in due parole, tanto per non farla lunga.

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Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.

domenica 13 giugno 2010




Ah, dimmelo ancora
che non è vero
che tutto adesso è così poco sincero

L'Italia che affonda,
l'Italia che galleggia sopra un'onda
in un mare di volgarità
L'Italia che da ciò che non occorre

L'Italia inquinata,
l'Italia che apparentemente reagisce
che poi finisce in un TG al tasto 4 del mio telecomando

L'Italia che urlando pare ce la faccia
puttana di un governo come carta straccia
che mi indispone e mi convince che non va bene

L'Italia degli sguardi
l'Italia dei partiti ingordi, che mangia tutto e non digerisce
l'Italia che impedisce a chi vuol fare

L'Italia in cancrena,
come befana incurvata in avanti con al schiena
divisa in due, proprio come noi due

L'Italia nei tuoi occhi
di ciò che provochi quando mi tocchi
quando non c'è da fare niente,

nell'immondizia del mio cuore, che come vedi,
non è apparente

Io sono l'Italia che muore,
l'Italia che muore


"Indubbiamente in “Per carità di Stato” sono molto più diretto; non ci giro troppo intorno, vado al dunque, pungo nei punti nevralgici. Come sempre, quando una questione mi tocca e mi coinvolge in prima persona esce fuori la mia vena polemica innata e, vorrei sottolinearlo, molto disinteressata. Tra l’altro, seppur apparentemente tra gli addetti ai lavori possa sembrare una cosa molto silente, non mi piace confondermi con la voce degli altri musicisti della scena indipendente italiana. Non bisogna fare quelli di sinistra quando non si è di sinistra. Io sono di sinistra! Ma è giusto così, forse i giovani d’oggi meritano di essere “scatarrati in faccia”. Il popolo è bue! Il popolo rock italiano ha bisogno di icone, di personaggi da osannare e da leccare. Dico la verità, e nel mio piccolo, credo di non sbagliarmi." (Umberto Giardini)

E io nel mio piccolo dedico questo pezzo alla Maionchi.
Che non ha capito davvero un cazzo.

1 commento:

nick ha detto...

sottoscrivo e riconfermo, la Maionchi è un'ignorante incredibile.
Moltheni è un grandissimo, invece, bumbu!

bazzicano da queste parti:

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