negli ultimi tempi il mio approccio alla lettura si è fatto tutt'altro che metodico: ricerca compulsiva di titoli, bisogno di prenotare in biblioteca o di comprare sulla scia di articoli letti, consigli ricevuti da amici e da altri blogger, ricordi lontani di romanzi mai letti che però ora diventano impellenti, e così via. mi ritrovo quindi sul comodino (e non si capisce nemmeno più di che legno sia fatto, perchè tutta la superficie è ricoperta e sovraccarica) i libri che vedete nella foto. un Fitzgerald lasciato a metà; Middlesex, sul quale mi sto concentrando ora; due Hemingway comprati, uno nuovo ed uno usato, da assaporare con calma, come tutti gli Hemingway; le sorelle Brönte in edizione supereconomica, ve ne avevo già parlato, ma ho letto solo le prime pagine nel frattempo. Infinite Jest, naturalmente. Una certezza. Lui c'è, sta lì, mi sento più serena a dormirci accanto, a Wallace. Nick da una parte, e il tomo Einaudi di mille pagine dall'altra. Poi c'è Targhetta, di ISBN, più o meno a metà, bravissimo, appena scoperto. E poi, appena arrivata ieri, l'opera completa della Plath, ohi ohi ohi. La sposa americana di Soldati. quello è mio quindi rimando sempre, tanto c'è tempo. E poi un libricino scovato per caso in biblioteca, L' attimo in cui siamo felici, di Valerio Millefoglie, del quale non so praticamente nulla. post disordinato che rispecchia questo scenario variopinto, dunque. ma a me piace così. mi fa stare bene. e poi in questi giorni piove. ce la farò a finirne almeno uno? forse non è così importante, finirli. a volte basta l'entusiasmo, la voglia di scoprire. forse è quello, il senso. voi cosa state leggendo? anzi: state cercando di capire che libro è meglio leggere per primo, tra quelli che avete accumulato?
in due parole, tanto per non farla lunga.
- pa
- Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.
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mercoledì 4 aprile 2012
sabato 14 gennaio 2012
Jane Eyre 2011.

Ho visto Jane Eyre, la nuova versione del 2011.
Non mi è dispiaciuto.
La trama nota a tutti si srotola attraverso il tocco delicato del giovane regista di origini giapponesi; è un californiano del 1977, ma è molto classico, con piccoli tocchi da esteta sparsi ovunque - carnagioni pallide che si stagliano su verdissime brughiere, petali di fiori che volteggiano, tende che dondolano per via di brezze inquiete, a sottolineare i tumulti della nostra melodrammatica eroina... Drammone femminista, a suo modo apprezzabile. Drammone reso bene attraverso espressioni incupite e dialoghi strappacuore. Che pesantezza, la ragazzina. Lui, invece, molto più umano, molto più comprensibile, anche se noioso, tanto noioso. E il film ha confermato il mio sospetto: non mi piace Fassbender, lo so che gridate allo scandalo; è così duro, così poco dolce nei tratti. Non mi piacciono gli occhi, la bocca. Non diventerà il mio uomo dell'anno 2012 (nota per Cannibal Kid :))
Due ore gradevoli; un pò angosciante la prima parte, quella del collegio.
Molto meglio quindi la regia 2011 rispetto a Zeffirelli. Personalmente ho trovato però molto più adatta la Gainsbourg.
Per la cronaca, oggi pomeriggio mi sono comprata un librone della Economici Newton (brutti e poverissimi, ma amo tanto questi libri perchè mi ricordano gli anni di letture forsennate del liceo) contenente: Cime tempestose, Jane Eyre e Agnes Grey. Un euro e novantanove!
Non lo inizio subito, perchè sono impantanata con Woolf, Amis e il mio nuovo bottino in biblioteca: l'ultimo di Wallace (brodo di giuggiole). Ma vi saprò dire. Ho snobbato per 33 anni le sorelle Brönte. Negli anni in cui le giovani donne si invaghiscono di questi titoli ero troppo presa da Camus, dal vecchio Buk e da Kerouac, ma, come dico sempre: diffidate da chi non ha letto in gioventù On the road.
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