevamo nello stesso edificio 
dello stesso college, che erano un pò di giorni 
che mi teneva d'occhio, che mi aveva visto passare lì davanti 
prima e mi aveva riconosciuto più di quanto 
pensava avrebbe dovuto fare. 
Come un vecchio amico che non lo è ancora diventato, 
ecco come descrisse lei quella sensazione. 
Ci baciammo delicatamente, 
accucciati nell'angolo con la mia giacca sopra le gambe. 
Le giornate si tingevano d'oro."
(Alex Preston, Questa città che sanguina, Elliot Edizioni, 2010)

venerdì 24 dicembre 2010

BUON COMPLEANNO NICKONTHEWALL!




BUON COMPLEANNO 
NICKONTHEWALL!

La prima foto ce l'ha scattata Agnese domenica, alla festa a sorpresa che ho organizzato per Nick e che è venuta benissimo fra l'altro!
Le altre le ha scattate Nick durante i mesi di novembre e dicembre, a sfregio di tutte le sfighe e le brutture...
CE LA FAREMO!
Perchè, come dicono Dino e Graziana,
"Ucciderò Garibaldi!"
(questa non la può capire nessuno mi sa, 
solo loro che però non vanno sui blog)



giovedì 25 novembre 2010

Per ora noi la chiameremo felicità.


(so che non si capisce, ma se cliccate 
sulla scritta viola vi catapultate sul video)





dedicata a te e a tutto quello che eravamo quando tutto sembrava più semplice e al tempo stesso più difficile; ricordo tutto, e tutto mi fa compagnia, nei momenti faticosi; ricordo ogni respiro, ogni sorriso commosso, e imbarazzato; ogni telefonata chilometrica e quelle lettere scritte su VERA carta con una VERA penna bic smangiucchiata. l'agenda che riempivo di momenti fatti di te, costruiti a volte sul nulla, un nulla che si è rivelato con il tempo molto più di tanti tutto di tanta altra gente; le tue foto scattate in bianco e nero molto contrastato. la tua testolina contrastata. la musica. le lacrime. e non è vero come dici tu che ricordare non serve a nulla. a me serve per mettere assieme i pezzi, per sentirmi anche in pace con le mie contraddizioni; per scavare a fondo. fondamentalmente sei tu, è la tua persona che assolve al compito di far quadrare tutti i tasselli anche quando sembra che sia solo il caos a regnare. anche adesso. sempre.

lunedì 22 novembre 2010

Sì, lo so.









Per tutte questi nuovi scatti che ho scoperto devo ringraziare il sito http://madame-g.diary.ru/ che, evidentemente, appartiene ad un'appassionata del genere.

Sì, è un post superfrivolo, impegno zero, resa massima. Sì, non mi vergnogno nemmeno un pò. No, non preferisco Ryan Reynolds. No, non mi frega nulla del parere di People. Sì, stasera non mi rivedrò Closer per l'ennesima volta, ma mi guarderò tutto Saviano. No, non mi è migliorato l'umore nel frattempo (vedi ultimi post). Sì, Jude law sta invecchiando, è sempre più stempiato e dovrebbe farla finita con quel ciuffettino patetico. Verissimo. No, non preferisco il marito della Johansson. Sì, col marito che ho dovrei fregarmene di tutti questi energumeni d'importazione. Sì, perchè il mio migliora ad ogni anno che passa. Sì. Lo so che io invece assomiglio ad Arale, piccoletta e con gli occhiali. Ma lui ha scelto me!


E ora, attendiamo tutti con ansia di ascoltare in diretta i valori della Lega.



bazzicano da queste parti:

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