in due parole, tanto per non farla lunga.

La mia foto
Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.
Visualizzazione post con etichetta la favola siamo io e tu non i reali inglesi che si sposano in diretta tv. Mostra tutti i post
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venerdì 26 settembre 2014

Mica male, no?


Mamma (molto lavoratrice)


Coppia storica.


...


Riflettevo. Alla fine... Mica male, no?
Anche senza considerare quel deliquente bandito rubacuori di quasi 12 mesi che gira qua sotto ai tavoli. Che quello toglie ogni dubbio. Tipo asso piglia tutto.
Cioè.
Noi, dico. Io.


Mica male.



martedì 31 dicembre 2013

L'amore rende banali, e noiosissimi.

Sono arrivata così tanto in fondo a questo 2013, che se mi volto riesco a vederli tutti, i lunghi e innumerevoli giorni di lotte, attese, fatiche, immense soddisfazioni, respironi presi, rincorse, amore - tonnellate di amore, vittorie, paure, ansia-ansia, sorrisi commuoventi, pianti emozionati, anche rabbia, anche incredulità.

Un anno memorabile, per me, per noi.

La mia famiglia. Quella cosa che è nata e cresciuta dapprima dentro di me, e ora intorno a me.

Il mio desiderio per il 2013 era lui, e ora che sto trascorrendo questo splendido 31 dicembre, e mi fermo a riflettere un poco, tutti gli altri desideri che posso avere mi sembrano così secondari, così futili. Irrilevanti.


L'amore rende banali, e noiosissimi. E tutto voglio fuorchè annoiarvi.

Divertitevi tanto. Non tenete da parte le energie e le piccole gioie come la formica, ma non siate nemmeno così superficiali come il grillo. Assaporate ogni istante, anche quelli più scontati, anche quelli un pò così così. Ma soprattutto divertitevi in ogni cosa che fate. Non vivete in attesa del venerdì sera, ma fate della vostra settimana un eterno sabato coloratissimo, vivace di curiosità, di spunti, di impegno, un sabato sorridente.
Se non riuscite a sorridere ogni giorno, e come darvi torto, cercate almeno di essere consapevoli, e coerenti con voi stessi.

La consapevolezza, ho scoperto solo recentemente, è ancora più importante della felicità. Quest'ultima va e viene come le stagioni. La prima, una volta acquisita, non si perde facilmente.

venerdì 1 novembre 2013

Da quella notte adrenalinica nulla è più uguale a prima.




 

La sera del 7 ottobre è nato Ettore, dopo un travaglio iniziato la sera prima e un parto naturale.

Il post potrebbe concludersi anche qua, e sono certa che capireste, capireste perchè non mi dilungo e perchè durante tutto il mese non ho scritto nulla.
 

Le mie priorità sono cambiate in maniera totale, assoluta, e questo cambiamento mi regala felicità perchè è arrivato alla fine di un lungo percorso, in un'età perfetta della vita, nella quale non mi importa più se non esco la sera, perchè ho passato mille sere fuori fino a tardi in questi anni. Non mi importa se non ho tempo di leggere le novità arrivate in biblioteca, perchè sono vent'anni che divoro romanzi ogni giorno, ogni settimana, voracemente. Non mi dà fastidio vedere qualche frammento di film alle due di notte o alle cinque del mattino senza riuscire a concluderne per intero nemmeno uno: non ho fatto altro che macinare pellicole per anni e anni con impegno e dedizione, e questo discorso posso applicarlo ad ogni altro aspetto della mia vita: l'allegato del sabato che si impila in bagno, intonso, o le ultime mostre di fotografia arrivate in città...
 

Questo momento preciso e unico durerà mesi di sicuro, e sotto molti aspetti si protrarrà per interi anni.

A poco a poco riprenderò possesso del mio corpo, delle mie passioni, e tuttavia nulla sarà mai più come prima. Da quella notte adrenalinica nulla è più uguale. E la cosa fantastica è che lo sapevo, che ero preparata, sono cazzate quelle che si dicono, che non si è preparati a una cosa come questa: se hai 35 anni e desideri così tanto un bimbo e ti impegni per averlo, il minimo sindacale è sapere bene che ci sarà una rottura totale con la vita in due, senza orari, senza grosse responsabilità se non forse quella di pagare il mutuo, che di certo non è una passeggiata ma non è nulla in confronto al prendersi cura 24 ore su 24 di una persona minuscola e totalmente indifesa che fa affidamento su di te in ogni istante della sua giornata. Sto sempre con lui, e allo stesso tempo penso continuamente a lui. Come quando mi sono innamorata del suo papà, ma totalmente diverso, mille volte più forte. Anzi, mi rendo conto che il paragone con l'innamoramento non rende affatto l'idea, nonostante Nick sia il grande amore della mia vita, e non soltanto il padre di Ettore (nella vita di molte donne, infatti, le due cose non coincidono affatto).
 

Nei giorni dell'ospedale ero eccitatissima, su di giri, energica.

Al ritorno a casa sono stata scaraventata per un paio di settimane su una strana giostra di pianti frequentissimi alternati a giornaliere spedizioni in farmacia per alleviare i mille insopportabili disagi fisici che mi hanno messa ko e resa fragilissima.
 

Ora va molto meglio. Tra poco Ettore compie un mese. Sta bene, è vispissimo. Lo amo di un amore totalmente diverso dagli altri amori della mia vita.
 

Anche io sto piuttosto bene e posso già infilare alcuni dei jeans dello scorso inverno. Sono persino stata a tagliare i capelli. E anche scrivere questo post mi ha fatto stare molto bene. Quindi spero di tornare presto da voi, e che vi abbia fatto un pò piacere ritrovarmi. Vi abbraccio, ora devo dedicarmi al mio terzo pasto del giorno che coinciderà con il sesto pasto di Paterlino. E poi insieme visiteremo la notte, che dicono ha due anime e un letto e un tetto di capanna utile e dolce come ombrello teso tra la terra e il cielo.
 

E tanto, tanto altro ancora.




martedì 1 ottobre 2013

Ritratti marchigiani parte quinta: noi due, e due righe sugli Anni Felici.


 





































Pare che il succo del nuovo film di Daniele Luchetti, Anni Felici, sia: "Quelli che vi ho raccontato in queste due ore sono stati i nostri anni felici. Peccato che noi non lo sapevamo". Riferito alla storia della sua famiglia, di quando i suoi genitori erano giovani. Ancora non l'ho visto, anche se ho letto qua e là e visto spezzoni. Non so. Questa frase si sente dire tanto spesso. Io i miei anni felici li riconosco, li assaporo. Ho questa consapevolezza. Lavorare sulla propria consapevolezza, poi, mi sembra ancora più importante della felicità stessa, ci avete mai pensato?
Mi andava di dirlo, perchè credo che quella frase mi faccia profondamente innervosire. Comunque il film lo vedrò, naturalmente. I due interpreti sembrano essere parecchio ispirati.

In queste foto siamo in tre. Anche per questo mi lascio andare molto volentieri a un post così autocelebrativo, così egocentrico. Tanto noi blogger lo siamo tutti, un pò narcisi.

domenica 1 settembre 2013

Cento, Ferrara.

Verso Cento..


Angoli inaspettati
Apparizioni!
Il centro storico

I portici



Dettagli grafici
Il ghetto ebraico
Il castello
Ritorno in campagna



 Luglio 2013

bazzicano da queste parti:

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