in due parole, tanto per non farla lunga.

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Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.

mercoledì 12 gennaio 2011

PsycoMimì e la nazionale di PsycoPallavolo



Non so perchè stamattina ci è tornato in mente a colazione questo cartone animato della nostra infanzia, ma è forse quello che ho meno seguito, e più odiato!
Penso che già l'immagine pubblicata qui sopra basti a ricordarvi che razza di stronza frustrata e psicotica fosse. Un cartone che spingeva tutte le ragazzine dell'epoca alla competizione più sfrenata e sadica! (le vedete bene le catene ai polsi no? E se avete la mia età non potete non ricordarle con un pò di terrore misto a disgusto... non so, sarò sbagliata io...)
Non ho mai giocato a pallavolo e non ero nemmeno capace, ero una cavolo di asociale nerd picchiatella che si inventata di tutto pur di non partecipare alle partite: di solito me ne stavo sul lato opposto della palestra a fare capriole e salti acrobatici e spaccate e verticali, oppure disegnavo o leggevo, insieme agli altri picchiatelli come me. Ma mentre al liceo eravamo un gruppetto ben assortito, alle medie ho sofferto davvero tantissimo di tutta questa situazione, perchè ancora non mi accettavo, come tutti i ragazzini di quell'età che non riescono ad omologarsi al gruppo.
Non dico qualcosa di così esagerato affermando che cartoni come questo hanno pesantemente contribuito a rendermi antipatico ogni gioco di squadra (il mio personale percorso nel mondo delle attività fisiche parte dalla danza moderna, passa per il nuoto e approda allo yoga, ma è solo lo yoga che sto affrontando con una certa "serietà"). Il divario con quelle compagne assetate di vittoria durante le due ore di educazione fisica settimanali si è fatto sempre più profondo, anche perchè poi queste parlavano di schiacciate, cicloni e tornadi per tutta la settimana, davvero monomaniacali: io ballavo Flashdance in cameretta, mi sparavo già dei classiconi come Shining dopo aver fatto i compiti, andavo sui pattini o in skate nella bella stagione e disegnavo anche per 4-5 ore di fila... ma loro nulla, imperterrite, determinatissime, senza una briciola di ironia!
Buon mercoledì a tutti.

4 commenti:

nick ha detto...

odiosa!
e mi ricordo che ero troppo contento quando gli è crepato il fidanzatino.
Se lo meritava!
dedicati alla pallavolo, stronza, mentro il tuo ciccio crepa!!!!

nick ha detto...

P.S.

che bella l'immagine di te che balli!LOVEEEEE!!!!

Paola ha detto...

Concordo, le medie sono davvero un periodo buio. Per fortuna se ne esce!! :D

pa ha detto...

sì, infatti in prima liceo ero la ragazzina più felice della terra!

bazzicano da queste parti:

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