in due parole, tanto per non farla lunga.

La mia foto
Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.
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martedì 26 marzo 2013

Liebster Award. Stremante.

















Arrivato oggi un nuovo premio.
I premi non si rifiutano, si ringrazia e se si è pazienti e diligenti come me si risponde a tutte le domandine ben bene.

HAAAAAAAARGGGGGHHHHHHHHHHHHHHH!

Ecco i sei passi da seguire per chi è investito da questo premio, l'altisonante Liebster Award:

1) ringraziare chi ha assegnato il premio citandolo nel post.

Grazie Luke. Sei dolcissimo.
Poi la prossima volta se non sai che premio darmi mi servirebbero: un nuovo Iphone, un Kobo, una Leica, delle cuffie nuove. 


2) rispondere alle undici domande poste dal blog che ti ha premiato.

1) Come ti piacerebbe lasciare questa valle di lacrime?
Sarò banale, ma il più tardi possibile e senza accorgermi. Sì, lo so, è banale. E ora cambiamo argomento.

2) Vorresti rinascere uomo/donna?
Direi uomo, amo i cambiamenti! Ma salterei l'adolescenza.

3) Se ottenessi dei superpoteri, li useresti per fare del bene o per farti gli affaracci tuoi?
Per fare del bene e anche per farmi gli affaracci miei. Li userei a profusione, senza badarci troppo, divertendomi un mucchio.

4) Se potessi ottenere il controllo totale sulle tue emozioni, useresti questo controllo?
No. Sarebbe terrificante.

5) Come dev'essere la tua doccia perfetta? Dev'esserci musica, silenzio, candele, quanto deve durare?
Lunghissima. In silenzio. Con un grosso sapone di Aleppo. Caldissima. E dentro io da sola, perchè fare le cose in doccia non è che mi sia mai tanto piaciuto.

6) Dall'inizio dell'anno, hai pianto almeno una volta?
Sì. Che domanda è!

7) Se arrivasse satana in una nuvola di zolfo puzzolente e ti proponesse il solito Patto (magari non in cambio dell'anima, perché non si sa mai), cosa chiederesti?
Avrei un sacco paura di fare un patto! Non vorrei parlargli.

8) In quale serial tv vorresti vivere? E perché?
Vedo pochi telefilm. Non vorrei vivere in nessuno dei pochi che vedo. A questo punto, a costo di ripetermi, vorrei capitare a Twin Peaks per conoscere tutti quei personaggi stralunati e bere il famoso caffè nero con Dale Cooper. Perchè? Perchè amo tutto ciò che viene partorito dalla testa di Lynch e mi ci sentirei per assurdo un pò a casa.

9) La cosa più idiota che hai fatto per amore?
Aspettare ore e ore. Aspettare all'angolo di una strada, aspettare una telefonata, aspettare in un locale; ero una professionista dell'attesa. Poi mi sono stufata - parecchio poi - e ho capito che potevo essere molto più felice di così; questo avveniva tanto tempo fa per fortuna.
 
10) Mai fatto uno strip-tease per qualcuno?
Sì, tante volte ma sempre così per ridere, mai una volta in modo serio, non è qualcosa da fare seriamente, perchè alla fine si risulta tutti un pò patetici, dai.

11) Cosa pensi che ti salverà? (interpretazione libera)
La bellezza. Ossia la poesia. Mi salverà saper trovare ogni giorno un pò di poesia nella mia vita.
 

3) scrivere undici cose su di te.

In vacanza mi piace andare in albergo: non in appartamento e non in tenda, tantomeno in camper. E sempre meglio tre giorni a Parigi che un mese a Rimini.

Non mi piacciono le persone che si prendono troppo sul serio.

Mangio cipolle, aglio, peperoni, broccoli, barbabietole, rapanelli, cime di rapa, e molto altro con gusto. Odio gli ananas e le torte con la panna.

Il cinema è la mia personale psicoterapia. Adoro vedere film e non mi stanco mai. Adoro anche i libri sul cinema e parlare con gli amici per ore di film visti, fare classifiche di attori, di registi e altre cose così.

Con la letteratura forse ho un rapporto più riservato. Ma non meno intenso.

Odio gli sport ma fisicamente non sono affatto pigra: non sto mai davvero ferma, nemmeno quando dormo, mai.

Alcune fra le prime parole che ho detto da piccola sono state "ESSE-TI-O-PI!" leggendo le lettere per strada, sull'asfalto, e "Telefunken!", fissando la tv di casa.

Sempre da piccola ero un portento nel disegno e nei temi. La maestra appendeva i miei disegni alle pareti e mi mandava nelle altre classi a leggere i temi. Tutto davvero molto traumatizzante, non so come ne sono uscita, forse non ne sono affatto uscita.

Lo smalto colorato mi piace molto sui piedi ma non sulle mani.

Non mi piace esprimere in modo sdolcinato le mie emozioni e il mio affetto.
Mi imbarazza chi lo fa con facilità anche con gli estranei. 

Non riesco a vedere i fantasmi ma so benissimo che ce n'è uno qui da noi in casa, da anni.


 4) premiare undici blog che hanno meno di 200 followers. 

Ecco qua:

marta
V
kovalski
marta coi fiori
ale 
la Tribbiani
anna
il marconi
garba
vero
l'ale


5) formulare altre undici domande a cui dovranno rispondere gli altri blogger. 

1. Non ti fa incazzare tornare di nuovo a votare? voterai?

2. Quando è stata l'ultima volta che hai comprato un cd di musica?

3. In che film ti piacerebbe abitare?

4. Negli anni prima di avere un blog, scrivevi un diario?

5. Le milanesi se la tirano? E quelle dell'hinterland con il naso grosso che non vestono mai di nero? Vale? Se la tirano lo stesso perchè comunque abitano in provincia di Milano?

6. Leggi ancora su carta o hai smesso del tutto?

7. Non pensi come me che alle 22,40 di un giorno lavorativo sarebbe meglio essere su una veranda, con una birra in mano e tanto glicine tutto attorno?

8. Ti sei mai innamorato/a di qualcuno dopo soli 5 minuti? è durata?

9. Sai già dove sarai in agosto? E a pasqua? Sai già che farai domani sera?

10. Trovi poi così importante e realistico essere sempre felice, o c'è qualcosa di più, di oltre?

11. Questo nuovo papa non ti lascia, e che cavolo, semplicemente indifferente?


6) informare i blog del premio.

Ora vengo ad avvisarvi. 
Sarò il vostro incubo peggiore.

martedì 12 marzo 2013

Mentre piove.


Oggi, per quanto io detesti la pioggia, sto amandola perchè mi appare evidente che si tratta di un assaggio di primavera, con queste improvvise schiarite del cielo, queste strie di giallo un pò sporco e di celestino polvere a tratti; e poi ancora il grigio, e tanta acqua, e la pashmina ben calda attorcigliata addosso, però tanta luce per tante ore al giorno e speranze, e voglia di.
Ho avuto un vero e proprio blocco con il blog, e non è detto che sia passato: ogni cosa che avevo in mente di scrivere mi sembrava stupida, i miei pensieri fugaci mi sono sembrati di nessuna importanza, e troppo privati, troppo miei. Le recensioni mentali che scrivevo dei mille film visti e dei molti libri letti, prive di spessore e di interesse rispetto alle vostre, spesso così approfondite e cervellotiche. Ditemi, qual è il segreto che vi spinge a scrivere ogni giorno con così tanto impegno e cura? Avete qualche consiglio da darmi? Apprezzate soltanto i blog a tema (quelli di cinema, di moda, di cucina) o vi sembra possano avere un loro senso anche quelli apparentemente sconclusionati come il mio, che divagano e cambiano registro con facilità e indolenza?


foto © Luca Ravagnan
La pioggia sul tavolino [Vigevano, 1999]

lunedì 5 novembre 2012

Intervista a Margherita.

Nel giugno 2011 ho avuto la fortunata idea di stendere questa intervista per i miei amici blogger. Da quel momento, ogni volta che qualcuno di voi risponde a questo post regalandomi un pezzettino di sè, per me diventa una bellissima giornata. Quindi, se siete capitati qui per caso o ci venite abitualmente, se vi va, se la cosa vi piace, vi invito a raccontare i fatti vostri attraverso le mie domande.

Oggi mi va di presentarvi Margherita.




nome
Margherita
nome del suo blog
di cosa parla
di cinema, di libri
come l'ho conosciuta
a zonzo nella rete


intervista


  Hai un soprannome? E se sì, ci racconti come è nato?
Non ho un soprannome specifico ma nessuno mi chiama mai Margherita per intero; posso essere Marghe, Marghi, Gheri, Margot, Maggie, Marghez, Marghe'50 ma mai Margherita!

Come è iniziato il tuo blog?

Ho iniziato a dicembre 2010, qualche mese dopo la laurea magistrale, un po' per passare il tempo in una fase di horror vacui da post laurea, un po' perché avevo voglia di uno spazio tutto mio in cui riversare le mie passioni e condividerle in rete.

Da piccolo cosa volevi diventare?
Un'insegnante. Passavo ore a giocare alla maestra rivolgendomi ad un pubblico di alunni immaginario. Non lo sono diventata ma ancora oggi mi piace correggere, bacchettare, criticare, dare voti mentali, fare recensioni di ogni forma di vita, assegnare pagelle a cose che amo o odio!

Se potessi essere il protagonista di un film, chi saresti?
Mmm, difficile dirlo e scegliere un solo film. Così di getto mi viene da dire Annie Hall di “Io e Annie” per poter stare con il mio amato Woody Allen e farmi dirigere da lui. Adoro follemente quel genietto occhialuto e misantropo!

Cosa fa di un giorno come tutti gli altri un giorno di vacanza?
Cose semplicissime, un tipo di evasione molto basic ma fondamentale per me: fare shopping e incetta di anelli, bracciali e collane low cost, preferibilmente da H&M, con una cara amica, cenare in una trattoria tipica siciliana con pochi amici ma buoni, andare al cinema con il mio ragazzo a vedere un film speciale.

La mansione che ti piace di più svolgere al lavoro.
Al momento sono alla ricerca di lavoro ma quando lavoravo nella redazione di una rivista mensile adoravo fare l'editing dei testi e la correzione di bozze. Amando molto scrivere mi piace molto anche lavorare sulla scrittura e tentare di perfezionarla.

Qual è la musica che ti fa ballare?
Odio ballare, sono disarmonica e goffa! Però adoro i R.E.M. e spesso improvviso balletti domestici sui loro pezzi (quando ascolto What's the Frequency, Kenneth? per esempio, tento scandalosamente di imitare le movenze di Michael Stipe!)

Una cosa che da piccolo ti faceva tantissima paura.
Una cosa assurda e insolita, vista al tg e in un film televisivo nei primi anni '90, ricordo che rimasi sconvolta e impaurita (più che con il pagliaccio di IT): il polmone d'acciaio, una sorta di enorme tubo terapeutico da cui fuoriusciva solo la testa del paziente. Sono stata sempre paranoica e ipocondriaca e le mie paure si sono quasi sempre incanalate in ambiti sanitari e medico-scientifici!

Quello che più ti terrorizza ora che sei grande.
Vedi ultima riga sopra!.

Il libro che regaleresti al tuo migliore amico.
Penso uno di Roth come “Ho sposato un comunista” o “Sostiene Pereira” di Tabucchi o “Libertà” di Franzen. Nel dubbio prenderei un classico di Dickens!

Sei un nerd?
Tendenzialmente sì. Sono imbranata, con poco senso pratico, non so guidare bene, non ho senso dell'orientamento, non faccio sport, sono poco socievole, vedo più film che gente, leggo molti libri chiusa in camera, uso collant colorati e accessori molto poco sexy...Ma non sono brava con la matematica e le tecnologie, sono più una nerd umanista!

Qual è lo sport che ti sei rassegnato a fare per far finta di non essere un nerd?
Come già detto, non pratico nessuno sport. Odio gli sport, odio faticare e sudare, odio le palestre e i palestrati, odio chi va a correre, odio l'abbigliamento sportivo. Sono per i divani, le coperte, le tisane calde e per il bradipismo!

Se tu fossi un pittore, che cosa raffigurerebbero le tue tele?
Donne di fine ottocento con abiti pomposi, ombrellini, velette e libri sotto braccio, qualcosa alla Renoir.

Twin Peaks: quale era il tuo personaggio preferito 
(non per forza quello in cui identificarsi)?
Sono un'amante delle serie tv ma non ho mai visto Twin Peaks e il motivo è perché non amo Lynch, mi disturba e mi stranisce come pochi. Mulholland Drive mi ha fatto venire un senso di inquietudine davvero troppo fastidioso.

Come sei vestito in questo momento? E, se potessi scegliere, cosa indosseresti per tutta la vita?

Adesso indosso una camicetta bianca a pois neri con sopra una giacchina nera di cotone, jeans skinny e pantofole perché sono in casa, ma prima avevo delle ballerine nere!
Se potessi scegliere indosserei sempre abitini dal gusto bon ton e retrò, con colletti alla Peter Pan, meglio se con fantasie a pois o a fiocchi.

Il cibo di cui non riesci a fare proprio a meno.
Le verdure. Toglietemi tutto ma non il mio minestrone con il riso!

Il difetto che più ti fa impazzire nella persona amata.

Il fatto che lui è iperattivo, dinamico, amante delle escursioni, del trekking e di ogni forma di attività motoria e io una pantofolaia incallita che lui vorrebbe tentare di spronare.

Descrivi cos'è, per te, un momento di felicità perfetta.

Un momento in cui percepisco come un senso di bellezza, che sia vedendo un film, leggendo un libro, facendomi una risata, mangiando qualcosa, cogliendo uno sguardo, ascoltando una frase. Ho provato un momento di felicità perfetta anche quando sono entrata per la prima volta da Primark a Londra.

Stai detestandomi per questa rottura di palle dell'intervista? Ti starò ancora simpatica o hai capito solo adesso quanto posso essere rompicoglioni?
Non è che tu sia rompicoglioni, è che stai facendo domande troppo difficili ahahah! Ad ogni modo ti ringrazio per avermi coinvolta e mi stai simpatica già solo per questo!

I bambini, sono di sinistra?
Non lo so. So solo che quelli a cui facevo ripetizioni non sapevano distinguere la destra dalla sinistra.


Ci accomuna il grande amore per Woody Allen del quale ci troviamo spesso a commentare le eroiche gesta. Ma in genere trovo che siamo spesso in sintonia, con un nostro modo pigro e nerd di vedere la vita. Non so davvero come faccia a reggere i ritmi frenetici di un fidanzato sportivone, ma l'importante è che lui trovi sempre il tempo per portare questa intelligente, goffa, adorabile ragazza al cinema, per regalarci regolarmente tante nuove perle di post.

Vi auguro un tranquillo, dolce lunedì sera, o magari emozionante e indimenticabile, perchè anche i lunedì possono esserlo, no? Mica è vietato!
 

lunedì 18 giugno 2012

racconto fotografico del primo Zelda was a party!


Con estremo ritardo, ecco il mio racconto fotografico del bellissimo sabato trascorso alla Santeria, in zona Lambrate, Milano, al primo 

Zelda was a Party

organizzato dalla nostra Camilla, di Zelda was a writer.
Camilla non ha bisogno di presentazioni, qua in molti la seguono da tempo, 
eppure in molti dovevamo, come dire, "presentarci", perchè dal vivo è tutta un'altra storia, e lei ha avuto la delicatezza di organizzare un pomeriggio di una semplicità disarmante, eppure perfetto in ogni sfumatura, in  ogni sorriso, in ogni abbraccio. Ed è stato tutto così emozionante, reale, dolce, come un biscotto appena sfornato, come una festa di compleanno tra amici di vecchia data, come una canzone che non ti stanchi mai di ascoltare.
Ho conosciuto persone talmente alla mano e piene di idee, di sogni, da desiderare che questa sia solo la prima di una lunga serie di giornate così, da srotolare in questi anni milanesi a venire.
Ho incontrato per la prima volta Camilla stessa, ed è stato davvero un flash, ci eravamo promesse una salda stretta di mano e ci siamo ritrovate ad abbracciarci forte, tutte sudate perchè si sa, siamo entrambe dei tipi "emotivi"!
Grazie a tutti per un pomeriggio che ho sentito molto "mio", 
profumato di glicine e di sole.























bazzicano da queste parti:

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