in due parole, tanto per non farla lunga.

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Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.

sabato 20 aprile 2013

Paul Auster, Diario d'inverno.


"La vicinanza al terreno del tuo piccolo corpo, il corpo che possedevi a tre e quattro anni: insomma, la brevità della distanza fra i tuoi piedi e il tuo capo, e il fatto che le cose che ora non noti più un tempo fossero per te presenza e cura costante: il piccolo mondo delle formiche brulicanti e delle monete smarrite, dei rametti caduti e dei tappi di bottiglia ammaccati, dei tarassachi e dei trifogli. Ma soprattutto le formiche. Sono quelle che ti ricordi meglio. Eserciti di formiche in viaggio dentro e fuori le loro montagnole polverose."


Di quando i libri ti vengono a cercare.
E ti fulminano nella loro commuovente bellezza.
Di come parole accostate fra loro in un certo modo perfetto ti facciano amare la vita tanto da emettere urletti di gioia, e sorridere con tutta la faccia, da sola in una stanza.




1 commento:

QueenCindy ha detto...

Ok, corro a comprare questo libro.

bazzicano da queste parti:

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