in due parole, tanto per non farla lunga.

La mia foto
Grafica milanese. Ossessionata, ossessiva, ossessionante (vedi alla voce figlia e madre e moglie, decisamente ossessionante). In un'altra vita volevo essere una di quelle tizie che vanno in giro a scoprire le nuove tendenze, si dice così? Come si porta l'orlo dei jeans e come ci si trucca per avere un aspetto vissuto ma etereo, cose di questo tipo. Nel frattempo cerco di fare poche cose ma discretamente bene. Non mi sono comprata l'impastatrice, per intenderci. E sono di quelle convinte che l'arte ci salverà la vita. Sempre se non ci prenderemo troppo sul serio, però.

lunedì 21 giugno 2010

friday I'm in love





Venerdì sera, oltre che dedicare a me stessa una serata "da donne", mi sono dedicata ad una delle mie passioni degli ultimi 2/3 anni, Elio Germano, con la sua irresistibile faccetta da TOPO (come dice sempre Nick... ah, dove può portare l'invidia!) e la sua notevole bravura.
Il film merita, anche se è quasi tutto interamente costruito su di lui, e non resta poco altro, ma proprio perchè non sono obiettiva mi ha soddisfatto pienamente. Rappresenta lo specchio lucido di quella che è al momento la realtà italiana, ma proprio quella da italiano medio, col quale ci si scontra in coda al Carrefour oppure, senza andare affatto lontano, nel cortile condominiale (tale cortile meriterebbe un bel post, prima o poi...).
Comunque... Elio, Elio, Elio, sempre più paraculo, e sempre più poetico.
E ha pure vinto la palma.
E non c'è bisogno che vi ricordi che dedica ha fatto, dal palco.

ps sono riuscita a non piangere! ma solo perchè la colonna sonora era di Vasco (che detesto) e non di Moltheni...

1 commento:

nick ha detto...

invidia un kazoo.
Faccina da topo contro faccina da Bantulo non c'è battaglia!!!!
o no?
(attenta a che mi rispondi, neh...)

bazzicano da queste parti:

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