in due parole, tanto per non farla lunga.

La mia foto
Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.
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lunedì 18 novembre 2013

Donne da amare: Emmanuelle Seigner.


Era da tempo 
che aspettavo un film 
con la Seigner 
come protagonista assoluta.

Morbida, 
sgraziata, 
ironica, 
intelligente, 
torbida, 
bellissima, 
innocente,

giovedì 14 novembre 2013

Miscugli.

Voglio ricominciare a scrivere post, ma per me sarebbe molto più semplice tornare a confezionare post-lampo piuttosto che non scrivere mai...

Fare zapping in tv ha il suo fascino (ora ad esempio c'è Ginnaste su MTV, lo guarderò distrattamente mentre Ettore si ingozza di latte) ma ci piace anche l'idea di ritornare al cinema. L'Area Metropolis ci viene incontro con questa superfantastica iniziativa:


In pratica il film del sabato pomeriggio, una prima visione, ma con un occhio di riguardo alle famiglie con bimbi anche neonati: luci soffuse, fasciatoi, pianto libero. Idea vincente. Per maggiori info curiosate qua.



Due settimane fa siamo stati a vedere il gustoso Un castello in Italia. Andato tutto liscio, sia perchè ci è piaciuto sia perchè Ettore ha dormito sempre, sempre. Timi in primis, Garrel e Bruni Tedeschi meritano alla grande l'uscita in tre. Sono bravissimi!


Sabato ci proviamo di nuovo con Venere in pelliccia. Pare che Polanski, uno dei miei cinque registi favoriti, sia tornato alle atmosfere delle sue migliori pellicole.

Lasciarsi catturare da una piece erotica d'autore mentre si dondola l'Inglesina è proprio da noi... Gran miscuglio di emozioni, la vita, gran caos, Grande Bellezza.


venerdì 4 ottobre 2013

Tutti i film del mio nono mese.

Questo è stato un periodo davvero unico, come potete ben immaginare. Non sto lavorando, anche se mentalmente non ho mai abbandonato i miei libri e il mio ruolo di freelance precariadaunavita. Non sto viaggiando. Non sto più affannandomi per i preparativi. Per la prima volta mi trovo nella condizione stranissima di dover dedicare del tempo a me stessa, al mio benessere fisico e mentale. Mi rendo conto con gioia che non mi occorrono grandi cose per sentirmi bene: dei buoni libri, le chiacchiere con gli amici di sempre, cibo cucinato con amore, e film di ogni genere (ogni? forse no: escludiamo tranquillamente western, polizieschi e cartoni animati). Magari può divertirvi questo strampalato elenco, compilato nelle ultime due settimane. Spero di non scordare nulla!




L'udienza
Marco Ferreri
1972
 Notevole!!!!!! Gran scoperta!

 


Saturno contro
Ferzan Özpetek
2007
Rivisto, perchè mi andava qualcosa con Favino.
Si sa che amo le icone gay.
 

Grace is gone
James C. Strouse
2007
Nonostante Cusak sia superlativo in questo ruolo, la regia è fiacca, e poi mi ha intristita troppo.

 
Ti va di pagare?
Pierre Salvadori
2006
Francese. Garanzia di raffinatezza, umorismo non volgare, sentimenti delicati.
Ambientazione da urlo.
 
 
Sex and the city 2
Michael Patrick King
2010
Rivisto perchè avevo voglia di svuotare totalmente la testa.

 
Rabid - Sete di sangue
David Cronenberg
1977 


Gustoso, horror seventy d'autore.
Disturbante, altrimenti che Cronenberg sarebbe?

 
 Under the Dome 
(le prime sei puntate)
serie televisiva statunitense creata da Brian K. Vaughan 
e basata sul romanzo The Dome di Stephen King
2013


Finora mi ha coinvolta parecchio. Sono una fan del genere apocalittico, ho subito noleggiato il libro in biblioteca, conscia del fatto che sicuramente è ancora più interessante da leggere, ma poi ho abbandonato la presa, troppo voluminoso. Rimandato a tempi MOLTO futuri.


 Come ti spaccio la famiglia
Rawson Marshall Thurber
2013
Ho riso. Di gusto! Dimenticabile ma trastullante!
 





 Oliver Twist
Roman Polanski
2002 
Polanski non mi ha MAI delusa. Nell'olimpo della regia. Anche qua, ed era una sfida ardua.






The Royal Affair
Nikolaj Arcel
2012 




Intrigante, insolito, malato, in altre parole danese.

 
Una canzone per Marion
Paul Andrew Williams
2012 




Delizioso, struggente, introspettivo, e Terence Stamp mi è piaciuto tanto tanto.


 Tutti pazzi per Rose
Régis Roinsard
2012 
Un turbine di colori pastello, una delizia sentimentale ben condita e superglassata!

 
 
Ultimo tango a Parigi


Bernardo Bertolucci
1972
Rivisto perchè sì. Perchè non reggo le polemiche dell'ultima ora, perchè amo alla follia Bertolucci e Brando, perchè questo film è un manifesto attraverso il quale io stessa avrei tanto da manifestare. 


 






Quintet
Robert Altman
1979
La trama prometteva bene, ma prima mi sono persa via in una regia sconnessa e pretenziosa, e subito dopo mi sono addormentata. Un Altman irriconoscibile.


 Il casotto
Sergio Citti
1977 


Grandioso! Pasoliniano! E ancora: pasoliniano!


 Il triangolo delle Bermude
René Cardona Jr
1978 
Anche qui mi sono addormentata, film datato e noioso anche se le premesse erano valide.


 

Il pianista
Roman Polanski
2002 


E di nuovo Polanski. Rivisto per l'ennesima meravigliosa volta. Emozionante. Magistrale.
Capisco anche che con questo tema e questo attore ha giocato facile.


 The Ward - Il reparto
John Carpenter
2010
Carpenter fin che volete, ma enorme delusione.
Banalissimo, noioso.

 Il giardino delle vergini suicide
Sofia Coppola
1999
La Coppola, che è partita bene e sta finendo male.
Qui è tutto perfetto: dagli Air alla magnetica Kirsten Dunst. Atmosfera irripetibile: pare di sentire l'odore di lucidalabbra alla fragola e di shampoo alla mela verde, insomma di adolescenza.



Ci si sente.
Non so quando.
Domani entro nella 40esima settimana!


lunedì 7 gennaio 2013

5 brividi cinematografici.

Mi riaggancio a questo post molto bello di Cyberluke per pubblicare la mia personale top five di brividi cinematografici. Tutti noi ne ricordiamo almeno qualcuno: sono quei momenti in cui la stanza attorno a noi cessa di esistere, e con essa l'intero condominio e l'intero quartiere e il nostro intero mondo, perchè siamo letteralmente risucchiati da quello che sta accadendo al di là del video. Le nostre viscere si attorcigliano se abbiamo paura, di sicuro le lacrime si affacciano se ci siamo commossi, ma molto più frequentemente smettiamo di respirare per un secondo, sicuri di essere gli unici al mondo a provare quell'emozione nello stesso identico modo in cui la sta sperimentando il protagonista del film, e non ci pare vero che un regista sia stato in grado di conoscere così a fondo le nostre emozioni, dal momento che sono così dannatamente nostre...
Interessante scoprire come siano diversi i nostri personali brividi: per questo motivo, se vi va, provate a elencarli anche voi.

 Brivido numero 1
Rosemary's Baby, di Roman Polanski

La trama è nota più o meno a tutti.
Qui siamo alla scena della cabina telefonica.
Rosemary si è resa ormai conto che tutte le persone attorno a lei sono collegate e stanno tramando qualcosa di terribile. Cerca in tutti i modi di riallacciare i contatti con il vecchio ginecologo, del quale ancora si fida, in una sconnessa lotta contro il tempo. La colonna sonora incalza, spaventa, la paura si è insinuata strisciante come il sudore che imperla la fronte di Mia Farrow (da me detestata nei film di Woody Allen, ma superba in questo capolavoro del 1968).
Fa caldissimo, la città è avvolta da una luce tagliente e da una cappa di calore spietato.
Ogni volta mi terrorizza. Ogni volta ogni muscolo del mio corpo si tende.

  Brivido numero 2
Carlito's Way, di Brian De Palma

Carlito Brigante (Al Pacino, mica uno qualunque) si decide finalmente.
Va a trovare, di notte, la sua Gail.
Una delle coppie più belle della storia del cinema, secondo me.
Noi stiamo aspettando questo momento da circa mezz'ora.
Tensione erotica alle stelle.

Carlito Brigante: Sorpresa.
Gail: Io stavo dormendo.
Carlito Brigante: Oh... Beh, posso entrare? T'ho portato una cheesecake.
Gail: Non mi piace la cheesecake.
Carlito Brigante: Tu non mi avresti telefonato Gail, se non volevi farmi entrare.
Gail: E invece è così, Charlie.
Carlito Brigante: E adesso cosa faccio?
Gail: Non so, cosa fai? Mmm... Dici che spezzerai la catena? Che mi rincorrerai per la casa? Mi spoglierai? Mi prenderai sul pavimento?
Carlito Brigante: Sono vecchio per fare queste cose.
Gail: Oh, che peccato... Se non riesci ad entrare, non entri.

Parte "You Are So Beautiful" di Billy Preston.
 Mi sciolgo.

  Brivido numero 3
Inland Empire, di David Lynch

A dire la verità ogni singolo fotogramma di questo film è un'esperienza extrasensoriale, tanto che definirlo semplicemente un film è riduttivo.
Ma la scena della visita "di cortesia", tutt'altro che cortese, da parte della vicina di casa a Nikki Grace popola i miei incubi peggiori da alcuni anni.
Il racconto si fa a poco a poco sconnesso, illogico, stridente; le parole della sinistra signora vanno a toccare qualcosa dentro di me che non credevo nemmeno esistere, qualcosa di scomodo, di fastidioso, di profondamente sbagliato.

"Suppongo che se fossero le 9.45, io direi che era dopo la mezzanotte…"

Lynch è un meraviglioso genio, forse un genio del male, ma io amo la sua testa e tutto quello che di folle e meraviglioso è contenuto in essa.


  Brivido numero 4
Qualcuno volò sul nido del cuculo, di Miloš Forman

Il nostro carissimo, struggente McMurphy si improvvisa radiocronista di una immaginaria partita di calcio, dopo che ai degenti dell'ospedale psichiatrico è stato vietato di guardare la tv. Scena memorabile, commuovente, potente. Nicholson con questo film tocca vette altissime, e con lui tutto il cast in stato di grazia. Da vedere e rivedere.

 Brivido numero 5
Requiem for a dream, di Darren Aronofsky

La sequenza finale del film, "winter", è dedicata alla terza parte della vita dei protagonisti: dopo l'ascesa, il declino, ecco la caduta.  
Molto più che il classico pugno nello stomaco, questa conclusione mi ha fatto stare fisicamente molto male, e tuttora non sono ancora stata in grado di rivederla. Ma è comunque un'esperienza visiva e acustica eccellente, da provare almeno una volta. La colonna sonora di Clint Mansell si avvale di cori e di un'intera orchestra. Devastante.

venerdì 21 ottobre 2011

Ho davvero amato Carnage.


"Non ne posso più di tutte queste stronzate buoniste e poi io sono un figlio di puttana con un brutto carattere. Ok?"

(Carnage, 2011. Un film di Roman Polanski, con Jodie Foster, Kate Winslet, Christoph Waltz, John C. Reilly)


giovedì 11 marzo 2010

film splendidi.


visioni ipnotiche

Poche ore fa ho scoperto il blog di una ragazza francese davvero talentuosa, che per parlare di moda, di cibo e viaggi si è inventata un fumetto adorabile, Le Monde de Tokyobanhbao, che tra le altre cose, un pò mi assomiglia! (www.tokyobanhbao.com). Questa è la notizia carina di oggi. E stimolante.

Da domenica volevo invece scrivere di Leonardo Di Caprio, e non ne ho mai avuto il tempo. Ha dell'incredibile l'evoluzione fisica e psicologica di questo ragazzo americano. O meglio, ragazzone. Da insulso biondino è diventato un uomo bellissimo, che però nasconde segreti e inquietudini dietro quegli americanissimi occhioni blu e la rasatura da marines. Bravo, bravo, bravo; ha studiato, lavorato su se stesso e si vede. Sa farsi condurre e plasmare da Scorsese con abbandono paragonabile solo ad altri colossi; cito ad esempio Mastroianni. Di Caprio è intrigante; anche nel privato dà l'idea essere una persona complessa, dall'intelligenza viva.

Ieri invece abbiamo visto Repulsione, di Polanski.
Una Catherine Deneuve folle e incantatrice.
Un film difficile, ipnotico, che ti impasta addosso un malessere strisciante e ti disturba il sonno in maniera sottile.
Non so come ho fatto a rimandarne per così tanto tempo la visione, dal momento che vedo i film di Polanski dalle elementari.

Buona serata.

bazzicano da queste parti:

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