in due parole, tanto per non farla lunga.

La mia foto
Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.
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domenica 6 maggio 2012

Victoire "Vic" Berreton.



Solo per dirvi che li stanno trasmettendo tutti e tre in tv, 
in questo periodo, e me li sto gustando tutti, 
obbligando anche Nick alla visione, 
naturalmente 
(ha amato il primo, odiato il secondo, 
ora tremo al pensiero del terzo).
La Boum è uno dei primi film della mia vita; 
un batticuore fortissimo si impossessava di me 
ogni volta che lo rivedevo, emozioni che poi raramente 
mi sono ricapitate così forti, 
a tu per tu con una pellicola.
Sono cresciuta con la ferma convinzione 
che le donne parigine siano le più belle del mondo 
e che i capelli a caschetto 
siano la pettinatura più adorabile che esista.
Ero piccola ma con le idee già molto chiare 
su tutta una serie di cose: 
come ballare un lento, 
come legare i libri con l'elastico 
(che importa se non sapevo ancora leggere!), 
come fare gli occhi languidi a qualcuno.


Io all'epoca di La Boum parte seconda

bazzicano da queste parti:

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