in due parole, tanto per non farla lunga.

La mia foto
Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.

venerdì 1 novembre 2013

Da quella notte adrenalinica nulla è più uguale a prima.




 

La sera del 7 ottobre è nato Ettore, dopo un travaglio iniziato la sera prima e un parto naturale.

Il post potrebbe concludersi anche qua, e sono certa che capireste, capireste perchè non mi dilungo e perchè durante tutto il mese non ho scritto nulla.
 

Le mie priorità sono cambiate in maniera totale, assoluta, e questo cambiamento mi regala felicità perchè è arrivato alla fine di un lungo percorso, in un'età perfetta della vita, nella quale non mi importa più se non esco la sera, perchè ho passato mille sere fuori fino a tardi in questi anni. Non mi importa se non ho tempo di leggere le novità arrivate in biblioteca, perchè sono vent'anni che divoro romanzi ogni giorno, ogni settimana, voracemente. Non mi dà fastidio vedere qualche frammento di film alle due di notte o alle cinque del mattino senza riuscire a concluderne per intero nemmeno uno: non ho fatto altro che macinare pellicole per anni e anni con impegno e dedizione, e questo discorso posso applicarlo ad ogni altro aspetto della mia vita: l'allegato del sabato che si impila in bagno, intonso, o le ultime mostre di fotografia arrivate in città...
 

Questo momento preciso e unico durerà mesi di sicuro, e sotto molti aspetti si protrarrà per interi anni.

A poco a poco riprenderò possesso del mio corpo, delle mie passioni, e tuttavia nulla sarà mai più come prima. Da quella notte adrenalinica nulla è più uguale. E la cosa fantastica è che lo sapevo, che ero preparata, sono cazzate quelle che si dicono, che non si è preparati a una cosa come questa: se hai 35 anni e desideri così tanto un bimbo e ti impegni per averlo, il minimo sindacale è sapere bene che ci sarà una rottura totale con la vita in due, senza orari, senza grosse responsabilità se non forse quella di pagare il mutuo, che di certo non è una passeggiata ma non è nulla in confronto al prendersi cura 24 ore su 24 di una persona minuscola e totalmente indifesa che fa affidamento su di te in ogni istante della sua giornata. Sto sempre con lui, e allo stesso tempo penso continuamente a lui. Come quando mi sono innamorata del suo papà, ma totalmente diverso, mille volte più forte. Anzi, mi rendo conto che il paragone con l'innamoramento non rende affatto l'idea, nonostante Nick sia il grande amore della mia vita, e non soltanto il padre di Ettore (nella vita di molte donne, infatti, le due cose non coincidono affatto).
 

Nei giorni dell'ospedale ero eccitatissima, su di giri, energica.

Al ritorno a casa sono stata scaraventata per un paio di settimane su una strana giostra di pianti frequentissimi alternati a giornaliere spedizioni in farmacia per alleviare i mille insopportabili disagi fisici che mi hanno messa ko e resa fragilissima.
 

Ora va molto meglio. Tra poco Ettore compie un mese. Sta bene, è vispissimo. Lo amo di un amore totalmente diverso dagli altri amori della mia vita.
 

Anche io sto piuttosto bene e posso già infilare alcuni dei jeans dello scorso inverno. Sono persino stata a tagliare i capelli. E anche scrivere questo post mi ha fatto stare molto bene. Quindi spero di tornare presto da voi, e che vi abbia fatto un pò piacere ritrovarmi. Vi abbraccio, ora devo dedicarmi al mio terzo pasto del giorno che coinciderà con il sesto pasto di Paterlino. E poi insieme visiteremo la notte, che dicono ha due anime e un letto e un tetto di capanna utile e dolce come ombrello teso tra la terra e il cielo.
 

E tanto, tanto altro ancora.




5 commenti:

Cherry Time ha detto...

beh tantissimi auguri:) vero adesso la vita sarà diversa con il piccolo, ma in meglio!!:)

Margherita ha detto...

post bellissimo, mi hai emozionata!
Sono diventata zia da pochi mesi e sono letteralmente innamorata di mia nipote, è una fonte di gioia che mai avrei sospettato di provare. Immagino che con un figlio la gioia sia ancora più forte e quasi destabilizzante. Tanti auguri e buona esperienza da neomamma, un bacio!

alessandra ha detto...

Che emozione grandissima leggere queste parole. E come sai, condividere questo momento con te, anche se in differita, per me è un piccolo dono del destino. Go Pa go.

Robbin ha detto...

pa,posso solo immaginare quanto la tua vita possa essere cambiata. Nei momenti di maggiore sconforto, troverai certamente il benessere pensando all'amore che ti ispira e ispirerà la tua creatura.
Ciao :)

Stargirl ha detto...

Leggo solo oggi questo post, con un ritardo incredibile, ma come si dice, "meglio tardi che mai".
Le tue parole sono il ritratto della felicità e della serenità e questo non può che farmi sorridere con affetto:
Felicissima per te, ti mando un enorme in bocca al lupo e un grande abbraccio.
Un carezza a Ettore, ho paura di sciuparlo sennò :)

bazzicano da queste parti:

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