in due parole, tanto per non farla lunga.

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Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.

domenica 16 gennaio 2011

Quello che non c'è.




"e come può il mio amore essere limpido
se è la mia nazione che l'inquina"



Questa frase degli Afterhours sembra stata scritta oggi, eppure è già passato tanto tempo. Quello che non c'è è un album del 2002 ed è in assoluto il migliore che hanno sfornato. Ricordo ancora l'emozione fortissima che mi ha attraversato quando l'ho ascoltato per la prima volta. Ero in Wordcom, con Nick, al termine di una giornata di lavoro nel mio studio in zona Porta Venezia. Passavo spesso da lui dopo l'orario lavorativo, salivo su ad aspettare daanti alla macchinetta del caffè che lui chiudesse il pc, poi prendevamo un caffè o un aperitivo da le Trottoir, quando ancora il mitico locale era in Brera e ti potevi imbattere, nel microscopico bagno, in AndreaGiPinketts. Compravamo spesso cd originali, all'epoca, e comunque un nuovo album degli After era all'epoca un piccolo grande evento. Da assaporare per gradi, nelle lunghe ore liquide della serata, in giro in macchina per Milano o nella cameretta a casa dei miei, con tutto buio e soltanto le lucine blu dello stereo accese. Sulle prime note del primo pezzo devo avere persino pianto. Adesso non è che capiti più tanto spesso, ascoltando una canzone. Il suono era aspro ma allo stesso tempo essenziale, sporco ma ben limato, scintillante ma cupissimo. Ad ogni modo, sembrano passati millenni, ed ora quel frammento simile ad un cristallo perfetto mi è tornato alla mente poco fa, in soggiorno, mentre la luce fuori sta scendendo, mentre ho trentadue anni fin troppo compiuti e quasi finiti, e mentre tutto mi sembra sempre più fottutamente difficile.

8 commenti:

nick ha detto...

è solo una piega, questo periodo, nel vestito che la vita ci sta cucendo addosso, amore mio.
la lisceremo, e indossata la giacca, non ce ricorderemo neppure.
love.
B.

Veronica ha detto...

è un bellissimo post, che mi fare finisca col commento di Nick.
bellissimo che la liquidità del tuo dialogo con te stessa venga presa per mano e fatta dialogo a due.
Vuol dire che non rimane muta e chiusa in un circuito ma viene alla luce.
a questo punto puoi anche perderti nel "fottutamente difficile".
il filo di Arianna ce l'hai.

sospesanelviola ha detto...

quest'album l'ho letteralmente consumato fino a farne la mia filosofia di vita.
Gli After non deludono mai - a parte quando cantano in inglese ;)

pa ha detto...

@nick

ne sono certa.
poi però so anche che non saremo più gli stessi di prima
(forse comunque saremo migliori...)
love.p.

pa ha detto...

@veronica

grazie cara delle tue belle parole, spero davvero di tenerlo stretto il filo, e che non sia troppo lungo e troppo contorto...

pa ha detto...

@sospesanelviola

benvenuta nel mio posticino!

anche io li preferisco nettamente in italiano. soprattutto adoro l'accento strampalato di manuel.

Zelda was a writer ha detto...

una madeleine perfetta!

pa ha detto...

@zelda:
sì proprio così!

bazzicano da queste parti:

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