in due parole, tanto per non farla lunga.

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Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.

sabato 23 marzo 2013

Cinquanta sfumature di fumo.


Una tremenda moda si è ormai diffusa capillarmente in tutta Italia. Soltanto dove abito io sono stati aperti cinque negozi dediti al nuovo culto. Cinque sono tanti, per una cittadina a nord di Milano, che vi assicuro è molto meglio di tante altre realtà limitrofe, dove però in quei locali potevano prendere vita una libreria con la L maiuscola, un pub in stile inglese al posto dei soliti bar deprimenti, e altri tre negozi davvero utili a scelta - parrucchieri e agenzie immobiliari esclusi, ne siamo sommersi, grazie.
Parlo della sigaretta elettronica, e il mio è stato un odio fin dalla prima ora.
Proprio per questo vorrei confrontarmi con voi, sentire i vostri pareri, perchè io in realtà da non fumatrice non sono in teoria una che ne capisca granchè in merito. E per non fumatrice intendo un'avversione personale al fumo che ha attraversato tutta la mia vita: dopo la prima sigaretta provata alle solite festicciole del sabato pomeriggio, ho capito che odore e sapore mi avrebbero sempre disgustato e ho preso la mia decisione con serenità. Non sono una salutista, non sono un'estremista in generale, come approccio, anche se so quanto sia fondamentale prendersi cura di se e vivere in un ambiente sano. Ho avuto fidanzati che fumavano, e non li stressavo ogni cinque minuti, anzi, ripensandoci ero davvero di una tolleranza rara. Ma questa sigaretta elettronica proprio non mi va giù, soprattutto se entra così prepotentemente nelle nostre vite e nel paesaggio urbano (è il business, bellezza).
Ne contesto il principio e ne contesto l'estetica che accompagna il prodotto. Tali negozietti spuntano da zero in una notte, e di solito presentano uno stile finto-fighetto di periferia, quasi sempre uguale a se stesso: espositori geometrici, ambienti asettici e luminosi, pareti candide ed espositori scuri, per far risaltare al meglio i gioiellini disposti ordinatamente. Che naturalmente sono già stati sfornati in tutte le varianti modaiole: finto vintage, zarro con brillantini, adolescenziale con disegni vari intarsiati. Li trovo tutti di una volgarità assurda. Ma non solo: continuo a considerare dei veri sfigati quelli che ne fanno uso, non ci posso far nulla; osservavamo tempo fa che per "involgarire" il personaggio interpretato da Johnny Depp in The Tourist, dargli quell'aria da uomo comune anche un pò banale che doveva avere per interpretare al meglio il ruolo, il primo stratagemma che è venuto in mente agli autori è stato quello di infilzargli in bocca una sigaretta elettronica. Non vorrete fare il paragone con sigarette, o meglio ancora sigari e pipe, vero? E con quello che ha rappresentato nell'immaginario collettivo un bell'uomo avvolto da una nuvola di fumo vecchio stile? (questa è la parte di post poco seria: siete autorizzati a insultarmi).
Ma vorrei andare oltre. Dal punto di vista della salute come siamo messi?
Non vi passa per la testa che per sentirsi più sani e meno dipendenti da qualcosa sia meglio smettere del tutto (immagino sia difficilissimo, ma non è impossibile) e non affidarsi a surrogati chimici? 

Da wikipedia:

Il filtro è costituito da materiale plastico ipoallergenico e al suo interno contiene la cartuccia contenente la soluzione di glicole propilenico, glicerolo e nicotina. Il filtro può essere riutilizzato sostituendo la cartuccia presente al suo interno con una cartuccia nuova oppure ricaricando manualmente la stessa tramite il liquido (eliquido o e-liquid) per sigaretta elettronica. Oppure si utilizza un serbatoio denominato "Tank" che funge da "filtro" e che può essere ricaricato più volte. Il liquido può essere acquistato premiscelato con aromi a scelta e nicotina in concentrazione variabile o eventualmente assente. Si possono anche acquistare separatamente i componenti base (glicole propilenico, glicerolo, soluzione con nicotina e aromi) da miscelare in concentrazioni variabili in base al proprio gusto e alla propria esigenza di nicotina. Esistono delle regole empiriche che i venditori usano per selezionare la percentuale di nicotina da inserire nel liquido. Queste regole si basano sul numero di sigarette tradizionali fumate precedentemente dal fumatore. La scelta di una percentuale bassa di nicotina produce nel fumatore il desiderio di continuare a fumare le sigarette tradizionali. L'effetto fumo della sospensione è prodotto principalmente dal glicerolo e dal glicole propilenico. L'effetto "hit", il classico colpo in gola che si avverte con le sigarette al tabacco, può essere riprodotto sia da questi due soli componenti, ma in modo blando, sia dalla nicotina aggiunta alla soluzione, e tanto più avvertibile quanta più nicotina viene aggiunta. O anche dall'aggiunta di particolari liquidi composti da aromi alimentari opportunamente miscelati per ottenere un'emulazione di quest'effetto, con il vantaggio che quest'ultimi sono privi di nicotina pur rimanendo piuttosto efficaci.

Ok. meno nicotina. A volte anche zero nicotina (ho parlato però con dei fumatori che mi hanno spiegato che scegliere la versione zero nicotina sia decisione più ardua e spesso accantonata). Però: plastica. Glicolepropilenico. Glicerolo. Liquidi composti da aromi. Vi fidate davvero di questa e-cigarette? Si dice che non danneggi il cuore, ma so anche che fa male ai polmoni.
Viene prodotta in maniera rigorosa? Vi sentite sicuri di quel liquido misterioso che inalate - sentendovi molto chic? Insomma, sto solo aprendo un dibattito, ripeto: non ne faccio uso e non sono nemmeno così informata in materia. Forse proprio per questo motivo dovrei tacere. Illuminatemi voi.

8 commenti:

Garba ha detto...

L'elettronica mi tenterebbe. Non per smettere, ma per fumare di più e soprattutto al chiuso. La sfortuna è che ha il più delle volte un sapore banale e la tirata è leggerissima in confronto al mio usuale tabacco. Sul fattore boom-moda-business è tutto vero invece.

Marco Goi ha detto...

non l'ho mai provata, ma anch'io la odio.
a livello di immaginario poi il tuo esempio dell'agghiacciante the tourist la dice lunga...

abbasso le figarette elettroniche!
:)

pa ha detto...

garba, il fumo al chiuso è davvero un'abitudine devastante, eh!

marco, the tourist è davvero un film del cavolo!

Simone ha detto...

Be' sicuramente non c'è dentro il catrame o il benzopirene, uno dei principali cancerogeni che danneggia il DNA e fa casini vari.

Ci sta la nicotina che in teoria non è più cancerogena di un caffé. Ci stanno zucchero e aromi come quelli usati nei dolci che si comprano al supermercato o al bar...

Insomma sulla carta se tutti fumassero elettronico ci sarebbero solo in Italia 70 mila morti in meno all'anno e un grosso risparmio. Dico sulla carta perché ovviamente non si sa nulla sugli effetti a lungo termine, e magari causerà in futuro tanti altri problemi.


Per fare un discorso personale credo che chi fuma lo fa anche perché gli piace e fumare. La sigaretta elettronica è un modo anche per continuare a fare una cosa che piace riducendone il danno.

Io poi di mio fumo molto poco e non so se mollarla per restare a una o due sigarette normali ogni tanto quando capita senza stare lì a impazzire con luquidi ricariche e affari cinesi inaffidabili.

Simone

ilmarconi ha detto...

W il COHIBA!

CyberLuke ha detto...

Sigarette, sigari e pipa possono contare su un'iconografia secolare solidissima e variegata, con la quale la sigaretta elettronica non può sperare di competere.
E fin qui.
Ma, per il resto, i punti sembrano tutti a favore per quest'ultima.
Personalmente, per quanto ne so (e grazie anche al commento di Simone qui sopra) non la vedo affatto una cattiva idea.

Io non sono mai stato un fumatore e l'ultima violta che ho rotto le palle a una mia fidanzata perché fumava avevo diciotto anni. La sua reazione fu sufficiente a farmi pensare per il resto della mia vita: Ma fà un po' come cazzotepare.

Garba ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Garba ha detto...

Il fumo al chiuso per me è devastante solo per la puzza che lascia sui vestiti, ma la nebbiolina cancerogena (di sigarette e non) è così bella.

bazzicano da queste parti:

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