in due parole, tanto per non farla lunga.

La mia foto
Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.
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giovedì 4 ottobre 2012

Cavi di fibra ottica, pelouche puzzolenti e lettere d'amore.



Sono stata dai miei a pranzo; ho scoperto che mia mamma ha bisogno di nuovo spazio nella mia ex cameretta.
Ma dal momento che deve risistemare scatole ikea piene zeppe di maglie e maglioni in gran parte miei, cose che non uso più ma che non concepisco di eliminare, non posso sporgere lamentele. Bisogna far spazio.
E dove attingere?
Agli scaffali più alti, dove ci sono quelli che io chiamo "i miei ricordi".
Come se i veri ricordi non fossero tutti nella mia testa.

(gli scaffali nella foto non sono i miei: non avrei mai abbinato l'azzurro al verde in quel modo barbaro)

Ho qualche problemino con il buttare via roba.
Ma a poco a poco ce la faccio.
Una volta l'anno vado a casa loro e butto
(perchè in casa mia per ora non c'è nulla da buttare, tranne qualche rivista e anche quelle devo prima sfogliarle per essere sicura che non contengano preziosissimi articoli non ancora letti o foto d'autore da strappare e conservare).
Uso questa regola: se non mi ricordo più chi mi aveva regalato la vezzosa collanina di cotone, la rosea boccetta di profumo o quel simpaticissimo pupazzetto peloso e puzzolente che occhieggia dallo scaffale, vuol dire che non erano doni importanti: buttare.
Il fatto è che la maggior parte dei reperti sono cartacei: cartoline, lettere, bigliettini strappati da quaderni: per quelli ci vuole una valanga di tempo, perchè naturalmente devo leggerli, prima di selezionarli. 
Sicuramente la metà della carta è il nulla siderale. 
Del tipo: avevo un tale culto una volta per un tale ragazzo da conservare persino gli scarabocchi che faceva sui giornali, ma di quelli che si fanno per vedere se funziona la penna, eh!
Ma ci vuol troppo tempo. E sono troppo pigra.
E poi ci sono tutte le agende, i diari segreti, le smemorande, i taccuini.
Quelli si tengono. Chiaro. I disegni che facevo. Insomma.
Sono stata grafomane dai 6 ai 26, anno più anno meno.

Oggi comunque due sacchetti hanno preso il volo.
E comunque ci siam sparate delle grasse risate, io e Mita,
 quando ho trovato un rotolo di cavi di fibra ottica, regalo romantico dei primi tempi con Nick. Lei non capiva. 
Anche io, a distanza di anni, connettevo pochino su questa cosa dei cavi.
Ma li ho tenuti.

giovedì 30 giugno 2011

Le foto delle torte, dannatamente in ritardo.





Ma ogni promessa è debito!

Le prime due sono
le ormai leggendarie
clafoutis fatte da me,
e la terza è un regalo
della mia mamma!
(Mita)

Attendo commenti estasiati dai miei fan!!! Ahahah.






venerdì 10 giugno 2011

history.



Simpatica sequenza delle donne di famiglia:
la mamma di mia mamma
(in alto a sinistra con l'abitino nero);
Mita, regina dei Pimpolini
(mia mamma, alla macchina da scrivere);
ed io alle elementari
(Sì, sono delle scarpe da tennis alte di Snoopy.
Sì, è un libro illustrato sul corpo umano.)


bazzicano da queste parti:

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