in due parole, tanto per non farla lunga.

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Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.
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martedì 13 gennaio 2015

Nessuno mi aveva avvisata.



Nessuno mi aveva avvisata che quando superi i 35 anni,
inizia a piacerti, ma molto molto, Mr Big.
Ricordo vagamente che fino a cinque anni fa snobbavo la serie 
e non degnavo di uno sguardo lui.
Cosa è successo nel frattempo? 
Ci si alza un giorno e succedono cose del genere?
Intendo dire: ho messo definitivamente nel cassetto la ventenne me stessa,
 pesante come un macigno, seria e seriosa, in nome di un pò di sana, attesa leggerezza? 

Attendevo questo momento da tempo!

giovedì 7 luglio 2011

Senza titolo, ragionamenti misti su Mac, Milano, 2011





Sono incazzata, ma così incazzata.
Sono incazzata per tanti di quei motivi.
Se mi lamento di ciò che non va, sto piangendomi addosso, e nessuno vorrebbe mai essere una persona che si piange addosso, e neppure io.
Se sorrido a tutti mi sento falsa, e comunque faccio fatica, e che fatica; e la vita è già faticosa così; e poi odio essere falsa.
Se resto amorfa ed inespressiva... Bhè, tanto non ci riesco, e non mi piace esserlo; e comunque sto parlando troppo di me. E non mi piace neppure questo.
Se piango, sono irreparabilmente noiosa ed infantile.
Se mollo tutto fuggo via, sono un'irresponsabile.
Se subisco, non sarò fiera di me stessa.
Se accetto tutto e tutti incondizionatamente, mi prosciugo e poi mi ammalo, perchè reprimere la rabbia fa male.
Lo so che poi il fatto è che sono solo tanto stanca.
Lo so che ho bisogno di novità buone, di cambiamenti, di una ventata di gioia.
Lo so che tanti al mondo non hanno un amore, non hanno un lavoro, e quindi io non ho il diritto di, eccetera eccetera.
Lo so che sono brava nel mio lavoro e tanti si fidano di me e credono in me. Eccetera eccetera. Il che poi si traduce con: approfittiamone, rubiamo a piene mani del suo tempo e della sua passione, è tanto buona quanto...

Pensate che anche leggere Hemingway stasera mi ha fatto infuriare.
Gran genio.
Ma con tanto di viaggi di nozze di 24 mesi, bambinaie, amanti e massicce dosi di alcool.

Siamo noi trentenni italiani in questo 2011 che è peggio del 2010 che era peggio del 2009, ad essere i veri eroi.
Altro che i toreri di Pamplona, o gli americani ricchi degli anni venti, o le mogli abbronzate e psicotiche degli americani ricchi di un secolo fa.

Buona serata.

lunedì 12 aprile 2010

trentenni

Ora dalla notte al giorno.
Ora da un fianco all’altro.
Ora per i trentenni.
Ora rassettata per il canto dei galli.
Ora in cui la terra ci rinnega.
Ora in cui il vento soffia dalle stelle spente.
Ora del chissà-se-resterà-qualcosa-di-noi.
Ora vuota.
Sorda, vana.
Fondo di ogni altra cosa.
Nessuno sta bene alle quattro del mattino.
Se le formiche stanno bene alle quattro del mattino – le nostre congratulazioni. E che arrivino le cinque, se dobbiamo vivere ancora.»
(W. Szymborska, Le quattro del mattino. Nella foto, io, 2007, @NicK Guida)

bazzicano da queste parti:

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