in due parole, tanto per non farla lunga.

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Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.

mercoledì 7 aprile 2010

stare a galla



Ben consapevoli che la realtà in cui cerchiamo di stare a galla è quella lucidamente rappresentata nell'ultima copertina di Left, se come me vi sentite schiacciati dal peso degli eventi non mi resta che consigliarvi un film incantevole, L'arte del sogno di Michel Gondry, 2006. Funziona al 99,9%. Fatemi sapere.

4 commenti:

ilmarconi ha detto...

E allora saichettedico? Che mi ti linko pure al mio blog. Tiè!
Ciao simpaticissima

pa ha detto...

grazie marconi! sono onorata!

AndrejB ha detto...

"...
Della metà del nostro Paese rimasta senza rappresentanza, una buona parte ha scelto di non votare a fine marzo per segnare il proprio distacco - il distacco di ciascuno - dalle istituzioni politiche. Rimane forte la solidarietà tra gli esclusi e rimangono forme di resistenza esemplare.
Le manifestazioni della libertà di stampa, del No B Day, dell'acque bene comune, quelle di Libera a Milano, le carriole entrate a L'Aquila per togliere le macerie del terremoto, sono occasioni per stare insieme, per guardare il futuro. Per dire, insieme, che occorre organizzarsi: la sconfitta non dura mai in eterno."
G. Ragozzino - Il Manifesto, Sabato 10.04.2010

Mi vengono in mente le parole di un carissimo amico, soprattutto nei momenti di tensione.
"Pensa", mi diceva, "se non ci fossimo nemmeno più noi a parlare di solidarietà, di equità, di giustizia sociale.".
L'ultimo non si rialzerà se non ci sarà nessuno a tendergli una mano aperta.
Sono tempi difficili, questi.
Non dobbiamo, non possiamo credere che l'unica soluzione sia sempre e solo quella di una mano chiusa, della violenza e dell'odio.
Noi siamo - dobbiamo sempre essere - altro.

pa ha detto...

grazie per le tue parole, andrejB.

bazzicano da queste parti:

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