in due parole, tanto per non farla lunga.

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Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.

giovedì 21 giugno 2012

due serate a tema Favino.



Favino è uno degli attori più validi che abbiamo in Italia.
Trasformista quanto basta, fisico, coatto che piace ai coatti, anche un pò intellettuale per piacere alle donne impegnate, insomma un suo difetto potrebbe essere quello di piacere a tutti, uomini, donne e gay, ma mi rifiuto di fare la radical chic affermando che piacere a tutti è necessariamente un male. Si può essere belli e bravi e volonterosi e intensi e piacere per questo, punto.
Così quanto mi tornano le fisse di solito non mi limito ad un'opera sola: per i musicisti recupero intere discografie, per gli attori mi sparo solitamente un paio di film di fila.

Baciami ancora (2010) di Muccino lo avevo volutamente snobbato, nonostante ai tempi ormai lontani fossi addirittura andata al cinema a vedere L'ultimo bacio (ma il cinema non costava otto euro, e non avevo il mutuo).
Baciami ancora è pessimo. I dialoghi sono triti e ritriti, senza un minimo di impegno da parte di chi ha steso la sceneggiatura. Il film è un pullulare di personaggi isterici, si urla e si piange in ogni singola scena, si sbraita e si sbattono porte e ci si comporta da viziati figli di papà indistintamente. Non commuove, non fa riflettere, fa solo innervosire. Questo è il mio secco parere.
Nonostante io non manchi di apprezzare Santamaria, è proprio Favino ad interpretare il personaggio costruito meglio, il più onesto, il più plausibile.
Che poi è l'unica figura con una sua nobiltà, una sua etica.
Discutibile se volete, se fate parte della schiera dei quarantenni che vivono ancora come ne avessero venti, di anni, e che proprio non reggo più. 
Vi lascio con la curiosità (per i pochi che ancora non l'hanno visto) e poi mi piacerebbe avere un vostro parere.
 Su ACAB - All Cops Are Bastards (2011) di Stefano Sollima devo ancora riflettere, nonostante ai tempi avessi letto molte recensioni e articoli e interviste.
Il tema sicuramente è di quelli che spacca il pubblico in due, le due facce dell'Italia del resto. Si entra nella vita di un gruppo di celerini, tre poliziotti del Reparto Mobile, si scoprono le loro paure, le loro ossessioni, le abitudini da duri e gli improvvisi crolli. Ma con questo film il punto non è se simpatizzare con i celerini o meno, e in tal senso il regista fa un intelligente lavoro di analisi.
Più di ogni altra cosa si penetra nell'estrema solitudine di Cobra, Negro e Mazinga, nel loro sentirsi in contrasto con il ruolo che ricoprono, incapaci di posare la maschera persino nel privato, incapaci di analizzare la propria vita e di mettersi in discussione. Anche qui, Favino si rivela nettamente superiore, anche se sono tutti davvero molto bravi. Sì, pollice alzato per Acab, e qui ci sarebbe ancora molto da dire, il discorso è ampio ma va riconosciuto il merito di aver sollevato un discreto polverone di discussioni, e io apprezzo i film che riescono nell'intento di fare riflettere sull'epoca in cui viviamo.
"Crede che mi piaccia spaccare la testa alla gente? Che mi diverto, a farlo?", dice il protagonista, e noi tutti pensiamo sì, lo sappiamo che ti piace, ma sappiamo anche che è lo Stato a non tutelare nessuna delle parti: te non ti difende dal tuo bisogno di violenza e di riscatto sociale, non difende gli extracomunitari, non difende chi va allo stadio la domenica, nè la gente costretta a sopravvivere ogni giorno nei quartieri dormitorio delle nostre periferie.

7 commenti:

MrJamesFord ha detto...

Baciami ancora mi rifiuto categoricamente anche solo di sfiorarlo con una bottigliata, mentre ACAB è passato anche sui miei schermi di recente, e condivido la tua riflessione.
A breve ne parlerò anche da me.

Marco Goi (Cannibal Kid) ha detto...

ho cominciato ad apprezzare favino solo di recente. in acab se la cava, ma il film è la solita italianata troppo poco coraggiosa per essere davvero riuscita..
su baciami ancora, velo pietoso :)

CyberLuke ha detto...

Di ACAB avevo parlato, o meglio non parlato QUI. ;)
Per inciso, mi è piaciuto molto, ma Sollima si vedeva subito che non era l'ultimo idiota.
Baciami Ancora, bah, ho visto anche di peggio, eh. Certo che Favino, come dici tu, è l'unico personaggio da salvare, là in mezzo. .D

pa ha detto...

Uh, oggi mi hanno risposto tre uomini duri e puri del web, poi mi farà piacere sentire anche le donne!
vedo che i pareri sono tutti abbastanza allineati, cannibal è un pò duro con sollima, ma a volte il cinema italiano sa interessare e far discutere... certo forse anche io avrei spinto un pò più la cosa, ma per far uscire un film da noi si sa quanti compromessi bisogna accettare.
per baciami ancora rimarco la cosa: si salva solo favino, gli altri tutti nevrotici; pasotti poi (che secondo me è sopravvalutato) è inguardabile, sia per via di quella pettinatura fintissima, sia per la recitazione. la cosa più odiosa di tutto è la canzone di jova, detto da una che apprezza abbastanza jova.

pa ha detto...

ecco una cosa che ho scordato di rimarcare e che mi hai ricordato tu, cyberluke: l'ottima colonna sonora! potentissima. a parte che è stato copiato un pezzo presente in Fight Club e me la sono un pò presa. eh, non si fa.

Angel-A ha detto...

pa, ma dì la verità, anche tu hai fatto pensieri sconci su Favino??? ^___^

pa ha detto...

Angel-A

;)

bazzicano da queste parti:

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