in due parole, tanto per non farla lunga.

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Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.

mercoledì 10 novembre 2010

sing it back. ora che è tutto così cupo.




Stasera ho bisogno di qualcosa di forte, non ho voglia di delicatezza, di dolcezza.
Sono incazzata con il mondo, e siamo in due, stasera, ad esserlo, qui a casa.
Avviliti, incazzati, ma non di certo sconfitti, e poi c'è questo amore, che avvolge tutto e che finora nulla ha smorzato, questa forza che regge ogni cosa ci farà uscire vincenti dallo scontro. Lo scontro quotidiano, come in quel fumetto francese.
Perciò diventeremo ancora più duri, più resistenti, perchè non lo siamo stati abbastanza; e sento che se lo dico adesso, nel momento peggiore, è un pò come esorcizzare tutto quanto; ho imparato a credere alla forza che ognuno di noi porta dentro, chi mi sta a fianco cerca ogni giorno di insegnarmelo. Possiamo fare grandi cose, volendolo. Desiderandolo davvero.
Non so se poi mi deprimerò, come spesso mi capita, se mi passerà la voglia di scrivere, se vedrò tutto nero, come è nella mia natura. Se mi sentirò svuotata. Per ora non è così, per ora è un pò come nel video. Doloroso, ma vale sempre e comunque la pena. Del resto, vale la pena tutto, da quando ci siamo incontrati, quel giorno lontanissimo, visti e subito riconosciuti.

3 commenti:

Alessandra ha detto...

Vago con l'Ipad mentre non guardo la partita qui al castello. Perciò non mi azzardo ad aprire il video, per non disturbare la telecronaca. Giusto.
Ma come posso non scriverti? Forza, forza dai, guardati da fuori e vedi tutta la forza che emani, mandala tutta in quella direzione, e cambia idea tutte le volte che vuoi che tanto già dalle tue poche parole si capisce che non riuscirai a convincere te stessa a demordere.
La condanna di chi non e' debole n'è forte, ma semplicemente consapevole dei propri limiti, e' lottare.
Sempre secondo me e proprio mentre qui si rallegrano che l'arbitro non abbia dato rigore al Palermo.
Del resto e' così (frase preferita di mio padre).

pa ha detto...

è una frase bellissima.
ciao ale, mitica, ti immagino, all'aperto, avvolta in una sciarpona.
io ora vado a chiudere qui questa giornata, che la notte scorsa non si è dormito molto, ma ti ringrazio davvero tanto per avermi scritto.

nick ha detto...

la mia forza sei tu.

bazzicano da queste parti:

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