in due parole, tanto per non farla lunga.

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Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.

domenica 29 aprile 2012

Hem e la sua festa mobile.


Hemingway mi fa desiderare di impegnarmi a scrivere più spesso, 
e meglio, molto meglio, di quello che faccio. 
Di riporre in questo gesto attenzione, tempo, pazienza, 
cura estrema, silenzio, energia.
Questa è una sensazione meravigliosa.
Una sola pagina in cui Hem parla del proprio taglio di capelli 
vale più di molti romanzi letti nel corso degli anni. 
Inutili boriosi romanzi, alti come mattonelle, 
duri da digerire come mattonelle.
Hem arriva ad una tale purezza di linguaggio, 
una tale onestà di intenti, da lasciarci tutti ogni volta attoniti, muti, 
ma spaventosamente felici.
Se dovessi consigliare un libro a qualcuno 
che non ha mai letto prima d'ora, forse suggerirei di partire da lui. 
Se rimanessero poche ore di vita sulla terra e qualcuno fosse così stupido 
da impiegarle a leggere un libro, o così bravo da trovare 
la concentrazione necessaria, spererei che quel libro fosse Festa mobile.
In quel modo si potrebbe celebrare, leggendo, 
l'enorme bellezza di questo mondo, e degli uomini.

"Quelli che interferivano con la tua vita lo facevano sempre per il tuo bene e alla fine io capii che quello che volevano era che tu ti conformassi completamente e non ti discostassi mai da un certo modello esteriore comunemente accettato e che poi scialacquassi i tuoi soldi come un commesso viaggiatore a una convention in un qualsiasi modo stupido e noioso. Quelli non sapevano niente dei nostri piaceri né di quanto fosse divertente sentirsi dannati e mai avrebbero voluto o potuto saperlo. I nostri piaceri, che erano quelli dell’essere innamorati, erano tanto semplici e al contempo misteriosi e complicati quanto una semplice formula matematica che può significare ogni felicità o può significare la fine del mondo.
Questo è il genere di felicità a cui non dovresti mai mettere mano ma quasi tutti quelli che conoscevi cercavano di dargli un’aggiustatina"

(Festa Mobile, Ernest Hemingway, edizione restaurata, Mondadori)

8 commenti:

MrJamesFord ha detto...

Grande Hem.
'Nuff said.

Adriana Riccomagno ha detto...

Grande stima per Hemingway...

giardigno65 ha detto...

ha creato un mondo

Marta Silenzi ha detto...

Dunque suggerirti questo titolo è stata una buona mossa...

pa ha detto...

sì marta, ottima mossa. perchè era parecchio che dovevo leggerlo ma i tuoi consigli sono spesso decisivi.

Donna con Fuso ha detto...

non sono convinta che essere consapevoli della propria ignoranza sia un vantaggio. Io mi sento troppo mortificata da sta cosa.
tutto questo per dire che mi hai fatto venire voglia di leggerlo

pa ha detto...

donna con fuso, ci tengo a precisare che non so dirti se è il migliore libro di hem: lo è per me... se non hai mai letto cose sue forse è meglio parte da un romanzo. questi sono tutti brevi aneddoti, flash, impressioni.

pa ha detto...

intendo dire che partirei da lui, come autore, come ho scritto nel post, ma non so se partirei da questo... sì lo so sono contorta è un mio grosso difetto! ;)

bazzicano da queste parti:

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