in due parole, tanto per non farla lunga.

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Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.

lunedì 26 marzo 2012

la metafora di qualcosa.


Abbiamo camminato tanto.
Caffè tiepidi,
pulviscolo soffice,
luce gialla negli occhi,
vestiti usati,
muri arancioni,
libri a due euro,
un poster dei nirvana 
in bianco e nero,
angolazioni insolite.
Questo camminare
è la metafora di qualcosa
di splendido,
anche se non so bene cosa,
e non m'importa.


(pa marzo 2012)

9 commenti:

Adriana Riccomagno ha detto...

Che bellezza!

Marta Silenzi ha detto...

Mi fai pensare a Kerouac e soprattutto a Thoreau...

alessandra ha detto...

Ma bella!

pa ha detto...

grazie a tutte, ragazze...
marta, non scomodare certi colossi per me, sei tutta matta! :)))))

Marta Silenzi ha detto...

"Il mondo è fatto per i camminatori", diceva Kerouac, e noi lo siamo...

pa ha detto...

eccome se lo siamo!

kovalski ha detto...

non importa di cosa sia metafora. o se poi lo sia davvero, metafora di qualcosa.
quello che importa, di solito, è provare quel tipo di sensazione. in sé.

pa ha detto...

benvenuto kovalski!

kovalski ha detto...

ma grazie
e benvenuta anche a te. di là. :-)

bazzicano da queste parti:

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