in due parole, tanto per non farla lunga.

La mia foto
Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.

sabato 13 ottobre 2012

la dolcezza di julian schnabel.









"Proprio come la pittura, andare al cinema per me era una fuga dall’ordinarietà della vita quotidiana. Il cinema era più reale della mia esistenza fra le mura domestiche. Da bambino, trovavo semplicemente meraviglioso I dieci comandamenti, quando Mosè separa le acque del Mar Rosso, e terrificante Moby Dick, quando compare l’occhio della grande balena bianca. Quando ho visto per la prima volta Repulsion di Roman Polanski ho realizzato che un film può realmente toccarti dentro. Può ossessionarti e ti puoi identificare in esso. Non ho mai pensato che sarei diventato un regista. Tuttavia, quando Jean-Michel Basquiat morì, volevo raccontare la sua storia e Basquiat ne è il risultato. Eppure il centro di tutto quello che faccio viene dall’essere un pittore e probabilmente, a prescindere dalla qualità, i miei film traggono ispirazione da quella prospettiva."
(da un'intervista di Edward Rubin del 2010)

2 commenti:

Adriana Riccomagno ha detto...

E' da una vita che voglio vederlo!

pa ha detto...

quale di questi film, adriana?

bazzicano da queste parti:

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