in due parole, tanto per non farla lunga.

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Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.

domenica 25 luglio 2010

Ricordi sparsi




Ho apprezzato molto il racconto d'infanzia della mia amica Navigo a vista, e ho pensato che anche io a volte potrei raccontarvi i miei ricordi lontanissimi e sparsi.
Sono una di quelle persone fortunate che hanno avuto un'infanzia felice.
(e un'adolescenza incazzosa e paranoica, però!)
L'estate poi fa tornare alla mente più ricordi del solito.

In queste sere i ragazzini del cortile restano qui sotto alle mie finestre fino a mezzanotte.
Tralasciando sull'orario di condominio (cosa su cui io sono molto elastica e comprensiva, dal momento che mi sento io stessa appena uscita dall'adolescenza), devo però ammettere che mi trovo di fronte indubbiamente a:
1. dei piccoli mostri. i ragazzini bestemmiano di continuo con un fastidioso accento brianzolo, già così marcato in giovane età; quando approderò negli amati lidi marchigiani, a confronto, mi parrà il paradiso.
2. delle piccole veline. già perfettamente atteggiate, abbigliate, smorfiose, soprattutto in presenza di mio marito!
3. sono noiosissimi, e loro stessi annoiatissimi. che fanno?
Si riuniscono al muretto qui sotto per giocare con i videogiochi e con i cellulari. si scambiano suonerie. parlano di cose terribilmente omologate viste in tv. Sbadigliano. Si insultano a vicenda. insultano i propri genitori che mollemente li supplicano di salire in casa, completamente succubi.

Com ero io?

Una via di mezzo tra Pippicalzelughe e Arale.
Vestita semplicemente da bambina. Sapete, si usava così.

Cosa facevo?

Miliardi di cose esilaranti.
(E pensare che ero tuttosommato una tipa tranquilla rispetto a tanti.)

All'aperto:
- corse sfrenate con i pattini
- compravendita di foglie e rametti e sassi
- disegni con i gessetti su muri nascosti cercando di non farmi sgamare
- scivolate sullo skate, sdraiata a pancia in giù sulla tavola e con la testa all'indietro
- stregacomandacolori, sparando nomi di colori complicatissimi che gli altri non conoscevano solo per il gusto di vederli andare in tilt..tipo "color..AMARANTO!"
(che saccentella!)
- unduetrestella
- gare con gli ascensori (proibitissime)
- nascondino
- elastico
- niente pallavolo perchè la odiavo con tutto il cuore
- creazione di balletti, coreografie sulla base delle hit del momento
- caccia al tesoro

Al chiuso:
- giochi splatter con quella sostanza viscida che vendevano all'epoca, credo tossica, gelatinosa e con colori fluo, io lo chiamo Slimer ma sbaglio, lo Slimer era un altro gioco. Il mio preferito era quello rosso per giocare "al macellaio" o usarlo nelle lotte, tipo sangue
- disegnavo per ore, per intere giornate, e facevo anche collages
- interi villaggi di puffi da gestire
- capanne costruite con i moduli imbottiti dei divani, o tavolini ricoperti da plaid, così come avevo imparato sull'enciclopedia dei Quindici
- leggevo tantissimi libri!
- certo, mi vedevo anche un sacco di film, era appena arrivato il nostro primo videoregistratore e me li sparavo tutti, ricordo soprattutto SHINING visto con due amiche, e il terrore di quel pomeriggio
- travestimenti con i vestiti di mia mamma, o con i trucchi trovati in giro per le case, enormi fiori neri disegnati sulle gote e sulla fronte, che neanche una brocca di tonico bastava a levare

... potrei andare avanti per ore, ma credo di aver reso l'idea.
E pensare che sono figlia unica, quindi ho di certo molte esperienze in meno rispetto a tanti che sono cresciuti in un'allegra tribù di fratellini; poi farò un post a parte per parlare dei miei ricordi marchigiani, prima o poi (lì vivono i miei fratelli acquisiti).

So che poi tutte questi ricordi con il tempo tendono ad essere mitizzati, e per ognuno la propria infanzia è la più felice, ma mi rendo davvero conto che c'è un abisso a separarmi da questi ragazzini di oggi e, lo spero con tutto il cuore, anche dai loro genitori, che tutto sommato hanno pochi anni più di me.

5 commenti:

nick ha detto...

Sei la bimba più simpatica del mondo.

pa ha detto...

anche tu non dovevi essere male!

ciao bantu, ti prometto wknd migliori di questo!

Navigo a Vista ha detto...

ero come te. Avevo la mia età. Quanto siamo state fortunate pa. Immensamente i ragazzi di oggi mi fanno pena, schifo a volte, nervoso. Annoiati, maleducati, aggressivi.

....
Ah, i Quindici!! Ho massacrato il volume dei lavoretti!! Qual era? il 14???

Grazie per la citazione pa.
Un abbraccio bimba simpaticissima

pa ha detto...

@navigo:
non mi ricordo che numero era, ma è impresso nella mia mente.. io adoravo anche quello con le poesie, le fiabe e i racconti popolari...

Dani/Hachi ha detto...

oooh che bel post :)
quasi quasi mi verrebbe voglia di farne uno simile :)

bazzicano da queste parti:

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