in due parole, tanto per non farla lunga.

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Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.

giovedì 17 gennaio 2013

la cosa più incredibile però è che Joaquin è il fratello d River.


The Master
USA 2012
di Paul Thomas Anderson
con
Joaquin Phoenix
Philip Seymour Hoffman
Amy Adams
Laura Dern 


"Ma cosa me ne frega a me di quelli di Scientology"
 (mio papà, che è andato a vederlo con mia mamma su mio suggerimento)

"Dire che non mi è piaciuto, non so. Mi sono quasi addormentata." 
(mia mamma)

Io sono una fissata con Magnolia.
Son di quelle che l'hanno visto circa dieci volte, che hanno comprato il cd con la colonna sonora, che detestano Tom Cruise ma l'hanno osannato nel ruolo di Frank T.J. Mackey, che si inchinano di fronte a Seymour Hoffman, che hanno amato ogni singola lacrima di Julianne Moore. Ero dipendente da quel film, ai tempi. Lo devo anche rivedere urgentemente.

The Master non è sullo stesso livello. Ma Anderson è un genio. Porta gli attori a prestazioni sublimi, consegna un sapore e un odore preciso alle scene (ditemi se non sentite l'odore pungente dell'alcool mentre Phoenix prepara quei mischioni micidiali).
I paesaggi, la vastità americana mi hanno stregato. Il dopoguerra è così vivido, così tangibile. Questo film presenta inquadrature di una bellezza commuovente, onesta, ventosa. E però è assurdamente inquietante, i protagonisti sono disturbati, sgradevoli, violenti. Che contrasto, dunque.
Non sono affatto brava a spiegare questo genere di film. Vado a sensazioni, a fremiti. Si parla di solitudini, di sogni infranti, di disonestà nei confronti degli altri e di se stessi, di menzogne messe nero su bianco, di ipocrisie. Si scava a fondo. Si raschia.

Se queste poche parole affannate vi incuriosiscono, andate a vederlo. 
Meglio se non in un multisala puzzolente di pop corn.
Meglio se di pomeriggio: è lunghetto.

Poi tornate a casa e qualche giorno dopo, però, procuratevi Magnolia.

1 commento:

Marco Goi - Cannibal Kid ha detto...

magnolia è un film assoluto.
giusto che tu ne sia fissata!

questo devo ancora vederlo, mi incuriosisce parecchio...

bazzicano da queste parti:

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